I consigli dello pneumologo per tosse e catarro: le cause e la terapia

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Una delle più frequenti richieste d’intervento in farmacia consiste in un consiglio relativo a uno “sciroppo” per risolvere una tosse con catarro che magari duri già da un po’ di tempo (vedi “Acqua: la migliore terapia mucolitica”). Dietro a un sintomo tanto diffuso, tale da essere spesso considerato “banale” o scontato in quel suo essere spesso riferito a un sicuro problema infiammatorio o infettivo delle vie aeree (bronchite acuta), si possono nascondere situazioni cliniche che, se non correttamente diagnosticate e affrontate per tempo, rischiano di complicarsi in qualcosa di più serio.

La tosse alla quale mi riferisco in questo testo è quella che noi pneumologi definiamo “produttiva”, cioè costantemente accompagnata dalla presenza di catarro, emesso o meno dalla bocca (espettorazione) con i colpi di tosse. E’ utile distinguere questa tosse da quella secca e irritativa, spesso particolarmente fastidiosa ed insistente che “non fa dormire”, non accompagnata dalla presenza di secrezione catarrale che, se spesso si trasforma in qualche giorno in una tosse catarrale, altre volte rappresenta, invece, il sintomo di malattie ben più importanti rispetto alle semplici infiammazioni respiratorie (vedi “Tosse persistente dell’adulto e del bambino”).

Vediamo allora che cosa potrebbe sostenere una tosse produttiva “con catarro” e come procedere. Non per importanza del problema, ma per seguire le varie sedi anatomiche delle vie aeree di volta in volta interessate lungo il loro procedere dalla bocca (o dal naso) fino al polmone profondo, ricordo:

