Asma allergico e allergie respiratorie: 20 consigli utili per l'igiene della casa

asma allergie consigli igiene casa

Una corretta gestione dell’asma bronchiale allergico (vedi anche “Asma bronchiale”) e più in generale delle malattie allergiche respiratorie (vedi anche “Malattie allergiche delle vie aeree”, “Pollinosi” e “ Rinite allergica”) inizia, prima ancora che da un’adeguata terapia farmacologica, dal miglior controllo possibile degli ambienti in cui il paziente soggiorna. Ciò vale ancor più nel caso dei piccoli pazienti, tenuto anche conto del fatto che, proprio nella fascia pediatrica, la prima causa di asma allergico è rappresentata dalle deiscenze (feci) degli acari della polvere domestica. Poiché passiamo in casa o tra le mura di una classe scolastica o di uno studio professionale o comunque di uno spazio confinato, molte ore delle nostre giornate, è facile comprendere quanto una conveniente igiene degli spazi interni contribuisca a conseguire un risultato che la terapia farmacologica non è in grado, da sola, di garantire.

Gli allergeni che possono trovare collocazione all’interno dell’appartamento possono essere ricondotti ad acari, pollini e forfore animali. Pertanto, le misure più opportune che consiglio per rendere gli spazi interni il più possibile liberi da materiale allergenico sono le seguenti:

Leggi tutto: Asma allergico e allergie respiratorie: 20 consigli utili per l'igiene della casa

Ossimetria (saturimetria)

 ossimetro

In che cosa consiste l’ossimetria?

L’ossimetria (ossimetria digitale) o saturimetria consiste nella misurazione della quantità di ossigeno (O2) presente nel sangue arterioso (saturazione dell’emoglobina – Sat.% Hb) attraverso l’impiego di uno strumento elettronico denominato ossimetro o saturimetro. Tale apparecchio viene semplicemente collegato ad un dito del paziente attraverso una pinza (probe digitale) e consente di rilevare, con modalità assolutamente non invasiva e indolore, la frequenza cardiaca ed il livello di saturazione in ossigeno dell’emoglobina, evitando in tal modo di dover procedere al più doloroso prelievo di sangue arterioso dall’arteria radiale del polso (emogasanalisi arteriosa). A differenza dell’emogasanalisi arteriosa, che non è praticabile al domicilio del paziente per le dimensioni degli apparecchi impiegati e per la necessità di un poco pratico trasferimento del campione di sangue arterioso prelevato al domicilio del paziente fino al più vicino laboratorio di chimica clinica, l’ossimetria digitale consente di valutare il livello di ossigenazione del paziente, che correla direttamente con la sua funzionalità respiratoria, anche presso sedi (studio medico, domicilio del paziente, ecc.) diverse dal laboratorio analisi. L’unico vero vantaggio dell’emogasanalisi arteriosa è rappresentato dal fatto di poter misurare anche la quantità di anidride carbonica (CO2) presente nel sangue arterioso, dato questo non disponibile con la sola ossimetria digitale (vedi anche “Insufficienza respiratoria e ossigenoterapia”).

Leggi tutto: Ossimetria (saturimetria)

Uno strano disturbo respiratorio: il caso di Marina

uno strano disturbo respiratorio

Quando il problema respiratorio non si “vede” con gli esami

Marina è una giovane donna di diciannove anni presentatasi alla mia osservazione per uno strano problema respiratorio: con frequenza talora impressionante, la ragazza si sentiva costretta ad inspirazioni molto profonde accompagnate da un vero e proprio gemito sonoro inspiratorio proprio di chi sta soffocando, che le procurava notevole imbarazzo di fronte alle persone presenti. Il suo maggior disagio consisteva nel non potersi sottrarre a quella particolare modalità dell’introdurre aria nei suoi polmoni, privata della quale si sentiva soffocare. Il vero motivo della visita presso il mio studio, consigliata in questo dalla mamma venuta a sapere della possibilità di valutare il problema della figlia in uno studio medico specializzato in Medicina del Respiro, consisteva nel cercare soluzione ad un sintomo molto fastidioso che le precedenti valutazioni relegavano ad un’elencazione di tutto ciò che “non aveva” (“…non ha l’asma” … “…non ha la bronchite” … “…la spirometria è normale…” …” non ha un problema laringeo”...” , ecc.), piuttosto che fornirle indicazioni relative al “cosa fare”. Quel non sapere nulla del suo disturbo se non ciò che “non aveva”, non faceva altro che aggravare il suo disagio per quel particolare e fastidioso modo di respirare senza spiegazione, accentuando in tal modo un disturbo percepito come “malattia” che, pur senza spiegazione, le generava ansia. Quel “non avere” tutta una serie di malattie non solo non la tranquillizzava ma le procurava una sofferenza sempre più evidente. Che la cosa fosse “poco importante” (importante per chi?) le veniva confermato dalla negatività di una lunga serie di esami funzionali respiratori, radiografici, allergologici ed otorinolaringoiatrici (laringoscopia) ai quali si era sottoposta. Il non avere “ciò che non aveva” non le bastava, in quanto coincideva con un “non avere nulla” che né le poteva bastare, né le risolveva il problema. Può capitare che, di fronte a pazienti che presentino sintomi di malattie “fisiche” anche importanti, si tenda prima di tutto a escludere i guai più seri, dimenticando talora di mettere quell’indispensabile etichetta relativa al “che cos’ho” e al “cosa devo fare per risolverlo” che il paziente invece cerca. Io stesso, nel mio passato di specialista pneumologo, prima di incamminarmi lungo il percorso che mi ha portato come ultima specializzazione ad acquisire quella di Psicoterapeuta, non mi sono sottratto a tale modalità di valutazione del paziente, preoccupandomi prima di tutto di escludere tutta una serie di patologie che, se non riconosciute, rischiavano di creare danni al mio paziente, ma dimenticando a quel punto di spiegare bene il che cosa “ci fosse” in luogo del “ciò che non c’era”. Quel modo di procedere, infatti, lasciava tranquillo me, ma non il paziente. Il quale, pur di trovare spiegazioni plausibili al suo disturbo, era disposto a ricominciare altrove la sua ricerca fino a trovare qualcuno in grado di fornirgli una risposta “utilizzabile”. Situazioni analoghe si riproponevano, talora, in presenza di una tosse insistente presente da molti mesi o di disturbi improvvisi del respiro nel corso del riposo notturno con sensazione di soffocamento senza spiegazione, le quali, escluse cause allergiche, tumorali, infettive o infiammatorie acute o croniche, venivano etichettate come “banali” “tic di tosse” o “ tosse nervosa”, senza procedere, a quel punto, alla proposta di un qualcosa “da fare” per risolvere il problema. Ero distante, allora, mille miglia dalla possibilità di concepire il rilassamento come terapia avente pari dignità, seppure diverso meccanismo d’azione, rispetto ai farmaci broncodilatatori che per mestiere usavo, lasciando che il paziente permanesse con il suo disturbo in una sorta di limbo irrisolto che sembrava non riguardarmi più. Il suo sintomo restava sullo sfondo solo perché “non di malattia fisica”, fino a fargli apparentemente perdere quell’implicito diritto alla risposta che lo portava alla mia valutazione specialistica.

