Tosse nervosa e tic di tosse: il parere dello pneumologo e dello psicoterapeuta

tosse nervosa e tic di tosse

Non è raro imbattersi in persone che, lamentando tosse da molto tempo e non avendo mai risolto il problema, si riducano a definire “nervosa” la loro tosse, banalizzando magari il problema più per incostanza a proseguire nella ricerca delle cause, più che perchè si sentano davvero convinti che di ciò si tratti. La tosse in oggetto (tosse psicogena o psicosomatica o tosse “nervosa”), che spesso può interessare anche i bambini, viene talora sopportata senza causa apparente anche per anni, rinunciando prima di tutto a considerare che, dietro ad ogni tosse, esiste sempre un “perché”. Ma ciò che più mi stupisce è che, spesso, il disturbo non venga tollerato in virtù di una sua ipotizzata innocuità e come tale accettato senza fastidio, ma generi invece sofferenza ed ansia soprattutto a causa delle inevitabili ripercussioni sociali e relazionali che esso comporta: “Ma hai sempre la tosse! Perchè? ……. Sei sicuro che davvero non sia “niente”? …. Cos’è ‘sta tosse? ….”.

La prima cosa da fare è escludere che dietro ad una tosse secca persistente si possa nascondere una causa organica, una causa, cioè, fisica che dichiari una particolare malattia respiratoria ma non solo (vedi “Tosse persistente dell’adulto e del bambino”). Nel fare ciò è prudente, prima di tutto, escludere una serie di problemi, tra i quali:

  • Molte condizioni pre-cliniche di asma bronchiale, nel corso delle quali non esiste ancora tutto il corteo dei sintomi caratteristici della malattia (tosse, dispnea, sibilo espiratorio e sensazione di costrizione al torace). In questo caso la patologia asmatica si può presentare semplicemente con una tosse secca e irritativa che può perdurare anche per lungo tempo, da considerarsi come un vero e proprio “equivalente asmatico” in un periodo in cui i sintomi tipici non sono ancora presenti in modo completo. Tale situazione è dichiarativa di quell’iperreattività bronchiale aspecifica che sosterrà e accompagnerà, nel tempo, la malattia asmatica.
  • Qualche volta, dietro ad una tosse definita “nervosa”, si ritrova una malattia allergica responsabile di manifestazioni irritative a carico del laringe (iperreattività laringea allergica) (vedi “Laringite acuta e cronica” – “Tosse e allergia: il parere dello pneumologo”). Alcuni pazienti sensibilizzati agli acari della polvere domestica (Dermatophagoides pteronyssinus e Dermatophagoides farinae), agli allergeni animali (vedi “Bimbo, animali domestici, asma e allergie respiratorie: i consigli dello pneumologo”) o ai pollini delle piante possono presentare una tosse secca e insistente che può essere scambiata per un problema “nervoso”.
  • La tosse secca, insistente, “nervosa”, può talora essere il sintomo di malattie tumorali del torace, sia riferite a tumori solidi ( tumori polmonari e bronchiali o metastasi di tumori maligni a sede extra-toracica), sia come unica manifestazione di linfomi maligni localizzati al mediastino, spazio anatomico compreso tra cuore e polmoni.
  • Qualche volta un reflusso gastro esofageo o l’assunzione di farmaci particolari, tra i quali alcuni anti-ipertensivi della classe degli ACE- inibitori (vedi “ Farmaci che possono provocare asma o causare danni ai polmoni e alla funzione respiratoria”), possono rendersi responsabili di una tosse persistente scambiata per tosse nervosa.
  • Da escludere, poi, alcune malattie a carico del cuore. Nel corso del tempo, infatti, proprio con una tosse secca e insistente, specie notturna (vedi “Dispnea parossistica notturna”), tali malattie possono dichiarare una ridotta funzionalità cardiaca.

Ma veniamo alla tosse veramente psicologica, la cosiddetta tosse psicogena o psicosomatica o tosse “nervosa” (vedi “ Disturbi respiratori a base ansiosa e depressiva” – “Uno strano disturbo respiratorio: il caso di Marina”– “Asma psicosomatico: il parere dello pneumologo”). A questa tipologia di disturbo farei appartenere anche il cosiddetto “tic di tosse”, intendendo con tale termine quelle manifestazioni rumorose, sempre uguali e ripetute talora con frequenza esasperante, percepite dalla persona come irresistibili, dello “schiarirsi la voce”, o di produrre uno strano modo di “raschiare la gola”, o di “tossire” in modo particolare, talora appena accennato, rumoroso e fastidioso a udirsi ma inefficace a liberar la “ gola” da un “qualcosa che sembra presente ….qualcosa che sento …. ma che non c’è …”. Mi è capitato, nel corso dell’attività professionale, di vedere pazienti che presentavano una tosse da loro stessi (o dai genitori, nel caso di bambini) definita “strana”, avente le caratteristiche di cui sopra. In presenza di una tosse così configurata ho potuto escludere, nella maggior parte dei casi, tutta la serie di patologie riportate sopra, lasciando aperta, per esclusione delle cause organiche, unicamente un’ipotesi di tosse “psicogena” generata da un disagio interiore della persona che nulla aveva da spartire con un problema fisico.

