Sono “debole di polmoni” o “debole da un punto di vista respiratorio”: lo pneumologo spiega

debole di polmoni tosse

Fin da bambino ho sempre sofferto di bronchi ... “, “Mi sono sempre ammalato facilmente …”, ”Febbre, bronchiti, catarro e tosse da sempre … “, “Ho già sofferto di polmoniti fin da piccolo …“ Non è infrequente che, nel tempo, mi siano state riferite queste e altre frasi analoghe, tutte incentrate sulla necessità che avevano i miei pazienti di comunicarmi quella che consideravano una loro vera e propria “vulnerabilità implicita” di fronte alle malattie respiratorie. Essi consideravano la loro anomala facilità ad ammalare “di bronchi” e “di polmoni”, qualcosa di non solamente legato alla casuale e ripetuta presenza di germi infettanti favorita dall’ambiente e dai contatti interpersonali, ma qualcosa “di più”, una sorta di maledizione personale che non toccava i compagni di gioco e i coetanei che invece, a dir loro, erano sempre sani o si ammalavano con molta meno facilità. Ogni occasione di esposizione al freddo o all’umidità diveniva per loro un’ “onta” da scontare, qualcosa di cui si doveva poi pagare il conto con qualche giorno di febbre e di tossecatarrosa ” (vedi “Tosse con catarro: il parere dello pneumologo ” – “ I consigli dello pneumologo per tosse e catarro: le cause e la terapia”), che non raramente poteva protrarsi anche per settimane. Alcune occasioni di contagio divenivano, nei loro racconti, motivo di preoccupazione famigliare, ricorrendo nelle loro personali storie cliniche uno o più episodi di polmonite o di broncopolmonite conseguente ai banali episodi febbrili di bronchite raccontati.

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Polmone, sindrome metabolica (METS), diabete e insulina: il parere dello pneumologo

sindrome metabolica e malattie polmonari

Iperglicemia (eccesso di zuccheri nel sangue), obesità addominale, iper-trigliceridemia (eccesso di trigliceridi nel sangue), colesterolo elevato (ipercolesterolemia) con bassi valori di HDL e ipertensione arteriosa: l’insieme di queste caratteristiche cliniche configura ciò che oggi si suole definire “sindrome metabolica” (METS – metabolic syndrome), la cui presenza sembra correlata ad aumentato rischio di asma bronchiale (vedi “Asma bronchiale: malattia da conoscere”), di deterioramento della funzionalità polmonare documentabile anche con la spirometria, di peggioramento dei sintomi respiratori, tra i quali la dispnea, e di ipertensione polmonare. Mentre è noto il fatto che l’obesità rappresenti un problema di non poco conto sia per i pazienti affetti da asma bronchiale (vedi “Asma e sovrappeso: il parere dello pneumologo”), sia per quelli affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) (vedi “Asma, BPCO e obesità: il parere dello pneumologo” – “BPCO, insufficienza respiratoria e alimentazione: i consigli dello pneumologo”), l’associazione sfavorevole tra sindrome metabolica e peggioramento di alcune malattie respiratorie è una conferma decisamente più recente, pur non essendo ancora chiaro, al momento, quanto i diversi fattori della sindrome, considerati separatamente, impattino negativamente sui polmoni e soprattutto se siano in grado di determinare effetti negativi sulla funzione respiratoria indipendentemente dall’obesità.

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Respirare aria di montagna: il parere dello pneumologo

aria di montagna

Recarsi d’estate in una qualunque delle bellissime località montane del nostro Paese, per trascorrere un piacevole periodo di vacanza, è non solo una buona idea ma anche l’occasione per vivere a contatto con la natura in luoghi molto spesso ancora incontaminati. Pur tuttavia, quando il turista “vacanziero” è un paziente affetto da una malattia respiratoria, tra le quali asma bronchiale, bronchite cronicabroncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)enfisema polmonare, bronchite cronica bronchiectasica o fibrosi polmonare, la prudenza è d’obbligo e alcune considerazioni è bene farle per evitare di doversi poi trovare ad affrontare problemi causati dalla sottovalutazione di aspetti che vanno invece conosciuti.

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Respirare aria di mare: il parere dello pneumologo

mare aria buona per respirare

Per quanto con il termine “talassoterapia” (dal greco, “thalassa” = mare e “thérapeia ” = trattamento) s’intenda una forma esageratamente ottimistica di credo nelle proprietà curative del clima marino, peraltro probabilmente mai scientificamente dimostrate, ritengo invece indubitabili i vantaggi che può trarre, in certi casi, l’organismo umano dal contatto con tale ambiente, in particolar modo nel caso di pazienti affetti da malattie respiratorie croniche e allergiche, quali asma bronchiale (attenzione tuttavia agli eccessivi tassi di umidità e calore di certi ambienti marini e di certe coste), bronchite cronicabroncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), enfisema polmonare, malattie allergiche delle vie aereerinite allergica, bronchite cronica bronchiectasica, sinusite acuta e cronica e sindrome sinuso-bronchiale. In fondo, a pensarci bene, la storia stessa della nostra attuale respirazione parte nella notte dei tempi proprio dal mare! (vedi “Respiro, polmoni, globuli rossi ed emoglobina: lo pneumologo e la storia della respirazione”). Vantaggi, da un lato, ma anche aspetti da non trascurare, dall’altro, per evitare di trasformare un piacevole soggiorno al mare in una serie di problemi in più da dovere poi risolvere.

Vediamo, allora, una serie di considerazioni che mi pare utile conoscere per non rischiare di rimanere delusi, senza dover rinunciare ai molti vantaggi che una vacanza al mare comporta.

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Fiatone, sopraffiato, rantolino, fame d’aria e sbuffo: lo pneumologo e i rumori respiratori

fiatone sbuffo fame aria rumori respiratori

Sento un rumore del respiro … mi viene un rumore respiratorio … ”, “ … ho un affanno …”, “… un gattino in gola …”, “… una piuma … “, “…il fiato corto …”, “ Faccio uno strano rumore quando respiro …” o, ancora, “Quando mi muovo ho il sopraffiato …“. Queste affermazioni e altri termini folcloristici del genere mi sono stati presentati, negli anni, nel corso della mia attività specialistica pneumologica, da pazienti giunti alla mia osservazione per i sintomi respiratori più diversi. Tutte espressioni individuali, condite dai più disparati significati personali, ma nell’insieme descrizioni tipiche di chi è più attento di altri ad ascoltarsi in ciò che capita “all’interno” e passa la vita a esplorarsi, facendo un vero e proprio “auto-check” continuo al servizio di una celere e indispensabile individuazione di quel “qualcosa” interiore che non funziona e che, se colto quando ancora è all’inizio, può più facilmente essere affrontato e risolto.

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