Enfisema polmonare

enfisema polmonare

Definizione

L’enfisema polmonare consiste in una modificazione del tessuto polmonare, comune a diverse condizioni di malattia dell’apparato respiratorio (vedi anche: “La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) ”), caratterizzata da un progressivo ed irreversibile deterioramento, ingrandimento e riduzione di numero di quegli alveoli polmonari che rappresentano le unità funzionali più elementari in grado di trasferire ossigeno al sangue e di estrarre anidride carbonica dallo stesso per eliminarla dall’organismo. L’enfisema può procedere, nel corso degli anni, fino alla formazione di vere e proprie bolle enfisematose sempre più grandi, rendendo gli alveoli non più compatibili con una buona funzione respiratoria e determinando uno stadio di gravità della malattia tale da rendere assai difficoltosa e talora impossibile la capacità respiratoria (insufficienza respiratoria). Tale distruzione patologica della vera e propria parte “respiratoria” del polmone si accompagna ad una progressiva riduzione della rigidità della struttura dello stesso rendendolo più facilmente collassabile ed aggravando, in tal modo, l’ostruzione dei bronchi al passaggio dell’aria con ulteriore accentuazione del disagio respiratorio del paziente.

Cause e fattori di rischio

fumo enfisemaL’enfisema polmonare riconosce nelle sostanze nocive inalate nel corso degli anni il principale momento responsabile della distruzione del tessuto polmonare e tra queste sostanze il fumo di sigaretta risulta sicuramente essere quella più importante nel determinare la malattia. Oltre al fumo di tabacco , poi, notevole influenza hanno anche le sostanze inquinanti presenti nell’aria degli ambienti urbani, pericolose non solamente in quanto in grado di sostenere la distruzione del tessuto alveolare del polmone che conduce all’enfisema, ma altresì per il grosso rischio che rappresentano per la formazione del cancro polmonare (vedi anche l’articolo “Inquinamento urbano e enfisema inquinamentocancro polmonare” e "Tumore ai polmoni e ai bronchi"). Un altro fattore importante, molto variabile da individuo a individuo, è rappresentato dalla capacità dell’organismo di riuscire a “detossicare” i danni provocati dalle sostanze nocive inalate tra le quali gli ossidanti (ozono, ecc.) e le proteasi, inattivando gli stessi e riparando in modo efficace il tessuto danneggiato. Tale opera protettiva e riparatrice avviene ad opera di sostanze aventi capacità antiossidanti ed anti-proteasiche come la alfa-1-antitripsina, sostanza presente in quantità variabile nel sangue di ognuno di noi: tanto più sono disponibili tali sostanze in quantità sufficienti, tanto meno saranno i danni finali. E’ per questo che si assiste a situazioni di gravi danni polmonari già presenti in fumatori che fumano da non molti anni (non è purtroppo possibile conoscere a priori l’entità del danno finale) , accanto ad altre in cui fumatori incalliti vivono fino ad oltre cento anni senza praticamente accusare disturbi.

Sintomi e segni

Il sintomo più importante dell’enfisema consiste nella dispnea, definito come quel generico “disagio respiratorio” riferito dal paziente, che inizia talora in modo subdolo e silenzioso per aggravarsi progressivamente negli anni fino a divenire gravemente invalidante. La dispnea si accompagna a modificazioni evidenti nella conformazione del torace assai caratteristica della malattia (torace “a botte”) e ad atteggiamento “inspiratorio” della gabbia toracica, che fanno assumere al paziente la postura classicamente a “spalle sollevate” o ad “attaccapanni dimenticato nella giacca”, e lo portano a respirare in modo rumoroso o “con sibilo” durante la marcia e talora anche solamente nel corso di sforzi lievi e temporalmente limitati. E’ possibile, nel tempo, la comparsa di cianosi delle labbra e delle unghie, definibile come quel colore violaceo che assumono tali tessuti nel momento in cui la progressione dell’enfisema diviene talmente importante da provocare insufficienza respiratoria con grave deficit dell’ossigenazione del sangue e rendendo quindi indispensabile la somministrazione di ossigeno. E’ questo il momento in cui la dispnea condiziona seriamente la vita del paziente determinando un disagio respiratorio sempre più evidente, mentre la scarsità dell’ossigeno in circolo e talora l’eccesso di anidride carbonica rendono più seria la situazione generale di molti altri organi (cuore, cervello, ecc.) e apparati (apparato digerente, apparato muscolare, ecc.), aggravando lo stato generale e l’invalidità anche sociale e psichica della persona.

Diagnosi

radiografia polmoniSulla base del principale sintomo dell’enfisema polmonare, rappresentato inizialmente dalla sola difficoltà respiratoria, ci si muove per confermare il sospetto della malattia. La semplice radiografia del torace in 2 proiezioni permette di orientare la diagnosi, ma la conferma può arrivare solamente dagli esami funzionali respiratori completi, tra i quali la spirometria, e dalla TAC ad alta risoluzione del torace (HRCT), che insieme permettono di testimoniare le alterazioni anatomiche e funzionali proprie della patologia. Nel caso, poi, di riscontro di enfisema in soggetti di età non avanzata, il dosaggio sul sangue della alfa-1-antitripsina permetterà di confermare il deficit di tale sostanza alla base della malattia.

Trattamento

A tutt’oggi l’enfisema polmonare non è ancora una malattia guaribile, ma la si può curare efficacemente nel tentativo di ridurne, prima di tutto, la progressione fino all’invalidità ed in secondo luogo per mantenere sotto controllo le conseguenze della stessa tra le quali la difficoltà respiratoria che può giungere fino a rappresentare un problema gravemente limitante la qualità di vita del paziente. L’ossigenoterapia domiciliare a lungo termine (O2-LTO) rappresenta, nel caso sia presente insufficienza respiratoria, un valido presidio di cura per ridurre le conseguenze che il deficit cronico di ossigeno può avere sugli altri organi e apparati. Anche la fisioterapia respiratoria può essere presa in considerazione per insegnare al paziente a respirare in modo meno “faticoso” (vedi anche: “Migliorare da subito il proprio modo di respirare”). Il paziente con enfisema che presenti, per certi versi, sintomi sovrapponibili a quelli della BPCO, può essere trattato con gli stessi farmaci impiegati per il trattamento di questa patologia. Ma ciò che più di ogni altra cosa rappresenta l’elemento indispensabile per porre sotto controllo la malattia è rappresentato dall’astensione dal fumo di tabacco, senza la quale non c’è trattamento utile a consentire un miglioramento clinicamente visibile. Per quanto da qualche anno si sia tentata la via della terapia chirurgica dell’enfisema, a tutt’oggi essa non può certamente essere presa in considerazione come terapia di base utile per tutti i casi e se è difficile, da un lato, dire se tale approccio valga veramente la pena di essere considerato, dall’altro è possibile ammettere che, in qualche caso limitato, qualche miglioramento soggettivo può giustificare l’impegno ed i rischi che si richiedono al paziente per percorrere tale via.

Dott. Enrico Ballor

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