Saturazione dell’ossigeno e dita fredde: lo pneumologo e il buon uso dell’ossimetro

corretto uso ossimetro

Ossimetri e cardiofrequenzimetri, spirometri automatici (vedi “ La spirometria o esame spirometrico”) e misuratori elettronici del picco di flusso espiratorio, sfigmomanometri elettronici per la misurazione in continuo della pressione arteriosa, rilevatori di ossido nitrico nell’aria espirata (vedi “ Ossido nitrico esalato (FeNO), asma allergico e infiammazione dei bronchi ”) e polisonnigrafi per la rilevazione delle apnee del sonno (vedi “ Sindrome delle apnee del sonno (SAS – OSAS) e russamento ”). Ormai siamo tutti maestri! Addetti o non addetti ai lavori, conta solo più la tecnologia. L’orientamento generale sembra essere quello tale per cui, dato un certo gingillo tecnologico prima impensabile, tanto più se di basso costo e di larga diffusione, capace di misurare, indicare, svelare e definire, chiunque si pensa in grado di poterlo usare. Meno male che, almeno per il momento, i vettori spaziali mantengono un costo inaccessibile ai privati, perché diversamente, con un buon manuale d’istruzioni, ne vedremmo delle belle! Peccato che, nella realtà quotidiana, ci sia una bella differenza tra “ misurare” e “valutare”. O per dirla ancora meglio, tra “dire di valutare” e “ saperlo poi fare veramente”. Misurare è compito dello strumento, mentre ben diversa è la corretta “ interpretazione” dei valori acquisiti dalla misurazione effettuata dalla macchina che, spettando poi all’uomo, rischia di creare non pochi problemi quando, per la non perfetta conoscenza della teoria e della materia, ma soprattutto per la mancanza d’esperienza, ai “numerini” colorati indicati sul display non si è poi in grado di dare un senso e un significato scientificamente corretti, senza i quali viene meno anche quella pretesa di precisione tecnica che si reclama dallo strumento. 

Ma parliamo dell’ossimetro (vedi “ Ossimetria (saturimetria)”), noto anche con il termine di “saturimetro”, in quanto strumento elettronico in grado di rilevare la percentuale di “ saturazione dell’emoglobina”, molto spesso impropriamente definita “saturazione dell’ossigeno ” . A questo proposito l’articolo “ Respiro, polmoni, globuli rossi ed emoglobina: lo pneumologo e la storia della respirazione ”, e in particolar modo il paragrafo “CHE COS’E’ L’AFFINITA’ DELL’EMOGLOBINA PER L’OSSIGENO?”, chiariscono al lettore i concetti di “ossigeno disciolto ”, di “ossigeno legato” e il reciproco rapporto di equilibrio tra le due quote presenti nel sangue ( curva di dissociazione dell’emoglobina, di cui ho già parlato nell’articolo “Ossimetria (saturimetria) ” citato prima), aiutando a meglio comprendere il concetto di “ saturazione”, sul quale si basa il principio di funzionamento dell’ossimetro utilizzato per la valutazione della quantità di ossigeno presente nel sangue del paziente.

Leggi tutto: Saturazione dell’ossigeno e dita fredde: lo pneumologo e il buon uso dell’ossimetro

“Seduto respiro, ma se mi muovo mi manca subito il fiato”: il punto dello pneumologo

seduto respiro in piedi manca fiato

Sono frequenti le situazioni nelle quali, in presenza di patologie broncopolmonari, cardiologiche, neurologiche, vascolari (anche tromboemboliche) o in caso di anemia, il paziente presenti la comparsa di una dispnea (fatica a respirare) con le eseguenti caratteristiche: assente o tanto limitata da non comportare un disagio respiratorio in condizioni di riposo; presente, invece, e a rapida insorgenza, non appena si metta in attività. Classico il caso di un anziano (vedi “ Il cambiamento della respirazione nell’anziano: il parere dello pneumologo ”) che, fin tanto che rimane seduto su di una sedia o in poltrona, può apparire ad un osservatore esterno, da un punto di vista respiratorio, la persona più normale del mondo, ma al semplice abbandonare la posizione seduta, nel volgere di pochi secondi, incomincia a soffiare e a sbuffare come se avesse corso la maratona.

