Mal di gola e allergie respiratorie: il punto dello pneumologo

mal di gola e allergie

Pollini e faringite: per quanto possa sembrare difficile da credere, non sono solamente i microbi (virus o batteri) a rendersi responsabili di dolore alla gola (faringe), ma può capitare, in certi casi, di dover patire per questo fastidioso sintomo anche solamente per la presenza di un problema allergico. Partendo dalla premessa che il “mal di gola”, per dirla più scientificamente il dolore faringeo, è nella maggior parte dei casi espressione di infiammazione, è facile comprendere come di esso possano rendersi responsabili tutte quelle situazioni che, infettive o allergiche che siano, infiammando i tessuti del faringe divengono poi causa dello stesso.

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Sindrome dello stretto toracico (SST) e sindrome di Pancoast: il punto dello pneumologo

sindrome stretto toracico e pancoast

Colgo l’occasione per un articolo su queste due patologie del torace, dal ricordo di un paziente fumatore che si presentò alla mia osservazione terrorizzato dalla certezza di avere un tumore maligno del polmone (vedi “Tumore ai polmoni e ai bronchi” – “Mesotelioma maligno della pleura”). Egli era giunto a tale drammatica conclusione dopo aver “navigato” in Internet e aver trovato “conferma” dei suoi timori dalla consultazione di un’infinita massa di dati purtroppo mal valutati, anche e soprattutto alla luce della sua incapacità di dare il giusto peso alle informazioni raccolte, in quanto privo di esperienza e di competenze specifiche sull’argomento. Ciò che aveva peraltro ispirato la ricerca, era una sintomatologia dolorosa a carico della spalla, accompagnata da una sensazione di intorpidimento e di parestesie (formicolii) dell’arto superiore destro, che si accentuava ogni volta che cercava di muovere il braccio compiendo uno sforzo. I motivi che lo portavano a concludere per una grave malattia tumorale erano legati ad un’errata auto-diagnosi, favorita dai timori per la sua condizione di fumatore, riferita ad un tumore maligno polmonare localizzato all’apice del polmone, già esteso ai tessuti della spalla e con invasione, a dir suo, dei nervi del braccio che originano dalla colonna cervicale (plesso brachiale).

Esistono in patologia umana due situazioni, oltre alle molte sindromi dolorose ortopediche della spalla secondarie a patologia reumatica, artrosica degenerativa o traumatica della stessa o della colonna cervicale, che possono comportare la presenza di dolore localizzato alla spalla con irradiazione al braccio. Vediamole.

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La dieta chetogenica al servizio della respirazione: il punto dello pneumologo

dieta chetogenica per la respirazione

Quando si parla di dieta ci si riferisce generalmente all’assunzione di un particolare comportamento alimentare che, eliminando eccessi o privilegiando l’introduzione o la sostituzione di determinati alimenti, consenta di migliorare una condizione fisica divenuta patologica, ripristinando l’equilibrio funzionale dell’organismo.

Avremo, pertanto, diete dimagranti a basso contenuto di calorie (ipocaloriche) o favorenti il recupero del peso corporeo (ipercaloriche), nelle situazioni rispettivamente di sovrappeso o di basso peso corporeo, diete a basso contenuto di colesterolo e di trigliceridi in pazienti affetti da eccesso di queste componenti lipidiche (grasse) nel sangue, diete in grado di regolare un maggiore o minore apporto di proteine e di glicidi (zuccheri) nei pazienti che presentino una malattia renale o il diabete. Ma, ancora, avremo diete di eliminazione, in pazienti che presentino la necessità di astenersi dall’assunzione di determinate sostanze in grado di favorire una determinata malattia anche respiratoria. Si pensi, a questo proposito, alla necessità di evitare, in certi particolari pazienti affetti da asma bronchiale allergico sensibilizzati ai pollini delle piante (vedi “Pollinosi” – “Malattie allergiche delle vie aeree”), tutta una serie di alimenti che potrebbero determinare l’insorgenza di una crisi respiratoria asmatica (vedi “Alimentazione e dieta con l’asma: i consigli dello pneumologo”). O la necessità di evitare alimenti ricchi di istamina o in grado di determinare il rilascio della stessa una volta introdotti nell’organismo, in soggetti asmatici particolarmente sensibili a questa sostanza (vedi “Istamina, asma, alimenti e allergia: il parere dello pneumologo”). O, ancora, la necessità di evitare il consumo di certe sostanze contenenti solfiti, nuovamente in grado di provocare crisi asmatiche (vedi “Asma, vino e solfiti: il parere dello pneumologo”) e di prestare sempre più attenzione ai rapporti intercorrenti tra dieta, flora microbica intestinale, sistema immunitario e sviluppo di particolari malattie immuno-allergiche e respiratorie, come si dimostra nelle più recenti conclusioni dell’attuale ricerca clinica internazionale (vedi “Allergia, asma e microbiota intestinale: novità e conferme dallo pneumologo”).

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Meeting internazionale di pneumologi a Torino: come curare l’asma grave

meeting internazionale pneumologi asma 2018

Asma grave e novità in pneumologia. “Asma che non risponde alle cure” – “Asma fuori controllo” – “Asma che non si risolve nonostante i farmaci”. Comunque le si vogliano definire, esistono alcune particolari e gravi forme cliniche dell’asma bronchiale (vedi “Asma bronchiale: malattia da conoscere”) che stentano a trovare soluzione o che, fatto questo assai più grave, sembrano ignorare molto di ciò che si mette in campo per cercare di risolverle.

Si è da poco conclusa, all’ombra della Mole, una interessantissima “due giorni” internazionale (12 – 13 gennaio 2018) che ha visto la partecipazione dei più prestigiosi professionisti della pneumologia mondiale, in particolar modo di quelli impegnati nella individuazione e nella corretta diagnosi, oltreché nella cura, di queste forme più resistenti e preoccupanti dell’asma. Il principale compito assegnato al convegno è stato quello di promuovere una sempre più stretta e fattiva collaborazione tra i vari esperti del problema (pneumologi, internisti e allergologi), con il preciso scopo di evidenziare il punto attuale della situazione e di orientare, con una lingua sempre più comune e condivisa, la ricerca scientifica attraverso un lavoro di standardizzazione dei criteri diagnosti, clinici e biologici dell’asma grave.

Si tenga presente che, quando si parla di “asma grave”, non ci si riferisce a quei casi “non trattati” o “trattati in modo insufficiente” della malattia asmatica per i più disparati motivi, tra i quali la scarsa disponibilità del paziente a curarsi e ad accettare i farmaci nel tempo (ridotta “compliance”), l’incapacità dello stesso ad assumerli correttamente (vedi “ Asma e malattie respiratorie ostruttive: corretto uso delle bombolette e dei “device” a polvere secca nella cura”) o l’insufficiente conoscenza specialistica del curante. Quando si parla di asma grave si è di fronte ad un problema che, in molti casi, è davvero da accettare come “specialistico”, in quanto tale da richiede l’attenzione di uno pneumologo esperto in questo particolare tipo di patologia respiratoria, qualche volta purtroppo ancora mortale (vedi “Crisi d’asma e rischio morte: i consigli dello pneumologo”), in grado di comprendere e di curare correttamente quelle particolari e più infrequenti forme della patologia asmatica che non rispondono alle cure tradizionali in quanto governate da particolari fenomeni biologici e funzionali qualitativamente “non consueti”, responsabili dell’inadeguatezza delle cure e dell’impossibilità di produrre con le stesse risultati soddisfacenti.

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