Quando il respiro difficile e pesante deve allarmare: i consigli dello pneumologo

 respiro che deve allarmare

Mio figlio ha difficoltà a respirare … non riesce a tirare il fiato … non entra l’aria ...” – “Mi manca il respiro di colpo … respiro male e ho dolore al torace ...” – “Ho fatto un piccolo sforzo e ho fatica a respirare …” – “ Sono entrato in un locale e all’improvviso ho il respiro corto e sento un sibilo … un fischietto ….”. Mi è capitato, qualche volta, nel corso della giornata di essere contattato telefonicamente come specialista pneumologo (Specialista in Malattie dell’Apparato Respiratorio e Tisiologia), per rispondere a queste domande, poste da persone allarmate e relative a disturbi respiratori insorti in modo acuto o presenti da tempo ma ai quali non si era dato peso fino al momento in cui sono divenuti insopportabili. La difficoltà respiratoria (dispnea) riconosce numerose cause, alcune legate a malattie croniche dell’apparato respiratorio (bronchi e polmoni) – (vedi “ Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO): la difficoltà respiratoria acuta”), con le quali il paziente talvolta si abitua a convivere sottostimando spesso la situazione, altre invece causate da problemi fisici improvvisi, non necessariamente già preesistenti, e in questo caso ancor di più dovrebbe essere considerata con quella particolare ed immediata attenzione che giustifica l’allarme. Attento come sono a considerare i sintomi come qualcosa di molto personale e soprattutto non uguali per tutti, pur di fronte alle stesse situazioni (vedi “ Ammalato e malattia”), cercherò di riassumere nelle sensazioni sotto elencate quelle che, per gruppi, riassumono le varie condizioni acute che mi sono state riferite e alle quali ho cercato di dare risposta e soccorso immediato proprio in quanto rappresentano situazioni che devono essere rapidamente affrontate e risolte:

  • Tosse improvvisa con comparsa di difficoltà respiratoria prevalentemente espiratoria e sibilo durante l’espirazione (quando l’aria esce), che compare in soggetti posti a contatto con sostanze o alimenti o in situazioni ambientali favorenti: è questa una situazione particolare che induce a pensare a una causa allergica, con una crisi respiratoria di tipo asmatico (asma bronchiale allergico). Al di la del fatto che la situazione dev’essere prontamente affrontata per evitare che degeneri fino a determinare un’ insufficienza respiratoria, sarebbe un errore trascurare la crisi nel caso in cui si attenuasse o si risolvesse spontaneamente, in quanto tale atteggiamento e, soprattutto il non essere venuti a capo delle sostanze che la generano, rischia di aprire la strada a nuove crisi più gravi dovute all’esposizione successiva e ripetuta alla sostanza responsabile (vedi anche asma, malattie allergiche delle vie aeree, pollinosi). Attenzione però che, per quanto una dispnea da causa allergica è la spiegazione più facilmente compatibile con la situazione sopra descritta, anche uno scompenso acuto di cuore da insufficienza della sua capacità di contrarsi o da pressione arteriosa elevata, può talora presentarsi in modo non tanto diverso! (vedi “Dispnea parossistica notturna”). La diagnosi, quindi, va sempre rapidamente posta dal medico e avventurarsi in un campo tanto complesso rappresenta comunque una grave imprudenza ed un rischio!
  • Improvvisa sensazione di soffocamento o annegamento, con fastidio in gola a tipo pizzicore, o prurito o con strana sensazione mai provata prima, che induce a tossire. Qualche volta il paziente si sente con il torace “troppo pieno”, come se si sentisse scoppiare. Tale condizione può esprimere una condizione di edema polmonare acuto o le sue fasi immediatamente precedenti, specie in caso di aumento importante della pressione arteriosa.
  • Correlato con le situazioni precedenti ricorderei la comparsa di un respiro pesante, che diviene più frequente nel tempo e sempre più difficoltoso anche al minimo sforzo. Possono essere responsabili di sintomi di questo tipo un’insufficienza cardiaca dovuta a ischemie del cuore anche ignorate, tra le quali addirittura pregressi infarti del cuore che il paziente non sa di aver avuto, o una pressione arteriosa mal controllata o non nota al paziente che si manifesta accentuando la sua fatica respiratoria.
  • Dispnea improvvisa a ciel sereno e in pieno benessere: attenzione a questo tipo di sintomo, specie se capita in donne giovani, fumatrici, che assumono associazioni estro-progestiniche (la pillola) o in persone a rischio di trombosi per problemi ereditari (cosiddetta trombofilia ereditaria) di cui spesso la persona non è a conoscenza. Il rischio, in questo caso, è rappresentato dalla possibilità di un’embolia polmonare, patologia che impone una diagnosi e un trattamento immediato. Altre situazioni cliniche con dispnea improvvisa possono poi rappresentare la conseguenza di uno scompenso cardiaco da insufficienza valvolare acuta del cuore, ad esempio per improvvisa rottura delle corde tendinee della valvola mitralica, o anche per uno pneumotorace spontaneo.
  • Improvvisa sensazione di corpo estraneo nella gola, con fastidio a tipo pizzicore o gonfiore in gola, o prurito o sensazione strana mai provata prima di qualcosa che tenda a occludere, impedendo all’aria non tanto di uscire dai polmoni, come nel caso dell’asma, quanto di entrare e che spesso induce a tossire, descritta anche dai bambini come la sensazione di avere “una mela in gola”. E’ questa una condizione più nota come edema laringeo acuto (vedi LaringospasmoLaringite acuta e cronica malattie allergiche delle vie aeree), che rappresenta una vera e propria emergenza, specie se allergica e tendente a non risolversi spontaneamente dopo i primi momenti dall’inizio dei sintomi.

E’ noto che tutte le condizioni prima descritte portano generalmente i soggetti colpiti a ricorrere con celerità a richiedere assistenza medica, per cui potrebbe sembrare quasi inutile il presente articolo, tanto più per le finalità divulgative che vuole avere, in quanto di tutto ciò già dovrebbe occuparsi uno specialista allertato in tempo reale dal paziente che non ha certo nulla da imparare dalle mie considerazioni. Purtroppo, invece, così non è, e mi è capitato più di una volta di sentir raccontare nelle anamnesi dei miei pazienti (il racconto dei precedenti problemi di salute) episodi di questo tipo, senza che gli stessi fossero percepiti dal paziente come degni di attenzione, con la conseguenza di essersi nuovamente presentati nel tempo con sempre maggiore gravità. Si legga, quindi, nelle considerazioni sopra elencata, un vero e proprio invito alla prudenza, che consigli a chi dovesse riscontrare uno qualunque degli episodi descritti, specie se risolto spontaneamente, di consultare comunque un medico con il quale affrontare seriamente il problema che può esserne causa.

Dott. Enrico Ballor

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