Oltre alle varie cause di dispnea, e in modo particolare di dispnea da sforzo, già trattate in questo sito alla specifica voce “ dispnea” già indicata prima, ve ne sono due che meritano un’attenzione a parte. Ciò non solamente per la rapidità con la quale il sintomo “dispnea” compare al minimo movimento, ma altresì per il fatto di dipendere direttamente da un’alterazione della capacità dell’ossigeno di “diffondere” liberamente dall’aria presente negli alveoli polmonari, ove esso è presente al 20% nella miscela di gas che quotidianamente inaliamo (il restante 80% è rappresentato da azoto inerte da un punto di vista metabolico), al sangue dei “capillari” polmonari, nel quale è presente o in quota disciolta, o legato all’emoglobina dei globuli rossi. Alterazione che, per quanto detto, coinvolge in entrambi i casi anche la cosiddetta “membrana alveolo-capillare”.

Leggi tutto: “Seduto respiro, ma se mi muovo mi manca subito il fiato”: il punto dello pneumologo 

Asma bronchiale allergico: quando praticare le prove allergometriche nel bambino e nell’adulto

asma bronchiale allergico quando prove allergometriche

L’asma bronchiale allergico è una malattia respiratoria che negli ultimi anni, anche in virtù del sempre più importante inquinamento ambientale, ha assunto un’importanza enorme sia nella patologia del bambino, sia in quella dell’adulto, diventando una tra le malattie più facilmente riscontrabili nella popolazione. La sempre maggior presenza di inquinanti (smog delle città) e di allergeni volatili naturali e industriali nell’aria urbana, ha determinato un progressivo incremento di bambini asmatici e di adulti broncoreattivi (vedi: iperreattività bronchiale aspecifica), con una sempre maggior necessità di inquadrare correttamente la diagnosi delle malattie allergiche della vie aeree e delle pollinosi, impostandone con efficacia prevenzione e cura.

A proposito dell’asma allergico, consiglierei di tener conto di quanto espongo di seguito, riferito sia agli aspetti diagnostici teorici della malattia asmatica allergica, sia a quelli più prettamente pratici e gestionali della stessa, specie se riferiti alla corretta scelta di tempi e modi per sottoporre se stessi ed i propri bimbi alle prove allergometriche con la massima efficacia.

Leggi tutto: Asma bronchiale allergico: quando praticare le prove allergometriche nel bambino e nell’adulto

Lo pneumologo e il BAL (lavaggio bronchiolo-alveolare) nelle interstiziopatie polmonari

lavaggio bronchiolo alveorare interstiziopatie

S’intende per “interstiziopatia polmonare” una patologia respiratoria di natura flogistico-immunologica che interessa l’interstizio del polmone, vera e propria “ impalcatura” anatomica dell’organo, che altresì tende a riflettersi a livello degli alveoli polmonari, ivi presentandosi con differenti quadri infiammatori degli stessi (alveoliti), che dipendono dalle stesse caratteristiche immunopatologiche già presenti nell’interstizio alveolare e che possono estendersi, in taluni casi, anche ai bronchioli. Tali patologie interstiziali (ne esistono centinaia di forme diverse), non infrequentemente destinate a evolvere in quadri di fibrosi polmonare, possono avere un’eziologia (causa) nota oppure sconosciuta (vedi “ Fibrosi polmonare idiopatica e non”), potendo avere destini prognostici talora assai diversi tra loro.

Alcune di esse possono evolvere in modo tumultuoso, provocando un sovvertimento della struttura alveolo-interstiziale del polmone talmente rapido e diffuso da condurre a morte il paziente anche solo in pochi mesi dalla diagnosi. Tali quadri intensamente e rapidamente fibrosanti dell’interstizio, come capita di vedere nei quadri di fibrosi di Hamman–Rich, conducono precocemente il paziente all’insufficienza respiratoria, con necessità di praticare l’ossigenoterapia (vedi “ L’ossigenoterapia domiciliare spiegata dallo pneumologo ”). Altre volte, invece, l’evoluzione può essere estremamente lenta e, in certi casi, tale da potersi anche arrestare spontaneamente, talora connotata dal fatto di non determinare, a livello dell’interstizio polmonare, quella formazione di tessuto fibroso (collagene) che si rende poi responsabile del danno respiratorio irreversibile.

Come detto prima, in funzione dell’eziologia si distinguono quadri d’interstiziopatia polmonare ad eziologia nota (vedi “ Pneumoconiosi e pneumopatie professionali” – “ Farmaci che possono provocare asma o causare danni ai polmoni e alla funzione respiratoria ”) e quadri ad eziologia sconosciuta (vedi “Manifestazioni polmonari delle vasculiti” – “ Rene e polmoni: lo pneumologo e la sindrome pneumo-renale” – “Istiocitosi X polmonare”).