Leggi tutto: Uno strano disturbo respiratorio: il caso di Marina

Ammalato e malattia

 ammalato e malattia

“E’ incredibile come, ancora oggi, la malattia venga spesso considerata come un vero e proprio prodotto del caso piovuto dal nulla, come un oggetto del fato, freddo e privo dell’anima, “messo lì” per sbaglio come un nemico con il quale non si può comunicare, bravo soltanto ad obbligarti a cambiar la vita e le speranze, a mutar lo stile e i sentimenti. Come una sorta di cosa da guardare come tale, non modificabile in quel suo dare gli ordini e nell’annunciarsi con la sua presenza fastidiosa, dove è lei a definire dal di fuori le emozioni ed i pensieri di un paziente tutto preso tra paure ed illusioni. La malattia governa. La malattia ordina. Lei dice e tu fai. Lei ti fa sentire i sintomi che ha deciso che tu senta, apparentemente sempre uguali per ognuno e come fatti con lo stampo, lei ti crea problemi fisici e mentali. E tu ubbidisci perché non puoi far altro. Ti convinci in questo modo che “è l’orticaria che ti provoca il prurito”, non sei tu a sentire e a generare in modo attivo, nel mondo delle tue interne sensazioni, il fastidio per quel prurito che l’orticaria sembra importi. Se sei un caso bipolare la malattia t’impone di sentire e fare, di esser triste o di comprare il mondo. Senti, come fosse cosa da entità suprema definita, tutto ciò che lei per te ha già stabilito. Perchè se hai quell’etichetta è già sancito che tu debba conformarti ad accettare tutti i sintomi che stan scritti nell’elenco del librone della scienza che la malattia esibisce come fosse un conto da pagare all’indicibile sfortuna. Lo stesso si può dire per il cancro e per le malattie che ti accompagnano, spesso senza più lasciarti, come compagne crudeli di un destino che non hai richiesto né deciso. E’ come se non ci fosse alternativa alcuna al sentir la malattia se non secondo una gamma preordinata di proposte (sintomi), presentate in modo unico e apparentemente sempre uguale e monocorde per chiunque, spesso prive di speranza e di conforto. Dimenticando, in ciò, che il nostro percepir le cose è funzione di un sentire interno personale, unico e irripetibile, che ce le rende tollerabili o impossibili a seconda di come siamo disposti a coglierle e ad accettarle.

Leggi tutto: Ammalato e malattia

Acqua: la migliore terapia mucolitica

acqua migliore terapia mucolitica

E’ frequente, specie nei mesi invernali, che il paziente richieda al farmacista un consiglio allorquando, nel corso di episodi infiammatori delle vie aeree, si trovi a dover affrontare il disagio di una tosse insistente o di una fastidiosa presenza di un secreto bronchiale difficile a “staccarsi”. Ed è altrettanto frequente il vedersi proporre uno qualunque tra i numerosi prodotti farmaceutici aventi virtù mucolitiche, mucoregolatrici, fluidificanti od “espettoranti”.

Leggi tutto: Acqua: la migliore terapia mucolitica

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili. Pneumologo-ballor.it utilizza i cookies per consentirti la migliore navigazione. Il sito è impostato per consentire l`utilizzo di tutti i cookies. Se si continua a navigare, si accetta e si approva la nostra policy sull`impiego di cookies. Per saperne di più sulla nostra policy dei cookies.