Quando il respiro difficile e pesante deve allarmare: i consigli dello pneumologo

 respiro che deve allarmare

Mio figlio ha difficoltà a respirare … non riesce a tirare il fiato … non entra l’aria ...” – “Mi manca il respiro di colpo … respiro male e ho dolore al torace ...” – “Ho fatto un piccolo sforzo e ho fatica a respirare …” – “ Sono entrato in un locale e all’improvviso ho il respiro corto e sento un sibilo … un fischietto ….”. Mi è capitato, qualche volta, nel corso della giornata di essere contattato telefonicamente come specialista pneumologo (Specialista in Malattie dell’Apparato Respiratorio e Tisiologia), per rispondere a queste domande, poste da persone allarmate e relative a disturbi respiratori insorti in modo acuto o presenti da tempo ma ai quali non si era dato peso fino al momento in cui sono divenuti insopportabili. La difficoltà respiratoria (dispnea) riconosce numerose cause, alcune legate a malattie croniche dell’apparato respiratorio (bronchi e polmoni) – (vedi “ Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO): la difficoltà respiratoria acuta”), con le quali il paziente talvolta si abitua a convivere sottostimando spesso la situazione, altre invece causate da problemi fisici improvvisi, non necessariamente già preesistenti, e in questo caso ancor di più dovrebbe essere considerata con quella particolare ed immediata attenzione che giustifica l’allarme. Attento come sono a considerare i sintomi come qualcosa di molto personale e soprattutto non uguali per tutti, pur di fronte alle stesse situazioni (vedi “ Ammalato e malattia”), cercherò di riassumere nelle sensazioni sotto elencate quelle che, per gruppi, riassumono le varie condizioni acute che mi sono state riferite e alle quali ho cercato di dare risposta e soccorso immediato proprio in quanto rappresentano situazioni che devono essere rapidamente affrontate e risolte:

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Bimbo, animali domestici, asma e allergie respiratorie: i consigli dello pneumologo

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Una delle domande che, come specialista in malattie dei polmoni e dei bronchi, mi sento spesso rivolgere dai genitori di un bambino asmatico ( asma bronchiale allergico) o di un bambino con allergie respiratorie (vedi “Malattie allergiche delle vie aeree” – “Pollinosi” – “Rinite allergica”), consiste nell’opportunità di regalare un cucciolo di animale di una qualsiasi specie al proprio figlio (cane, gatto o altro). I bimbi, spesso insistenti nel richiedere la compagnia di un piccolo amico peloso, non considerano il fatto che, nel caso in cui siano affetti da asma bronchiale allergico o da forme allergiche respiratorie , pur avendo lo stesso diritto a divertirsi dei bambini che non soffrono di disturbi respiratori, sono soggetti ad una serie di restrizioni e di considerazioni indispensabili a salvaguardarne la salute respiratoria e non solo.

Per quanto, per certi aspetti del problema, non esista una visione univoca da parte degli pneumologi e degli allergologi, specie in età pediatrica, sul tema delle allergie respiratorie e dell’esposizione del paziente all’allergene animale, ritengo utile fare alcune osservazioni relative ai punti sui quali mi sembra esista una certa convergenza di vedute.

Ritengo personalmente importante che il paziente asmatico sia a conoscenza del fatto che:

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Tumore del polmone: diagnosi precoce non invasiva con il test del respiro (breath test)

 tumore polmoni diagnosi test respiro

E’ noto da sempre che la miglior strategia per battere il tumore maligno del polmone consista in una sua precoce individuazione, quando ancora le dimensioni limitate consentono un trattamento chirurgico radicale in molti casi risolutivo. Purtroppo, invece, capita il più delle volte che il tumore polmonare si presenti, già avanzato e comunque di dimensioni tali da non poter più essere completamente asportabile chirurgicamente, con dispnea (disagio respiratorio), tosse persistente, dolore toracico o emoftoe (emissione di sangue dalla bocca con i colpi di tosse) (vedi “Gli esami per individuare le malattie respiratorie e i tumori polmonari e pleurici”). Spesso in questi casi il quadro radiologico del torace dimostra, sin dall’esordio, un’estensione del tumore incompatibile con una reale possibilità di completa guarigione.

