Tosse e allergia: il parere dello pneumologo

allergia e tosse 

La tosse rappresenta un meccanismo funzionale posto a protezione delle vie aeree. Qualsiasi situazione che comporti la penetrazione di corpi estranei nell’apparato respiratorio (liquidi, polveri, corpi solidi, ecc.), attiva l’automatismo della tosse, vero e proprio “salvavita” attraverso il quale l’individuo cerca rapidamente di liberarsi dalla presenza di una potenziale causa di soffocamento.

Tra le tante cause di tosse (vedi anche “Tosse persistente dell’adulto e del bambino”), alcune sono da ricondurre a una patologia allergica in grado di divenire fonte del disturbo interessando uno o più dei diversi distretti anatomici in cui è suddiviso l’apparato respiratorio, andando questo dalle fosse nasali, attraverso il faringe, il laringe, la trachea ed i bronchi, fino ai bronchi più piccoli (bronchioli) e ai polmoni. Gli allergeni più comunemente responsabili di una tosse allergica sono rappresentati dai pollini di molte piante, dagli acari della polvere domestica, dai derivati epidermici degli animali domestici (forfore e peli) e dai micofiti (spore unicellulari di funghi ambientali).

Varie malattie allergiche delle vie aeree possono essere causa di tosse (vedi “Pollinosi”), così come molte patologie infiammatorie e infettive delle vie aeree non allergiche, rendendo in tal modo più difficile la diagnosi. Tra le patologie allergiche responsabili di tosse vorrei ricordare:

  • Rinite allergica: rappresenta una malattia allergica molto comune nel nostro Paese, responsabile di raffreddore talora di lunga durata. Essa può essere particolarmente fastidiosa per la presenza di prurito anche molto intenso, con sensazione di ostruzione nasale e rinorrea acquosa (gocciolamento del naso), starnutazione, riduzione dell’olfatto (ipo-anosmia), difficoltà del sonno conseguente all’ostruzione nasale e talora arrossamento degli occhi (oculo-rinite allergica) con lacrimazione, fotofobia (fastidio oculare in presenza di luce forte) e occhiaie scure delle palpebre inferiori nei bimbi. A ciò si possono associare ridotte performance scolastiche e irritabilità nei piccoli allergici, con tosse irritativa insistente specie quando coesista anche una condizione irritativa allergica del laringe. Tenuto conto della frequenza con la quale la rinite allergica può evolvere in asma bronchiale, specie in presenza di iperreattività bronchiale aspecifica che può predire la vera e propria forma asmatica, nel monitoraggio della rinite allergica trova giustificazione una valutazione funzionale respiratoria con la spirometria. In qualche caso la tosse può rappresentare la conseguenza di una cronica presenza di secrezioni catarrali che, provenienti dalle fosse nasali e dai seni paranasali, si riversano posteriormente nel faringe e sul piano del laringe (corde vocali), penetrando, specie nel corso della notte, a livello delle vie aeree sotto-glottiche (trachea e bronchi) (vedi “Sindrome sinuso-bronchiale”).
  • Laringite allergica (vedi “Laringite acuta e cronica”): quando interessa il laringe, lo stimolo irritativo allergico può talora determinare una tosse secca molto intensa e persistente, resistente ai comuni farmaci antitosse, più frequente nei bambini rispetto agli adulti. La cronica permanenza di allergeni (pollini, acari, forfore animali, ecc.) a livello laringeo può divenire responsabile di edema (gonfiore) delle corde vocali, con alterazione del timbro della voce (raucedine o disfonia).
  • Asma bronchiale: è la più comune e importante forma respiratoria allergica delle vie aeree inferiori, spesso responsabile di tosse persistente, rappresentando spesso una patologia in grado di condizionare sensibilmente la vita del paziente (vedi “ Asma bronchiale: malattia da conoscere”). Ciò su cui non insisterò mai abbastanza è il fatto che, per quanto la terapia dell’asma bronchiale necessiti di un indispensabile approccio farmacologico, è tuttavia fondamentale garantire al paziente tutto ciò che personalmente considero la “terapia dell’asma oltre il farmaco”. Mi riferisco alle molte abitudini sbagliate da correggere e alle molte situazioni di cui tenere conto nel paziente asmatico allergico che, se ignorate, rischiano d’impedire ai soli farmaci un sufficiente controllo della malattia, allontanando il paziente dal risultato desiderato. Una corretta igiene dell’ambiente di vita in un asmatico allergico agli acari della polvere domestica (Asma allergico e allergie respiratorie: i 20 consigli utili per l’igiene della casa), il corretto rapporto tra bimbo allergico e animali domestici (vedi “Bimbo, animali domestici, asma e allergie respiratorie: i consigli dello pneumologo ”), una corretta scelta del luogo dove andare in vacanza (vedi “Asma allergico e luogo di vacanze: i consigli dello pneumologo”) ed una corretta attività sportiva nei bimbi allergici, commisurata allo stato asmatico (vedi “ Bambino asmatico e sport: i 10 consigli dello specialista”), rappresentano momenti irrinunciabili per un corretto modo di affrontare una tosse conseguente ad asma allergico.
  • Viraggio rinite-asma: come già anticipato sopra, esiste una notevole correlazione tra rinite allergica e asma bronchiale, essendo la seconda molto spesso (oltre la metà dei pazienti!) la naturale evoluzione della prima. Nei pazienti con rinite allergica che presentino tosse particolarmente insistente, la spirometria, valutando la condizione funzionale dei bronchi, risulta particolarmente utile ad intercettare precocemente uno stato pre-clinico di asma, quando ancora il solo sintomo è una tosse da considerare nei termini di un vero e proprio “equivalente asmatico ”.

La tosse, allora, non sia affrontata come un semplice sintomo “da spegnere” (antitosse, miele, banali rimedi della nonna, ecc.), ma sia considerata invece, in modo serio, come spia di una condizione di malattia da diagnosticare correttamente prima ancora che da curare.

Dott. Enrico Ballor

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immagine copyright depositphotos\ilona75

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