Catarro in gola e ugola allungata e ingrossata: il parere dello pneumologo

gola arrossata catarro 

“ … Ho del catarro in gola che non si stacca … ”: ricordo di un paziente molto ansioso che giunse nel mio studio per un sintomo abbastanza comune che spesso porta i pazienti all’attenzione dello specialista pneumologo, e, precisamente, la presenza, da qualche settimana, di una strana sensazione di “fastidio” in “gola” (faringe), in realtà già presente in forma più lieve da anni, che riteneva essere la conseguenza di un’abbondante secrezione catarrale che tendeva ad ingombrargli le vie aeree superiori e a farlo tossire. Fin qui nulla di strano, in quanto è piuttosto frequente che un paziente ricorra alla visita pneumologica per chiarire i motivi di una tosse produttiva (tosse con presenza di catarro – vedi “Tosse con catarro: il parere dello pneumologo”). La moglie che lo accompagnava alla visita aveva, dal canto suo, una personale teoria in grado di spiegare il sintomo del marito: “… una banale tosse nervosa …”, come diceva lei “ … che lo fa tossire e infastidisce tutti quanti ….. è sempre li a raschiarsi la gola … è sempre nervoso! … ” (vedi “Tosse nervosa e tic di tosse: il parere dello pneumologo e dello psicoterapeuta”).

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Il “colpo d’aria” esiste? Che cos’è? Il parere dello pneumologo

colpo di aria

Mi ricordo come al termine del mio periodo di studi universitari di Medicina, rimasi stupito da una grave carenza dei corsi seguiti in ambiente accademico, talmente grave da farmi sorgere un dubbio: “Ma … il “colpo d’aria” … quello di cui mi parla la nonna da sempre … quando ce lo spiegano? ”. E si! Perché preoccupato com’ero di non saper dare magari risposta alle domande che di li a poco mi avrebbero fatto i miei pazienti, mi ero accorto che nessuno dei miei docenti della Scuola di Medicina aveva mai fatto accenno a questa ben nota realtà. E lo stesso avevo notato nei testi ufficiali, quei libroni di migliaia di pagine sui quali avevo studiato, nei quali, vuoi forse per non omaggiare quella “saggezza” popolare considerata non abbastanza colta, non si faceva neppure un accenno né al “colpo d’aria”, ne a quello “della strega”, ne a quello “al cuore”! Possibile? …. Naturalmente sto scherzando …. anche se, a ben pensarci, non sto scherzando poi troppo. Perché c’è davvero poco da scherzare pensando che nel 2018 si sia ancora convinti che un “colpo” possa portare malanni. Quello di pistola certamente si, ma di “aria” non ho mai visto morire nessuno. E a ben guardare non ho nemmeno mai visto ammalare qualcuno, intendo di faringite o di “mal di gola” come lo si voglia chiamare, o peggio ancora di laringite, bronchite o di polmonite, per un semplice “colpo d’aria ”.

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La pleurite in estate: il parere dello pneumologo

pleurite in estate

Quando si parla di malattie respiratorie il pensiero va subito alle molte patologie infettive del periodo invernale, momento dell’anno di cui esse sembrano esclusive. Faringiti, sinusiti (vedi “Sinusite acuta e cronica”), tracheiti e bronchiti (vedi “Bronchite acuta e cronica”) sembrano, infatti, appannaggio di quest’unico periodo. Purtroppo non è così e anche il periodo estivo può, qualche volta, presentare quadri clinici secondari ad infezioni dell’apparato respiratorio.

Ho già trattato in un altro articolo la polmonite estiva (vedi “Polmonite in estate: la malattia che allarma”), malattia che mette in allarme non tanto lo pneumologo, abituato a confrontarsi anche con questa realtà, quanto il paziente che a tutto pensa meno che di ammalare di polmonite nel periodo caldo dell’anno. In quest’articolo, invece, affronterò quella particolare patologia respiratoria meno consueta che è la pleurite acuta che compare più frequentemente nel periodo estivo-autunnale, per certi aspetti diversa da quella che, favorita dalle condizioni climatiche stagionali, è più frequente nei mesi freddi.

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Anziano con confusione mentale e malattie polmonari: il punto dello pneumologo

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Confusione mentale, rallentamento motorio e ideativo, pensiero rallentato, movimenti impacciati, insicuri e lenti. Manifestazioni cliniche ad esordio rapido, che insorgono talvolta in poche ore o in qualche giorno soltanto, in assenza di deficit neurologici focali che consentano di riconoscerne una causa neurologica ischemica e che ho sentito descrivere dai famigliari con espressioni del tipo “ … e come se mia madre fosse diventata un Alzheimer in 2 giorni … ” – “ …. non ha mai avuto problemi di questo tipo …. è come se la testa abbia smesso di funzionare …. si confonde … ha un comportamento strano …. ”. Il nipote di un mio paziente mi riferiva che “ …il nonno è diventato scemo in una notte ….è irriconoscibile! … ”. Quadri ben diversi dai deficit di memoria e di concentrazione a esordio lento e torpido nel tempo, di natura neuro-degenerativa cronica, che possono talora accompagnarsi, nell’anziano, anche alle patologie respiratorie croniche (vedi “Perdita di memoria e malattie respiratorie: lo pneumologo e la riabilitazione neuro-cognitiva”).

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