Fino ad ora una delle possibilità diagnostiche più precoci era offerta dalla TAC spirale del torace cosiddetta “a bassa intensità” (esposizione del paziente a una bassa dose di radiazioni), senza mezzo di contrasto, che consentiva di intercettare la neoplasia maligna polmonare in una fase ancora non avanzata. Questa sembrava particolarmente vantaggiosa per i soggetti esposti ad aumentato rischio di svilupparla (fumatori ed esposti a inquinanti urbani), quando ancora non erano presenti sintomi tali da far presumere la presenza del tumore polmonare. Tale possibilità, tuttavia, per quanto in grado di offrire una possibilità di diagnosi precoce, doveva fare i conti con i rischi impliciti nella periodica e ripetuta esposizione nel tempo alle radiazioni che tale tipo di esame richiedeva per essere efficace nel caso di un sua iniziale negatività. Oltre al fatto che la pratica routinaria della TAC consentiva di individuare, specie nel fumatore, tutta una serie di piccole lesioni del polmone spesso non evolutive, che mai si sarebbero potute individuare con un metodo dotato di minor definizione ma non necessariamente a rischio di progressione, aprendo il grande dubbio di dover intervenire, con tutti i rischi operatori correlati, su lesioni inattive o dotate di scarsissima pericolosità evolutiva. La TAC spirale è stata ultimamente molto rivalutata, soprattutto dopo aver osservato che la mortalità complessiva per tumore polmonare nel gruppo dei pazienti controllati e in quello dei soggetti non sottoposti a tale tipo di periodico controllo, era praticamente quasi sovrapponibile!

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Farmaci che possono provocare asma o causare danni ai polmoni e alla funzione respiratoria

farmaci problemi polmonari e asma

Esistono diversi farmaci, alcuni dei quali di uso comune, che possono provocare asma bronchiale o essere responsabili di danni all’apparato respiratorio. Ricordo, a tal proposito, come le due principali manifestazioni polmonari da farmaci consistano nella malattia interstiziale del polmone (pneumopatia interstiziale con infiltrazione dell’interstizio polmonare da parte di cellule infiammatorie), che può evolvere fino alla fibrosi polmonare, e nella polmonite eosinofila, consistente in un’infiammazione acuta del polmone con importante presenza di cellule eosinofile. Non infrequenti sono, altresì, le possibili crisi asmatiche, indotte da farmaci molto spesso insospettabili per il paziente.

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Si può vivere con un solo polmone?

vivere con un solo polmone

E’ possibile vivere con un polmone solo?” – “Si può vivere anche senza un polmone?” – “Se mi tolgono un polmone cosa succede? Respiro lo stesso anche solo con l’altro?”. Questa e altre domande simili mi sono state rivolte, negli anni, dai miei pazienti in occasione della necessità di doversi sottoporre ad intervento di asportazione di un intero polmone (pneumonectomia) o anche solo di una sua parte (lobectomia e resezioni atipiche) per la presenza di un tumore maligno del polmone. Non solo il tumore polmonare maligno, tuttavia, può giustificare un intervento demolitivo di questo tipo, in quanto ci sono condizioni non tumorali, quali ad esempio le gravi forme bronchiectasiche suppurative prevalenti in un polmone, che possono prevederlo (solitamente lobectomia) tra le opzioni terapeutiche. Togliere un polmone non è certamente cosa da poco, ma ciò che si deve sempre tener presente è il fatto che, nel momento in cui si decida per questo tipo d’intervento, si devono soprattutto prendere in considerazione non solamente i rischi chirurgici legati all’atto operatorio, quanto invece i rischi che si correrebbero a non togliere il polmone in presenza di un tumore maligno trattato magari con soluzioni meno radicali ma al contempo meno efficaci (radioterapia o chemioterapia non come utile integrazione con la chirurgia, ma alternativi all’intervento solo per paura).

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