Leggi tutto: Lo pneumologo e il BAL (lavaggio bronchiolo-alveolare) nelle interstiziopatie polmonari

Asma, difficoltà respiratoria e alghe: il punto dello pneumologo

alghe e asma

Ci mancavano solo più le alghe tossiche ad addensare le nubi che già gravavano sulla nostra salute respiratoria, dopo l’inquinamento ambientale prodotto dall’uomo (vedi “ Inquinamento urbano e cancro polmonare” – “ Sport nelle città e aria inquinata: il parere dello pneumologo" – “ BPCO, smog e traffico automobilistico urbano: il punto dello pneumologo”).

Capita spesso di sentirsi consigliare dal proprio medico, quando non addirittura dallo specialista pneumologo o dall’otorinolaringoiatra, di approfittare della bella stagione per concedersi un salutare e rilassante soggiorno al mare, spesso in grado di apportare benefici sia sul fronte fisico, sia su quello della salute mentale e del benessere psichico percepito. Infatti, in particolar modo proprio in quei soggetti (adulti e piccini) nei quali una patologia respiratoria cronica, talora allergica (vedi “Malattie allergiche delle vie aeree” – “Pollinosi” – “ Tosse e allergia: il parere dello pneumologo”), tra le quali l’asma bronchiale (vedi “Asma bronchiale: malattia da conoscere”), la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), la bronchite cronica, l’enfisema polmonare e la sindrome sinuso-bronchiale, sia in grado di sostenere quadri di cronica infiammazione delle vie aeree, il clima marino, se si escludono quelle particolari situazioni che ne limiterebbero i benefici (vedi “ Asma allergico e luogo di vacanze: i consigli dello pneumologo” – “Asma e clima: il parere dello pneumologo”), rappresenta molto spesso una scelta opportuna.

Purtroppo, tuttavia, non è sempre oro ciò che luccica e, per quanto non così frequentemente, si devono in taluni casi fare i conti con un “nemico” che qualche volta ci aspetta al mare. E’ per lo meno dalla fine degli anni Ottanta, infatti, che lungo i litorali di varie Regioni italiane, tra le quali Liguria, Toscana, Lazio, Puglia, Romagna e Sicilia, viene segnalata la presenza di alghe tossiche quali Coolia  monotis, Prorocentrum lima e, in particolare, Ostreopsis ovata. A proposito di quest’ultima, si tratta di un’alga unicellulare bentonica (così sono detti gli organismi acquatici d’acqua dolce o dell’ambiente marino che vivono sui fondali sabbiosi e rocciosi o aderiscono ad un qualsiasi supporto biologico vivente), microscopica (invisibile a occhio nudo) e dotata di “flagello” utilizzato per spostarsi nell’acqua, responsabile di un caso presentatosi alle cronache nell’estate del 2005 sul litorale genovese. In quell’occasione una folta schiera di bagnanti presenti in spiaggia e in zone ad essa limitrofe, iniziò ad accusare un’improvvisa rinorrea acquosa (abbondante perdita di secrezione liquida dal naso) accompagnata da starnutazione, da tosse secca e insistente, da sintomi asmatici ( tosse, dispnea (difficoltà respiratoria), sibilo espiratorio (vedi “ Sento un fischietto quando respiro! Che cos’è?”) e senso di costrizione al petto), da difficoltà respiratoria variamente riferita, da congiuntivite e, in qualche caso, anche da febbre, sintomi in gran parte risoltisi spontaneamente dopo poche ore mentre, solo per alcuni, fu necessario il ricovero in Pronto Soccorso. Nuovi casi sono stati segnalati anche negli ultimi anni non solamente in Italia, ma altresì in paesi europei dell’area mediterranea (Grecia, Francia meridionale, costa mediterranea della Spagna e isole Baleari) ed extra-europei.

Leggi tutto: Asma, difficoltà respiratoria e alghe: il punto dello pneumologo

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili. Pneumologo-ballor.it utilizza i cookies per consentirti la migliore navigazione. Il sito è impostato per consentire l`utilizzo di tutti i cookies. Se si continua a navigare, si accetta e si approva la nostra policy sull`impiego di cookies. Per saperne di più sulla nostra policy dei cookies.