Fame, sazietà e umore: lo pneumologo e la difficoltà a dimagrire

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Respirazione e cibo: quale relazione? Una “Medicina del Respiro” che sappia integrare gli aspetti “pneumologici” della “ fisicità” del disagio respiratorio (dispnea), con le relative letture emotive e mentali dello stesso, ha davvero un senso? Appetito per certi alimenti gustosi e tendenza a ingrassare, compulsioni alla ricerca di appetitosi manicaretti e pancia piena, felicità dei “grassi” e tristezza dei “magri”. Un mix di luoghi comuni e convinzioni popolari, proverbi e “perle di saggezza” alla ricerca della serenità interiore e del “peso forma”, quello che vorremmo tutti ma che spesso è difficile da ottenere e, ancor più, da conservare. Per quanto filosofi e teologi si affannino a darci un valore particolarmente diverso dal resto degli esseri animati del pianeta, siamo e resteremo sempre, prima di tutto, complessissime macchine biologiche che necessitano di energia per vivere e per riprodursi. Traiamo il nutrimento indispensabile che ci mantiene in vita da ciò che introduciamo (liquidi compresi) e dall’ossigeno dell’aria, e milioni di anni di evoluzione e di pazienti tentativi di migliorarci hanno consentito alla natura di portare, fino a noi, un organismo “superiore”, il nostro, plasmato e affinato nei suoi sofisticati meccanismi biochimici. Un sistema a “feedback”, a “retroazione” e ad autoregolazione. Sistemi “omeostatici” in grado di accorgersi se siamo “troppo caldi” o “troppo freddi”, conservando una temperatura corporea che dipende dallo stato di dilatazione o di costrizione dei nostri vasi sanguigni, dall’umidità della nostra cute e dalla maggiore o minore presenza delle nostre secrezioni (sudore). Ma non solo. Ogni più piccolo settore del nostro corpo è regolato “in più” o “in meno” da molecole particolari, da enzimi e ormoni con funzioni attivatrici o soppressorie, da neurotrasmettitori e interleuchine che, nell’insieme, regolano tutto. Se c’è troppo di un “qualcosa” scatta l’allarme, l’enzima, l’ormone, che segnala l’eccesso e, in questo modo, il sistema si corregge ed elimina il “di troppo”. Se ce n’è poco succede il contrario. E così capita per l’appetito.

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Detergenti per la casa mal usati e danni alla respirazione: il parere dello pneumologo

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Pulire la casa e disinfettare le verdure o una ferita, potrebbero sembrare operazioni prive di rischi per quanto riguarda la salute respiratoria. Eppure non è così. L’esperienza pratica dimostra che le diverse operazioni d’igiene domestica possono rappresentare un pericolo per il nostro apparato respiratorio, più ancora per coloro che ogni giorno attendono direttamente alla pulizia della casa.

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Catarro, tosse, bronchite, otite e polmonite: Discinesia Ciliare e S. di Kartagener

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Sono sempre ammalato …. Le ho sempre tutte io! ….. Non mi passa mai…..”. Avere in continuazione infezioni respiratorie, tracheite, bronchite, otiti ricorrenti e raffreddore che passa e che ritorna dopo poco tempo. Polmonite che si ripresenta e che compare con una tosse produttiva (vedi “Tosse con catarro: il parere dello pneumologo”), cioè con la presenza di catarro, che sembra non dare tregua in nessun periodo dell’anno, creando nel paziente la grande preoccupazione che deriva dall’essere sempre ammalato. Per quanto diverse patologie respiratorie possano giustificare la presenza dei sintomi e delle situazioni cliniche anzidette, ve n’è una che, per quanto rara, si aggiunge ad altre molto più comuni. Sto parlando della discinesia ciliare primitiva (DCP) o primaria, poco frequente malattia congenita che interessa l’albero respiratorio dal naso fino ai bronchi più piccoli e ai polmoni e della sua forma acquisita (discinesia ciliare acquisita), conseguente al frequente ripetersi di stati infiammatori ed infettivi respiratori. Vediamo di cosa si tratta.

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Asma e vitamina D: lo pneumologo fa chiarezza

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Non è la prima volta che mi viene chiesto da parte di qualche paziente, se la vitamina D sia in grado di migliorare la situazione clinica di chi è affetto da asma bronchiale. In un caso, un asmatico da me visitato, è arrivato addirittura ad affermare, con mio grande stupore “ …. Dottore, io, tra l’altro, già mi tratto con la vitamina D da un po’ di tempo …. l’ho visto su Internet! … ”. Tenuto conto di ciò che mi piace considerare “realtà” clinica, ritengo di dover intervenire per fare chiarezza.

L’asma (vedi “Asma bronchiale: malattia da conoscere”) consiste in una patologia prevalentemente infiammatoria dei bronchi, caratterizzata dalla particolare tendenza degli stessi, quando esposti a stimoli allergici o chimico-fisici aspecifici (iperreattività bronchiale aspecifica), a ridurre il loro calibro interno (diametro) come conseguenza dello spasmo (contrazione) della muscolatura liscia presente nelle loro pareti (broncospasmo). Tale fenomeno, strumentalmente documentabile con la spirometria , unitamente all’ulteriore ostruzione delle vie aeree bronchiali determinata dai coesistenti eventi infiammatori ed ipersecretivi (secrezioni mucose) sempre presenti nell’asma, si rende responsabile delle crisi asmatiche, momenti di particolare dispnea sibilante (difficoltà respiratoria), prevalentemente espiratoria (vedi “Sento un fischietto quando respiro! Che cos’è?”) conseguente all’ostruzione dei bronchi (broncostruzione), associata a tosse, spesso inizialmente secca, e a senso di costrizione al petto. Tali sintomi, particolarmente intensi in occasione delle crisi asmatiche acute, tendono a permanere, per quanto d’intensità variabile, anche al di fuori di esse, mantenendosi fin tanto che non si metta in atto un trattamento curativo efficace in grado di risolvere i fenomeni bronco-ostruttivi che li determinano.

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Battito cardiaco e respirazione: il parere dello pneumologo

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Tachicardia e mancanza del fiato. Il cuore che batte troppo veloce può essere il segnale che qualcosa non va, ma allo stesso tempo può essere causa di dispnea (disagio respiratorio – vedi “Quando il respiro difficile e pesante deve allarmare: i consigli dello pneumologo”), senza che necessariamente sia in atto una malattia bronchiale o polmonare. Per quanto, infatti, la fantasia comune tenda a indirizzare più frequentemente ad un problema dei bronchi o dei polmoni, ogni qualvolta si presenti una qualunque difficoltà a respirare, complice l’errata convinzione che “respiratorio” coincida con “polmonare”, esiste tutta una nutrita schiera di problemi respiratori che non necessariamente trovano origine in una patologia dell’apparato respiratorio. Molti di questi, peraltro, si esprimono, da un punto di vista dei sintomi che producono, non solo con una dispnea a genesi “extra-polmonare” (vedi “ “Quando corro mi manca il fiato”: il parere dello pneumologo”) e con una maggior facilità di affaticamento (vedi “Faccio fatica a fare le scale e mi manca il fiato: il parere dello pneumologo”), ma molto spesso proprio con un’accelerazione del battito cardiaco (tachicardia).

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