Esercizi respiratori per pazienti con BPCO: la ginnastica respiratoria consigliata dallo pneumologo

 esercizi respiratori

Una delle caratteristiche della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), malattia respiratoria cronica tra le più diffuse al mondo, direttamente correlata con l’asma bronchiale, con la bronchite cronica e con l’enfisema polmonare, è quella di incidere, talora in modo significativo, sulle abitudini di vita di chi ne è affetto, riducendo la capacità di socializzazione del paziente e limitando progressivamente il grado di autonomia dello stesso, in quanto sempre più precoce e gravosa tende a manifestarsi la difficoltà respiratoria (dispnea), ogni qual volta ci si appresti a compiere una qualunque attività fisica della vita quotidiana.

Con queste premesse, la possibilità di mantenersi fisicamente attivi (vedi “ Attività fisica e benessere respiratorio: i consigli dello pneumologo”) attraverso una Riabilitazione Funzionale Respiratoria, consistente in un programma di esercizi quotidiani studiati proprio per il paziente con BPCO e praticabili anche a domicilio, appare fondamentale per garantire alla persona con malattia respiratoria cronica non solamente un modo migliore di percepire il corpo e di ridurre la difficoltà respiratoria, ma anche per consentirle quel benessere psicologico che diviene più facilmente raggiungibile attraverso il mantenimento di un’autonomia fisica che consente la socializzazione (vedi “Disturbi respiratori a base ansiosa e depressiva”).

Premesso che sarebbe meglio praticare tutti gli esercizi presentati più avanti almeno una prima volta con l’assistenza dello specialista, in quanto in tal modo risulterebbe più facile ottimizzare i vari passaggi, rendendo più efficaci i diversi momenti del ciclo respiratorio nel corso dell’attività motoria, passerei subito a consigliare un utilissimo esercizio respiratorio generale, con preghiera di usarlo, una volta acquisita la capacità di eseguirlo correttamente, come un vero e proprio nuovo modo di respirare da usare in ogni momento della giornata come il modo di respirare più naturale...

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Polmonite che non guarisce e polmonite che si ripete: i consigli dello pneumologo

polmonite non guarisce o ripetuta

Uno dei motivi per cui lo specialista pneumologo viene consultato è rappresentato dalla non completa risoluzione di una polmonite (focolaio flogistico, cioè infiammatorio), sia nel caso di un’infezione che tenda a non guarire (ritardo nella guarigione di una polmonite), con persistenza della febbre, della tosse, del catarro, del dolore al torace e della generale prostrazione dello stato generale, sia nel caso in cui, risolto un primo episodio, la polmonite tenda a ripresentarsi a distanza di poco tempo (poche settimane o mesi), magari con episodi successivi anche nella stessa sede (recidiva della polmonite). Tanto più se il paziente è un bambino, un anziano, un fumatore o è affetto da malattie croniche dell’apparato respiratorio, quali asma bronchiale, bronchite cronica, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) , enfisema polmonare, bronchiectasie, ecc., la situazione va rapidamente affrontata e risolta per evitare complicanze.

Vediamo allora, nelle considerazioni riportate di seguito, che cosa è consigliabile fare in questi casi.

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Emogasanalisi arteriosa

emogasanalisi arteriosa

In che cosa consiste l’emogasanalisi arteriosa?

