Ispessimenti pleurici e placche pleuriche nelle radiografie del torace

inspessimenti pleurici

La presenza di frasi del tipo “ … presenza di ispessimenti pleurici apicali bilaterali …” o “ … presenza di placche pleuriche … placche pleuriche calcifiche …” non è infrequente nei referti di esami radiografici del torace di pazienti che si sottopongano a tale tipo di indagine diagnostica per i motivi più vari. In molti casi, inoltre, il riscontro di tali reperti pleurici non è direttamente legato a ciò che consiglia al medico o allo specialista pneumologo di richiedere l’esame. In altre parole, tali alterazioni della pleura molto spesso non giustificano la tosse o il dolore toracico o la dispnea (difficoltà respiratoria) che motivano la radiografia del torace, essendo frequentemente semplici riscontri occasionali che non correlano con i sintomi suddetti.

Stabilito che “ispessimenti pleurici” e “placche pleuriche” sono quasi costantemente reperti radiografici privi di una sintomatologia che li giustifichi, tranne in alcuni rari casi in cui, presentandosi isolati o con l’aspetto di “ mammelloni pleurici” o di “aspetti mammellonati della pleura parietale”, stanno ad indicare alterazioni dei profili pleurici spesso riferibili a lesioni tumorali della stessa (vedi “Mesotelioma maligno della pleura” – “Asbestosi ” – “Pneumoconiosi e pneumopatie professionali”), vediamo allora che cosa si nasconde dietro tali definizioni che tanto allarmano i pazienti.

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Sindrome delle Apnee del Sonno Ostruttiva (OSAS) e patente di guida

sindrome apnee del sonno ostruttiva

Uno studio conclusivo dell’Unione Europea svolto nel corso del 2013 consentiva di stabilire che la Sindrome delle Apnee del Sonno Ostruttiva (OSAS – Obstructive Sleep Apnoea Syndrome) (vedi “Sindrome delle Apnee del Sonno (SAS – OSAS) e russamento”), disturbo respiratorio estremamente fastidioso (vedi “Mio marito russa! Che cosa posso fare?”) e diffuso nella popolazione, ma solo da qualche anno preso in seria considerazione soprattutto in seguito alla dimostrazione delle sue numerose conseguenze sociali e sulla salute pubblica, rappresenta un grave rischio per i conducenti di veicoli in relazione all’incremento del numero di incidenti stradali di cui si rende responsabile. L’analisi dei dati da parte dell’Unione Europea dava luogo ad una serie di considerazioni che ispirava la formulazione dei requisiti richiesti ai conducenti di veicoli, relativamente alla sindrome delle apnee del sonno, per vedersi rilasciare la patente e per rinnovare la stessa. Tali raccomandazioni venivano trasmesse, con la Direttiva UE 2014/85 che modificava la precedente Direttiva 2006/126/CE, agli Stati Membri dell’Unione, affinché adeguassero le varie normative nazionali entro il 31 dicembre 2015.

Viste le conseguenze negative che l’OSAS può avere, anche in considerazione delle recenti disposizioni restrittive in materia di rilascio del documento di guida, consiglierei ai pazienti con un dubbio in tal senso (facilità ad addormentarsi durante la giornata, pressione arteriosa elevata, sonno disturbato e poco riposante, stanchezza al risveglio, ecc.) di prendere per tempo in considerazione la possibilità di individuare precocemente tale tipo di disturbo, in modo da poterlo risolvere in tempi rapidi.

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Gli esami su sangue e urine richiesti dallo pneumologo in caso di infezione polmonare

esami sangue e urine per infezioni polmonari

Indipendentemente dal tipo di presentazione radiologica di quadri clinici compatibili con un’infezione respiratoria polmonare, siano essi di tipo “infiltrativo”, di tipo “a vetro smerigliato” (TAC), interessanti gli alveoli (“addensamenti ” alveolari) o l’interstizio polmonare (vedi “Macchia sul polmone: che cos’è? E’ sempre tumore?” – “Polmonite e broncopolmonite” – “Micosi polmonari” – “Aspergillosi polmonare ” – “Batteri e virus responsabili delle polmoniti: il parere dello pneumologo”), diffusi ai due polmoni o localizzati ad uno solo di essi, esiste per lo pneumologo la possibilità di focalizzare la ricerca su particolari anticorpi diretti contro gli agenti responsabili di specifiche infezioni, ottenendo in questo modo una risposta dal laboratorio in grado di confermare o di escludere il sospetto diagnostico iniziale formulato su base empirica. Tutto ciò si aggiunge, naturalmente, ai dati ottenuti dal riscontro microbiologico colturale sulsecreto bronchiale emesso spontaneamente dal paziente (espettorato) o recuperato con il lavaggio bronchiale in corso di broncoscopia (vedi “Esami per malattie respiratorie e tumori polmonari e pleurici”) e dalle ricerche colturali su sangue ( emocoltura), oltre ai numerosi dati derivabili dall’osservazione microscopica diretta (tubercolosi) e dagli esami colturali di tessuto polmonare ottenuto da biopsie trans-bronchiali (vedi “La biopsia bronchiale, polmonare e pleurica spiegate dallo pneumologo ”), come quelli consigliati in caso di sospette infezioni protozoarie o micotiche polmonari (Pneumocystis carinii ( jirovecii ) e aspergillosi polmonare invasiva da Aspergillus fumigatus, ecc.).

Vediamo, allora, su quali esami anticorpali è possibile contare per confermare o escludere una diagnosi di infezione respiratoria. La ricerca degli anticorpi specifici rivolti contro questa o quella forma microbica è possibile sia su sangue sia, in certi casi, su campioni di urine di pazienti febbrili che presentino manifestazioni radiologiche polmonari non meglio tipizzabili ma che già orientino lo pneumologo, per il particolare quadro radiologico con il quale si presentano, in senso flogistico-infettivo.

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Bronchiolite e immagini ad albero in fiore alla TAC (tree in bud): il punto dello pneumologo

bronchiolite e immagini albero in fiore

Con il termine bronchiolite s’intende un’infiammazione acuta dei bronchioli, cioè delle più fini ramificazioni bronchiali distali dell’albero respiratorio, in grado di determinare ostruzione o completa occlusione degli stessi in conseguenza dei fenomeni di edema, di infiltrazione infiammatoria e di fibrosi che possono interessare la loro parete ed il loro lume, riducendone il calibro fino a rendere difficoltoso o impossibile il flusso dell’aria attraverso gli stessi.

Esistono due principali situazioni nelle quali è possibile riscontrare una bronchiolite:

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Le immagini a “vetro smerigliato” e il “polmone ad alveare” nella TAC, spiegati dallo pneumologo

polmone vetro smerigliato tac

Definizioni del tipo “ground glass” (“a vetro smerigliato) e “honeycomb lung” ( polmone ad alveare” o “polmone a nido d’ape), appartenenti alla letteratura medica anglosassone e riscontrabili talvolta nei referti delle TAC del torace, specie di quelle ad alta definizione ottenibili senza la necessità di ricorrere al mezzo di contrasto iodato non ionico (HRCT-Torace senza m.d.c.), creano in non pochi casi inquietudine negli ignari pazienti che, non essendo in grado di attribuire loro un significato “leggibile”, rimangono ben lontani dal chiarire il problema rilevato dall’immagine radiologica. A questo proposito cercherò di dare qualche certezza in più a chi, privo delle competenze specialistiche necessarie a dare il giusto peso ai rilievi del radiologo, rischia di rimanere in ansia fino al primo contatto con il medico o con lo specialista pneumologo in grado di chiarire un po’ meglio la situazione.

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