Riacutizzazione di BPCO e bronchite cronica: novità dallo pneumologo

riacutizzazione bpco e bronchite

Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e bronchite cronica (vedi “Ho la bronchite cronica o la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)?”) sono due malattie respiratorie croniche che affliggono, solo in Italia, diversi milioni di persone, rappresentando un’importante realtà nel panorama delle malattie croniche del nostro Paese. Uno tra i più importanti aspetti che ad esse si correla, consiste nel rischio che tali patologie possano riacutizzarsi, presentando momenti di particolare attivazione infiammatoria della patologia cronica bronchiale e polmonare (vedi “ Polmonite e broncopolmonite”) ad opera di fattori infettivi (infezioni microbiche batteriche e virali) o non-infettivi (smog delle città, fumo di sigaretta, fumi irritanti, ecc.), in grado di scompensare i periodi di relativa stabilità clinica delle due patologie non in fase acuta.

Leggi tutto: Riacutizzazione di BPCO e bronchite cronica: novità dallo pneumologo

Nuova terapia anticoagulante orale nell’embolia polmonare: il punto dello pneumologo sui NAO

nuovi farmaci embolia polmonare

L’evoluzione delle terapie farmacologiche ha consentito di portare all’attenzione dello pneumologo una nuova categoria di farmaci (NAO) che presentano, tra l’altro, maggiori vantaggi per il trattamento e la prevenzione della tromboembolia polmonare, specie se confrontati con quelli fin qui impiegati per la cura di questa patologia che comporta, molto spesso, un grave rischio per la vita dei soggetti che ne siano colpiti (per maggiori informazioni si rimanda al testo “Embolia polmonare” pubblicato in questo sito).

I NUOVI FARMACI ANTICOAGULANTI ORALI

Con il termine NAO (Nuovi Anticoagulanti Orali) s’identificano dei farmaci recentemente sintetizzati dall’industria farmaceutica che, a differenza dei più vecchi warfarin sodico e acenocumarolo, noti al grande pubblico come “Coumadin” e “Sintrom” e impiegati nella TAO (Terapia Anticoagulante Orale), che producevano la loro azione anticoagulante inibendo con un’azione anti -vitamina K la sintesi epatica dei fattori II, VII, IX e X della coagulazione, determinano invece il loro effetto anticoagulante bloccando selettivamente la trombina (il dabigatran) o inibendo il fattore X attivato (Xa) (l’apixaban e il rivaroxaban), con conseguente blocco della produzione di fibrina e della formazione di trombi. Tali farmaci, oltre alla possibilità di poter essere impiegati nella terapia e nella prevenzione dell’embolia polmonare, trovano altresì applicazione nella terapia e nella prevenzione della trombosi venosa profonda (TVP) e nella prevenzione dell’ictus in pazienti con fibrillazione atriale (FA) non valvolare (nel caso, invece, di pazienti con FA da patologia valvolare tali farmaci non sono indicati, rimanendo la terapia ancora affidata alla TAO tradizionale con warfarin o acenocumarina).

Leggi tutto: Nuova terapia anticoagulante orale nell’embolia   polmonare: il punto dello pneumologo sui NAO

Asma allergico da pelo del cane: il parere dello pneumologo

asma allergia cane

Penso non ci sia cosa più piacevole ed entusiasmante per un bimbo, di quella di ricevere in regalo un cucciolo di cane. Ogni genitore, tuttavia, deve valutare molto bene l’opportunità di donare un cagnolino ai propri figli, nel caso in cui gli stessi siano affetti da asma bronchiale (vedi “Asma bronchiale: malattia da conoscere”) o da malattie allergiche delle vie aeree (vedi “ Bimbo, animali domestici, asma e allergie respiratorie: i consigli dello pneumologo”). Una volta, infatti, che l’animale entra in casa, risulterà poi estremamente difficile ritornare sui propri passi, allontanando l’animale dalla casa nel momento in cui ci si dovesse render conto del fatto che il nostro simpatico amico peloso divenga responsabile di problemi allergici respiratori.

Premesso che non esiste attualmente un modo unico di considerar le cose, e che pneumologi e allergologi dissentano su più di un punto relativo a tale tema, specie per quanto si riferisce all’età pediatrica, cercherò di descrivere ciò su cui più o meno tutti attualmente concordano o su cui, perlomeno, non vi sono dissonanze di vedute rilevanti.

Leggi tutto: Asma allergico da pelo del cane: il parere dello pneumologo

Asma, BPCO, bronchite cronica e terme: lo pneumologo e la terapia termale

asma bronchite cure termali

Non è inconsueto che il paziente che si rivolga allo pneumologo per un problema respiratorio, tanto più quando il quadro clinico contempli la presenza di una malattia respiratoria cronica, possa prima o poi porre allo specialista la fatidica domanda: “ Ma le terme mi potrebbero servire?”. Tra questi quadri patologici respiratori, quelli che più frequentemente accendono nel paziente la speranza di una possibile utilità termale ci sono:

Senza voler entrare nel dettaglio dei vari quadri patologici, per i quali si rimanda ai singoli testi esplicativi presenti in questo sito ed elencati sopra (fare “click” sui singoli termini che si desiderano approfondire), vorrei sottolineare alcuni punti che mi sembra possano aiutare ad evitare confusione, confermando i vantaggi offerti da tale approccio terapeutico ed evitando illusioni.

Leggi tutto: Asma, BPCO, bronchite cronica e terme: lo pneumologo e la terapia termale

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili. Pneumologo-ballor.it utilizza i cookies per consentirti la migliore navigazione. Il sito è impostato per consentire l`utilizzo di tutti i cookies. Se si continua a navigare, si accetta e si approva la nostra policy sull`impiego di cookies.