Bronchiolite e immagini ad albero in fiore alla TAC (tree in bud): il punto dello pneumologo

bronchiolite e immagini albero in fiore

Con il termine bronchiolite s’intende un’infiammazione acuta dei bronchioli, cioè delle più fini ramificazioni bronchiali distali dell’albero respiratorio, in grado di determinare ostruzione o completa occlusione degli stessi in conseguenza dei fenomeni di edema, di infiltrazione infiammatoria e di fibrosi che possono interessare la loro parete ed il loro lume, riducendone il calibro fino a rendere difficoltoso o impossibile il flusso dell’aria attraverso gli stessi.

Esistono due principali situazioni nelle quali è possibile riscontrare una bronchiolite:

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Le immagini a “vetro smerigliato” e il “polmone ad alveare” nella TAC, spiegati dallo pneumologo

polmone vetro smerigliato tac

Definizioni del tipo “ground glass” (“a vetro smerigliato) e “honeycomb lung” ( polmone ad alveare” o “polmone a nido d’ape), appartenenti alla letteratura medica anglosassone e riscontrabili talvolta nei referti delle TAC del torace, specie di quelle ad alta definizione ottenibili senza la necessità di ricorrere al mezzo di contrasto iodato non ionico (HRCT-Torace senza m.d.c.), creano in non pochi casi inquietudine negli ignari pazienti che, non essendo in grado di attribuire loro un significato “leggibile”, rimangono ben lontani dal chiarire il problema rilevato dall’immagine radiologica. A questo proposito cercherò di dare qualche certezza in più a chi, privo delle competenze specialistiche necessarie a dare il giusto peso ai rilievi del radiologo, rischia di rimanere in ansia fino al primo contatto con il medico o con lo specialista pneumologo in grado di chiarire un po’ meglio la situazione.

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La biopsia bronchiale, polmonare e pleurica spiegate dallo pneumologo

biopsia in pneumologia

Ogni qualvolta una sintomatologia dubbia per una patologia polmonare o pleurica induca il medico a richiedere una radiografia del torace, e questa dimostri la presenza di immagini suggestive in tal senso (vedi “Macchia sul polmone: che cos’è? E’ sempre tumore?” – “Tumore ai polmoni e ai bronchi” – “Tosse e sangue dalla bocca: è sempre tumore?”), è spesso opportuno procedere al prelievo di una piccola parte di quanto individuato dall’esame radiografico, ulteriormente meglio localizzabile con la TAC del torace o con la broncoscopia, procedimento diagnostico che in senso generale prende il nome di “biopsia”. La biopsia, pertanto, corrisponde a quell’esame necessariamente invasivo, cioè che viola l’integrità del “confine” del corpo per introdursi in esso, atto a consentire l’esame istologico (tessuto) o citologico (cellule) del campione prelevato al fine di caratterizzarne la natura e la successiva strategia terapeutica finalizzata alla soluzione del problema.

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Broncogramma aereo nella radiografia e nella TAC del torace: il parere dello pneumologo

broncogramma aereo nella tac torace

Può capitare di leggere, nel referto di una radiografia del torace in cui sia presente un “addensamento polmonare” (vedi “Macchia sul polmone: che cos’è? E’ sempre tumore?”), descrizioni relative all’esistenza di un “ broncogramma aereo” all’interno dell’area interessata da tale condizione “addensativa” del polmone. Lo stesso vale, naturalmente, nel caso di immagini ottenute con la TAC del torace, nelle quali si documenti la presenza della stessa situazione radiologica. Vediamo, dunque, il significato di questo particolare modo di presentarsi della lesione radiopaca polmonare, cercando di coglierne il significato diagnostico finalizzato ad un corretto orientamento clinico-terapeutico.

