Fumo di sigaretta, tosse, catarro e tumore del polmone: i consigli dello pneumologo

 Fumo tosse e tumore polmone

Nel mio ruolo di specialista in pneumologia non mi stancherò mai di ricordare i molti rischi ai quali si espone il fumatore di tabacco. Noi pneumologi siamo tenuti a farlo anche e soprattutto per quel senso di responsabilità civile che, proprio in quanto specialisti, ci vede in prima linea nella tutela della salute pubblica, impegnandoci nella prevenzione delle malattie respiratorie prima ancora che nella cura dei pazienti affetti dalle stesse. Tanto più laddove la malattia risulti facilmente evitabile (vedi gli articoli “Fumo di sigaretta e inquinamento urbano: individuazione precoce dei danni funzionali” – “Gli esami per individuare le malattie respiratorie e i tumori polmonari e pleurici” – “ Inquinamento urbano e cancro polmonare”), come medico, ed ancor più come pneumologo, ritengo di fondamentale importanza impegnarsi con il fumatore per accertarsi che ben comprenda il fatto che, una gran parte delle malattie respiratorie che si rischiano con le sigarette, e tra queste la bronchite cronica, la broncopneumopatia cronica ostruttiva – BPCO, l’enfisema polmonare ed il tumore maligno del polmone, sarebbe scongiurabile o fortemente contenibile con il semplice abbandono dell’abitudine tabagica!

Stabilito che la miglior cosa sarebbe abbandonare il fumo, ma preso atto che, purtroppo, si riesce talora con grande difficoltà a convincere il fumatore a desistere da questa sua abitudine, vorrei fare per lo meno una serie di considerazioni relative a fumo di sigaretta, tosse, catarro e tumore del polmone, che potrebbero essere utili per i fumatori:

  • spesso il fumatore considera la tosse, che compare occasionalmente nel corso della sua abitudine a fumare, alla stessa stregua di un animaletto domestico con il quale si convive, che ti tiene compagnia e che soprattutto non ti fa del male. Ancor più dicasi per la tosse che non lo abbandona ormai da tempo e che, più intensa ed abbondante al mattino quando si sveglia, lo fa tossire ed espettorare per almeno una mezz’ora dopo il risveglio. Purtroppo, tuttavia, non è così che stanno le cose. La tosse, infatti, per quanto il fumatore si adatti spesso a condividere con essa la giornata considerandola compagna abituale, non rappresenta mai una cosa “normale” come lui vorrebbe farci credere. La tosse rappresenta, invece, la spia di un’irritazione continua delle vie aeree di cui proprio il fumo è responsabile, in virtù dell’infinita gamma di sostanze ad azione infiammatoria e cancerogena in esso contenute.
  • Sicuramente esiste una certa tendenza del fumatore ad abituarsi alla “sua” tosse, a percepirla, cioè, sempre uguale in quel suo manifestarsi magari da molto tempo. Intendo sempre uguale al risveglio, sempre uguale per intensità e per quantità del catarro bronchiale prodotto, sempre uguale per l’ora di comparsa al mattino o durante la giornata, e sicuramente a ciò si riferisce il fumatore quando tende a definirla “normale”.
  • Esiste, invece, una tosse che compare nel corso dell’abitudine a fumare, che può di colpo sovvertire le leggi delle abitudini consuete, quelle che il fumatore già conosce molto bene. La tosse che dev’essere assolutamente riconsiderata, e della quale parlo, è quella che non rispetta ciò a cui il fumatore è abituato, e che si riassume in almeno una delle seguenti situazioni:
  • tosse, specie se stizzosa, secca e persistente, che compaia magari per la prima volta, con particolare intensità durante la giornata, e che tenda a ripetersi con ritmi diversi da quelli che il fumatore è abituato a conoscere
  • tosse che da solitamente secca e stizzosa (possibile tosse irritativa del fumatore), tenda a divenire improvvisamente, o nel volgere di pochi giorni, particolarmente produttiva (secrezione catarrale abbondante con espettorazione di muco)
  • tosse con espettorazione di catarro con caratteristiche diverse, per colore e consistenza, rispetto a quelle solite (comparsa, ad esempio, di espettorato di colore bruno intenso, in luogo dell’espettorato di colore più chiaro al quale il fumatore è abituato)
  • tosse accompagnata dalla presenza di sangue nel catarro (emottisi), presente non solamente in quantità abbondante ma anche solo in tracce, e tosse accompagnata dall’emissione di solo sangue senza la presenza di catarro (emoftoe) – (vedi l’articolo “ Emissione di sangue dalla bocca con la tosse: è sempre tumore?”)
  • tosse convulsiva, secca, irritativa, ancor più se con possibile dispnea (difficoltà respiratoria) al termine dell’accesso, difficilmente sedabile con i farmaci antitosse, che compaia in un fumatore abituale
  • tosse irritativa e insistente che compaia durante la notte e obblighi al risveglio o ne renda più difficoltoso l’addormentamento.

Di queste tossi sarebbe più prudente che il fumatore avesse paura, per non commettere l’errore d’ignorare o di sottostimare la reale importanza di un sintomo che, in quanto cambiato e diverso per qualità, quantità e caratteristiche rispetto a quello al quale è abituato, potrebbe informarlo di una situazione ad alto rischio, ben al di la della sola infiammazione cronica dei bronchi che già preesiste. Una valutazione pneumologica, in presenza di situazioni quali quelle sopra riportate, potrebbe consentire, in una prima fase anche solo con l’ausilio di esami radiologici e citologici (studio delle cellule bronchiali eliminate con l’espettorato) ed in un secondo tempo attraverso esami endoscopici (fibrobroncoscopia) e bioptici (biopsia di eventuali lesioni bronchiali o polmonari) – (vedi anche “ Gli esami per individuare le malattie respiratorie e i tumori polmonari e pleurici”) di confermare o escludere la presenza di un tumore maligno polmonare del quale sarebbe un grave errore ritardar la diagnosi e che soprattutto, per nessun motivo, dev’essere ignorato in virtù, soprattutto, dei più incisivi spazi d’intervento offerti da una diagnosi precoce.

Dott. Enrico Ballor

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