L’emogasanalisi arteriosa (EGA arteriosa) consiste nella misurazione delle quantità di ossigeno (O2) e di anidride carbonica (CO 2) disciolte nel sangue arterioso, attraverso l’analisi di un campione di sangue effettuata con un voluminoso strumento elettronico (apparecchio da laboratorio per analisi cliniche) denominato emogasanalizzatore. Per questo motivo, a differenza dell’ossimetria digitale, l’esame non è praticabile con facilità al di fuori degli ospedali o dei laboratori ambulatoriali, in quanto il trasporto del campione di sangue eventualmente prelevato in sede distante (domicilio del paziente) da quella in cui avviene la lettura dello stesso, necessita di mantenimento in ghiaccio dello stesso e di un suo rapido trasporto all’emogasanalizzatore per evitare un’alterazione del campione di sangue. Il vantaggio dell’emogasanalisi arteriosa rispetto all’ossimetria digitale è rappresentato dal fatto che con l’emogasanalisi arteriosa è possibile misurare anche la quantità di anidride carbonica (CO2) presente nel sangue arterioso, dato questo non disponibile con la sola ossimetria digitale (vedi anche “Insufficienza respiratoria e ossigenoterapia”).

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Quando il respiro difficile e pesante deve allarmare: i consigli dello pneumologo

 respiro che deve allarmare

Mio figlio ha difficoltà a respirare … non riesce a tirare il fiato … non entra l’aria ...” – “Mi manca il respiro di colpo … respiro male e ho dolore al torace ...” – “Ho fatto un piccolo sforzo e ho fatica a respirare …” – “ Sono entrato in un locale e all’improvviso ho il respiro corto e sento un sibilo … un fischietto ….”. Mi è capitato, qualche volta, nel corso della giornata di essere contattato telefonicamente come specialista pneumologo (Specialista in Malattie dell’Apparato Respiratorio e Tisiologia), per rispondere a queste domande, poste da persone allarmate e relative a disturbi respiratori insorti in modo acuto o presenti da tempo ma ai quali non si era dato peso fino al momento in cui sono divenuti insopportabili. La difficoltà respiratoria (dispnea) riconosce numerose cause, alcune legate a malattie croniche dell’apparato respiratorio (bronchi e polmoni) – (vedi “ Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO): la difficoltà respiratoria acuta”), con le quali il paziente talvolta si abitua a convivere sottostimando spesso la situazione, altre invece causate da problemi fisici improvvisi, non necessariamente già preesistenti, e in questo caso ancor di più dovrebbe essere considerata con quella particolare ed immediata attenzione che giustifica l’allarme. Attento come sono a considerare i sintomi come qualcosa di molto personale e soprattutto non uguali per tutti, pur di fronte alle stesse situazioni (vedi “ Ammalato e malattia”), cercherò di riassumere nelle sensazioni sotto elencate quelle che, per gruppi, riassumono le varie condizioni acute che mi sono state riferite e alle quali ho cercato di dare risposta e soccorso immediato proprio in quanto rappresentano situazioni che devono essere rapidamente affrontate e risolte:

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Bimbo, animali domestici, asma e allergie respiratorie: i consigli dello pneumologo

bambini e animali allergie asma

Una delle domande che, come specialista in malattie dei polmoni e dei bronchi, mi sento spesso rivolgere dai genitori di un bambino asmatico ( asma bronchiale allergico) o di un bambino con allergie respiratorie (vedi “Malattie allergiche delle vie aeree” – “Pollinosi” – “Rinite allergica”), consiste nell’opportunità di regalare un cucciolo di animale di una qualsiasi specie al proprio figlio (cane, gatto o altro). I bimbi, spesso insistenti nel richiedere la compagnia di un piccolo amico peloso, non considerano il fatto che, nel caso in cui siano affetti da asma bronchiale allergico o da forme allergiche respiratorie , pur avendo lo stesso diritto a divertirsi dei bambini che non soffrono di disturbi respiratori, sono soggetti ad una serie di restrizioni e di considerazioni indispensabili a salvaguardarne la salute respiratoria e non solo.

Per quanto, per certi aspetti del problema, non esista una visione univoca da parte degli pneumologi e degli allergologi, specie in età pediatrica, sul tema delle allergie respiratorie e dell’esposizione del paziente all’allergene animale, ritengo utile fare alcune osservazioni relative ai punti sui quali mi sembra esista una certa convergenza di vedute.

Ritengo personalmente importante che il paziente asmatico sia a conoscenza del fatto che:

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