  • Sinusite acuta e cronica: la sinusite, cioè l’infiammazione delle cavità paranasali (vedi), è frequente causa di una tosse accompagnata da catarro emesso prevalentemente attraverso le cavità nasali. Il rischio di non riconoscere rapidamente tale condizione sin dall’inizio (sinusite acuta), può comportare la possibilità che, mantenendo i seni paranasali infiammati e infetti per un periodo prolungato senza provvedere ad una loro adeguata detersione, si possa giungere ad un quadro infiammatorio cronico (sinusite cronica) talmente importante da rendere necessario un intervento chirurgico altrimenti evitabile a patto che si affronti per tempo il quadro acuto con un trattamento medico sollecito e adeguato!
  • Laringite acuta: è la classica infiammazione acuta del laringe con alterazione della voce, nota come disfonia o “ raucedine”, più spesso conseguente ad infezioni virali (virus) o batteriche, ma che spesso può riconoscere una causa allergica (allergeni animali, acari della polvere domestica, pollini) ecc. Il trattare solamente con eventuali “sciroppini” mucolitici (sciroppo di lumaca, fiori di Bach, ecc.) patologie allergiche o di altra natura, non fa altro se non ritardare la possibilità di un intervento risolutivo più adeguato.
  • Tracheite acuta: corrisponde all’infiammazione acuta della trachea, avente origine frequentemente infettivo-infiammatoria. Il dolore intenso e molto fastidioso spesso presente in corrispondenza dello sterno durante i colpi di tosse, aiuta a orientare il quadro e a chiarire le cause della tosse produttiva che può presentarsi, quando è presente una componente infettiva batterica, con la presenza di un’espettorazione di catarro denso e pigmentato (catarro muco-purulento di colore giallo o giallo verdastro).
  • Bronchite acuta: anche la bronchite acuta, come le situazioni precedenti, corrisponde a un quadro infiammatorio delle vie aeree, questa volta interessante i bronchi, spesso evoluzione di un’infezione-infiammazione proveniente dalle vie aeree poste più in alto (laringe e trachea). Tale patologia bronchiale acuta è molto frequente non solo negli adulti ma anche nei bambini, e frequentemente complica quadri respiratori cronici di pazienti affetti da bronchite cronica e da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), sia con quadri clinici solamente infiammatori legati a irritazione bronchiale non infettiva (smog, esposizione al fumo di tabacco, inalazione di irritanti le vie aeree professionali e non, ecc.), altre volte, invece, con quadri di natura infettiva che aggravano la condizione respiratoria dei portatori di broncopatia cronica (riacutizzazione infettiva di BPCO). Trattare in modo non corretto una bronchite acuta, comporta il rischio di vederne complicare il quadro e il decorso con una bronchite cronica, a quel punto non più definitivamente risolvibile.
  • Asma bronchiale: spesso l’asma (vedi “Asma bronchiale: malattia da conoscere) può presentare tra i suoi sintomi non solamente tosse, dispnea, sibilo espiratorio e senso di costrizione al torace, ma anche la presenza di una secrezione catarrale densa che ne complica il quadro. Trattare con i soli mucolitici “da banco” tale condizione clinica, senza riconoscerne la vera natura, comporta il rischio di complicare una patologia respiratoria che va invece correttamente affrontata fin dalla sua comparsa!
  • Sindrome sinuso-bronchiale: corrisponde a un quadro infiammatorio cronico di bronchite persistente, secondario ad una condizione non correttamente affrontata di sinusite non riconosciuta. Trattare, in questo caso, il solo quadro bronchitico, senza riconoscere la spina irritativa sinusale, espone al rischio di non veder risolvere in modo stabile il problema pur in presenza di un’adeguata terapia della bronchite.
  • Tosse cronica nel fumatore: quadri caratterizzati dalla presenza di tosse con catarro presenti con maggior intensità al risveglio, sono talora frequenti nei soggetti fumatori. Spesso predittivi di successivi quadri infiammatori cronici dei bronchi (bronchite cronica e BPCO ), possono evolvere in modo subdolo e con scarsi sintomi fino ai quadri più estremi e, a quel punto, non più risolvibili di enfisema polmonare. Essi si caratterizzano per una progressiva compromissione dei parametri funzionali respiratori a partire da una possibile iniziale malattia delle piccole vie aeree, qualche volta precocemente individuabile attraverso una spirometria. Non individuare fin dall’inizio tali condizioni, comporta il rischio di doversi poi occupare successivamente di malattie respiratorie conclamate, in una fase in cui la loro “curabilità” non corrisponde più, purtroppo, ad una loro contemporanea “guaribilità”.
  • Bronchite cronica e BPCO: corrispondono ai quadri infiammatori cronici dei bronchi già prima ricordati, connotati dalla presenza di tosse, di una produzione catarrale cronica di secreti bronchiali (bronchite cronica) e di un quadro ostruttivo delle vie aeree ormai non più reversibile (BPCO).
  • Bronchiectasie: sono malformazioni bronchiali, congenite o acquisite, aventi come caratteristica comune quella di provocare quadri clinici persistenti con presenza di tosse, catarro e facilità alle infezioni respiratorie (bronchiti e polmoniti). La presenza di tosse persistente con catarro, se dovuta ad una tale condizione, va rapidamente chiarita per evitare il rischio di un progressivo aggravamento della patologia respiratoria bronchiectasica.
  • Malattie allergiche delle vie aeree: molte malattie allergiche delle vie aeree (vedi anche “Pollinosi”), indipendentemente dal settore dell’apparato respiratorio di volta in volta interessato, possono giustificare la presenza di una tosse cronica con presenza di una componente catarrale anche importante. Trattare il solo sintomo come se di semplice infiammazione si trattasse, senza individuarne la natura allergica, comporta il rischio di non risolvere quadri clinici respiratori che devono essere invece correttamente individuati e risolti fin dalla loro comparsa.
  • Tumore ai polmoni e ai bronchi: per quanto tale evenienza rappresenti, da un punto di vista probabilistico, un evento assai più raro rispetto alle molte altre cause che giustificano una tosse con catarro, tale possibilità non dev’essere dimenticata specie in presenza di un soggetto fumatore. Solo una precoce individuazione di tale quadro potrà garantire quell’efficace linea d’intervento che, se ritardata per paura o per sottostima, rischia di precludere il trattamento più adeguato.
  • Una considerazione a parte merita poi la tosse con catarro presente nei bambini. In età pediatrica molte situazioni allergiche, infettive e infiammatorie a carico anche solo delle prime vie aeree, così come i quadri infettivo-infiammatori tonsillari, adenoidei e dell’orecchio medio, sono responsabili di tosse con catarro che talora perduri per mesi, qualche volta anche per tutta la stagione fredda. La particolare frequenza con la quale il bimbo tende a presentare quadri catarrali con tosse, è legata alla sua frequente permanenza in ambienti ad elevato inquinamento dell’aria (smog urbano), alla presenza di una facile contagiosità tra i piccoli per motivi di condivisione sociale di affollati spazi confinati (asili e scuole in cui i bambini facilmente si trasmettono le infezioni per via aerea) e all’incompleta e insoddisfacente maturazione immunologica che, nei piccoli, deve ancora completarsi anche in virtù dell’assenza di rapporto con microbi con i quali gli stessi non sono ancora mai venuti a contatto.

Stando così le cose, in considerazione delle molteplici cause di tosse produttiva, è evidente che non esista un’unica terapia della condizione “tosse con catarro”, ma esista, invece, una precisa necessità di un puntuale e corretto inquadramento delle varie situazioni cliniche responsabili, alle quali far seguire la migliore terapia. Si andrà dalla corretta terapia antibiotica dei quadri clinici infettivi, ai mucolitici in presenza di un espettorato denso, ai farmaci antiistaminici e antiallergici nel caso in cui se ne ravvisi una base allergologica, ai broncodilatatori inalatori per fronteggiare un asma, per concludere con i cortisonici e gli antiinfiammatori non cortisonici (FANS) nel caso in cui la componente infiammatoria sia prioritaria rispetto a quella infettiva. Senza parlare, poi, della terapia chirurgica, della chemio- e della radio-terapia, nel caso in cui la persistenza della tosse con catarro sia la conseguenza di un tumore maligno del polmone.

Il consiglio conclusivo generale, quindi, dello pneumologo, è quello di non sottovalutare troppo una tosse catarrale, specie quella che persista da più tempo, per evitare d’ignorare toppo a lungo una patologia seria sottostante a un sintomo da non banalizzare.

Dott. Enrico Ballor

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Immagine depositphotos\pogonici

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