La tosse nervosa e il “tic di tosse” rappresentano, in pratica, un disturbo psicosomatico, da considerare come un vero e proprio “ conto fisico” richiesto alla persona per il disagio interiore. I pazienti che presentano tale disturbo esprimono, spesso, con la loro “tosse nervosa”, una serie di disagi psichici che si possono riassumere nelle seguenti situazioni:

  • Tensioni emotive e stati d’ansia, presenti magari da anni ma mai affrontati seriamente, compresi, nei bambini, i problemi ansiosi scolastici e le situazioni di elevata tensione famigliare.
  • Rabbia per l’incapacità di sopportare situazioni costrittive (costrizione nelle relazioni personali, costrizione in situazioni di vita divenute intollerabili, ecc.)
  • Sensazione di fastidio per la necessità di conformarsi a schemi e a stili di vita imposti dall’esterno, ai quali la persona mal si adatta.
  • Intolleranza nei riguardi di persone o situazioni che non rispondono ai bisogni della persona ma che la persona è costretta a sopportare.
  • Personalità passiva, sottomessa alle richieste degli altri, con scarsa capacità di contare sulle proprie risorse per risolvere i problemi. Queste persone esprimono con la tosse un’aggressività inefficace, sostitutiva di un più funzionale modo di esprimere i propri bisogni.
  • Presenza di una vera e propria “fatica interiore”, percepita dalla persona nei termini di un più generale e mal definito “non star bene, senza capire il perché”.
  • Incapacità a esprimere la rabbia in modo funzionale, laddove la stessa dovrebbe rappresentare il segnale di un disagio personale da comunicare bene. In caso di contesa, l’incapacità di esprimere nel modo migliore il proprio punto di vista, i propri diritti e le proprie necessità, può esitare talora in una tosse nervosa o in una serie di tic di tosse, emissione di suoni prodotti con la gola, ecc., che vengono a rappresentare, in questo modo, una modalità alternativa e meno comprensibile di scaricare le proprie tensioni emotive interne, spesso espressione di aggressività repressa.
  • Segnalazione della propria presenza agli altri (“Guardate che ci sono!”), non essendo capaci di farsi notare attraverso strategie più funzionali e soprattutto meno faticose.
  • Attirare l’attenzione degli altri, per la necessità di non essere lasciati soli (timore della solitudine).

Altre volte è una bassa stima di sé (autostima) ad essere responsabile del disagio interno, mantenendo la persona in uno stato d’ansia generato dal tentativo di risolvere una serie di problemi direttamente correlati con il proprio valore personale (mancata affermazione di sé). Spesso si ritrova nel racconto di queste persone, nel corso della valutazione del disagio interiore, una serie di affermazioni, tra le quali:

  • “Penso di non valere abbastanza, anche se mi sembra di occuparmi di tutti”.
  • “Ciò che faccio non basta mai”.
  • “La verità è che valgo poco come persona ….”.
  • “Ho paura che la gente si aspetti di più da me …”.
  • “Non sono tranquillo… vivo sentendo che può capitarmi qualcosa di brutto ma non so cosa fare per evitarlo”.
  • “Comunque sia, sento che è colpa mia … non sono capace di…”.
  • “Sono affaticato ma non posso riposarmi".
  • “Sono sempre inadeguato …”.
  • “Non ho più voglia di fare le cose…”.
  • “Mi viene voglia di scappare!…”.
  • “Ho perso la voglia di vedere la gente”.
  • “Ho capito che per quanto faccia, non farò mai abbastanza”.
  • “Il mio aspetto fisico non mi soddisfa comunque …. per tanto che faccia, mi sembra di perdere del tempo ….”.

La tosse nervosa può essere spesso sintomo della necessità di essere ascoltati. Frequentemente, nel corso della valutazione del disagio psichico e della sofferenza della persona, emerge una storia clinica e personale nella quale si ritrovano disturbi depressivi (disturbi dell’umore) e disturbi d’ansia (ansia libera e ansia sociale), attacchi di panico, disturbi del sonno e stati di particolare tensione emotiva mai risolti, in quanto soprattutto mai affrontati. Ecco perché, una volta escluse cause organiche e posta diagnosi di tosse psicogena, il miglior modo per risolverla stabilmente consiste non tanto in banali tentativi farmacologici o in “magici” e ritualistici elisir alternativi (bacche, infusi, fiori, estratti, tisane, sciroppini, ecc.), quanto in un serio e articolato percorso di psicoterapia che diviene, in questo caso, la modalità più scientificamente seria di affrontare il problema. Ogni tentativo di colpevolizzare il paziente (specie per il tic di tosse) con rimproveri, costrizioni e punizioni, non fa altro che aggravare la situazione allontanando dalla soluzione. Le terapie che facilitano la possibilità del paziente di abbassare le tensioni interne, riguadagnando uno stato di benessere psico-fisico da tempo smarrito o magari mai raggiunto (esercizi e tecniche di rilassamento), operano nella direzione giusta, consentendo una stabilità dei risultati. Specialmente nel caso dei bambini esiste un concreto rischio di concentrare l’attenzione più sul sintomo (tosse psicogena e tic di tosse), che sulle cause che lo generano, con la conseguenza di perdere di vista la complessità e le sofferenze del vissuto del piccolo, le difficoltà relazionali e i conflitti dell’età, oltre ai conseguenti comportamenti disadattivi che, se non correttamente affrontati, renderanno meno facile una soluzione duratura.

 Dott. Enrico Ballor

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 Immagine copyright depositphotos piotr_marcinski

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