Ogni qual volta si determini, all’interno del tessuto polmonare, la comparsa di un “qualcosa” di solitamente non presente in condizioni normali, sia esso un liquido quale un “trasudato” sieroso, del sangue, secreti ghiandolari o essudati infiammatori, o solido, quale un tessuto infiltrativo di natura infiammatoria o tumorale o un corpo estraneo penetrato dall’esterno nelle vie aeree, è caratteristica comune di tutti questi “ospiti inconsueti” il presentarsi attraverso aree radiologiche di diversa forma ed estensione di minor trasparenza, definite “addensamenti”. In alcuni casi tali aree polmonari più compatte si presentano omogenee in ogni loro parte; in altri, invece, all’interno dell’area genericamente “più addensata”, si possono notare aree di diversa radio-trasparenza. Tra questi gli addensamenti che, mantenendosi integra la pervietà dei bronchi, si manifestano radiologicamente con la particolare caratteristica di essere meno radiotrasparenti ma a disegno bronchiale conservato. E’ possibile, cioè, notare all’interno della zona più radiopaca, il disegno bronchiale che spicca per contrasto più trasparente, mantenendosi i bronchi normalmente pieni d’aria e giustificando in questo modo la dizione di “broncogramma aereo” ( disegno bronchiale visibile per contrasto in quanto i bronchi sono pieni d’aria).

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Malattia celiaca e maggior rischio di polmonite comunitaria (CAP): il punto dello pneumologo

celiaci e polmonite

La malattia celiaca o celiachia consiste in una malattia geneticamente determinata secondaria ad un disturbo dell’immunità, che si manifesta a livello dell’intestino tenue con una reazione infiammatoria cronica. In modo particolare i villi intestinali, deputati all’assorbimento degli alimenti, vengono colpiti da una sorta di vera e propria aggressione immunitaria da parte dei linfociti T (globuli bianchi), ogni qual volta il paziente celiaco introduca con la dieta il glutine presente nelle farine di frumento, avena, orzo e segale, componente proteico di esse costituito da glutenine e gliadine, che attiverebbero il processo patologico solo dopo essere state modificate, da un punto di vista della struttura biochimica, da parte dell’enzima transglutaminasi presente nei tessuti. Accanto all’attività patogena svolta dai linfociti T, è presente anche un’attività immuno-mediata sotto il controllo dei linfociti B, con produzione, nei pazienti a dieta contenente glutine, di anticorpi anti-endomisio, anti-gliadina e antitransglutaminasi, probabilmente non direttamente implicati nella patogenesi della malattia ma utili, tuttavia, a scopo diagnostico.

Nella sua forma clinicamente più classica e completa essa può determinare anche una completa distruzione dei villi intestinali con appiattimento pressoché completo della mucosa intestinale, rendendo gravemente compromesso l’assorbimento degli alimenti e manifestandosi, fin dal primo anno di vita del bambino, con sintomi quali diarrea untuosa persistente (steatorrea), molto spesso accompagnata da dolore addominale e meteorismo (distensione dell’addome secondaria ad abbondante formazione di gas intestinali), disturbo dell’accrescimento o dimagrimento e facile stancabilità. Non è infrequente, tuttavia, la possibilità di una presentazione clinica meno completa e aggressiva, con sintomi dispeptici (difficoltà digestiva), meteorismo e disturbi intestinali più aspecifici, che spesso sono erroneamente considerati per lungo tempo come appartenenti alla “sindrome del colon irritabile”, ritardando in tal modo la diagnosi che in questo modo viene correttamente posta solamente nel paziente già in età adulta. In alcuni casi può essere presente una semplice anemia legata al difficoltoso assorbimento del ferro, dell’acido folico e della vitamina B12, con assenza di sintomatologia intestinale sostituita, invece, da vaghi disturbi della sfera neurologica di tipo carenziale secondari al malassorbimento di alcuni sali minerali e delle vitamine liposolubili (solubili nei lipidi) A, D, E e K. I pazienti celiaci possono, altresì, presentare un aumentato rischio di ammalare di linfoma dell’intestino tenue e di adenocarcinoma intestinale.

Per quanto la celiachia non sia una patologia appartenente al novero delle malattie respiratorie, essa tuttavia a queste si correla attraverso una particolarità recentemente confermata nel corso di un recente studio pubblicato sulla rivista “ Alimentary Pharmacology & Therapeutics”. Nota da sempre la tendenza ai molti disturbi sopra riportati e a problemi della sfera immunitaria nei pazienti che ne sono affetti, sembrerebbe confermata la sua natura di “facilitatrice” delle infezioni, confermandosi questa sua tendenza, specie nei pazienti celiaci di età inferiore a 65 anni, nella maggior capacità di rendersi responsabile di polmoniti, e tra queste di polmoniti “comunitarie” (Polmonite Acquisita in Comunità - CAP), specialmente in soggetti non vaccinati contro lo pneumococco (vedi “Le vaccinazioni utili in pneumologia: il parere dello pneumologo”).

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