Asma, BPCO e obesità: il parere dello pneumologo

obesità asma bpco

La ben nota attenzione dedicata dalla classe medica al controllo del sovrappeso dei propri pazienti, sembra adattarsi molto bene anche alle malattie dei bronchi e dei polmoni e tra queste alle malattie ostruttive delle vie aeree, comprendendo sotto tale definizione sia l’asma bronchiale, sia la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Esse corrispondono a due realtà della patologia bronchiale e polmonare aventi in comune il fatto di risentire negativamente del peso eccessivo, in quanto lo stesso peggiora sia la dispnea (difficoltà respiratoria), sia i parametri funzionali respiratori rilevabili con la spirometria. Si può dire che non esista quadro clinico di asma e di BPCO che si mantenga in buon compenso respiratorio se il paziente è obeso.

L’asma in pazienti obesi, o comunque in sovrappeso, si dimostra più difficilmente controllabile con i farmaci e la quantità degli stessi necessaria per avere ragione dei sintomi (tosse, dispnea, sibilo espiratorio e senso di costrizione al petto) diventa talora molto superiore a quella che il paziente richiederebbe se solo fosse di peso normale. Ecco perché il primo passo per una corretta terapia della malattia, prima ancora della terapia farmacologica, consiste in un adeguato piano dietetico che consenta al paziente di riguadagnare, attraverso una dieta personalizzata, quel corretto peso corporeo indispensabile per un risultato soddisfacente ma soprattutto stabile della patologia asmatica.

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Viaggiare con l’asma: anche in aereo ed in nave? I consigli dello pneumologo

viaggiare con asma in aereo o nave 

Prima d’intraprendere un viaggio, nel caso in cui si soffra di asma bronchiale e specialmente di asma allergico, ritengo sia utile tener conto di una serie di cose importanti per ridurre al massimo le possibilità di avere problemi, specie nel caso in cui ci si trovi in luoghi distanti da casa nei quali potrebbe essere meno agevole poterli risolvere.

Con le dovute accortezze, infatti, la malattia asmatica non dovrebbe rappresentare un problema tale da impedire, a chi ne è affetto, di attendere alle normali occupazioni di tutti, e tra queste anche alla possibilità di godersi piacevolmente una vacanza, ma qualche attenzione è d’obbligo. Godersi le vacanze viaggiando o spostarsi per lavoro, infatti, (vedi anche “Asma allergico e luogo di vacanze: i consigli dello pneumologo ”) non è precluso a chi soffra d’asma, a patto che ci si organizzi soprattutto in relazione al fatto che la malattia potrebbe talvolta riconoscere momenti di scompenso respiratorio imprevedibile, con tutti i sintomi disturbanti che, chi è asmatico, ben conosce (tosse, dispnea (difficoltà respiratoria), respiro sibilante e senso di costrizione al torace) e che vissuti lontano dai luoghi sicuri di sempre spaventano il paziente.

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Asma, cortisone, bambini e rischio crescita: i consigli dello pneumologo

cortisone asma bambino e crescita

Troppo spesso ho notato, nel corso della mia attività professionale di specialista pneumologo, la tendenza dei genitori di un bambino asmatico a spostare il problema dalla malattia (l’asma bronchiale), ai pericoli che comportano alcuni farmaci impiegati per la cura della stessa, come se questi avessero la priorità rispetto alla serietà dell’asma spesso non sufficientemente percepita. E tra questi, il primato della demonizzazione spetta sicuramente al cortisone. Dato per scontato che il cortisone bene non fa, è vero anche il fatto che questo farmaco si prescrive non certamente ai sani! Il cortisone, nei casi in cui se ne consigli l’uso, è un farmaco dotato di una potentissima azione antinfiammatoria, molto più attiva rispetto a qualsiasi altro antinfiammatorio noto al grande pubblico. Se si tiene conto che non vi è possibilità alcuna di gestire adeguatamente l’asma senza controllare lo stato infiammatorio dei bronchi, in quanto i bronchi infiammati impediscono il controllo della patologia asmatica fin tanto che rimangono tali, ecco spiegate le ragioni di una terapia, quella cortisonica, che specialmente in occasione di crisi intense o di scompensi della malattia diviene indispensabile.

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Asma bronchiale e bronchite asmatica nei bambini: il parere dello pneumologo

 bambini asma bronchiale bronchite asmatica

L’asma bronchiale, specie quello allergico, viene talvolta confuso nel bambino più piccolo con un’altra condizione avente in comune con l’asma l’ostruzione dei bronchi provocata, in parte, dai secreti prodotti (muco bronchiale), in parte dal rigonfiamento infiammatorio della loro parete e per ultimo dal broncospasmo, intendendosi con tale termine uno spasmo (contrazione) dei muscoli della parete dei bronchi che, riducendone il calibro, rende più difficoltoso il passaggio dell’aria al loro interno durante la respirazione.

Questa seconda condizione, spesso definita erroneamente “asma bronchiale” o “asma allergico” vero e proprio (sovrastima diagnostica) (vedi anche “Malattie allergiche delle vie aeree” e “Pollinosi”), corrisponde invece alla bronchite asmatica o asma infettivo, simile all’asma per gli aspetti di cui sopra, ma profondamente diversa per le implicazioni terapeutiche e prognostiche che ad essa si accompagnano. La bronchite asmatica (asma infettivo), infatti, è una particolare condizione che nasce come una comune bronchite (vedi anche “Bronchite acuta e cronica”), con tutte le caratteristiche proprie di tale situazione:

  • infiammazione dei bronchi dovuta all’inalazione di sostanze irritanti o a infezione dei bronchi da parte di agenti microbici virali (virus) o batteri
  • febbre da modesta a elevata
  • tosse che può durare anche per diversi giorni o settimane dopo la risoluzione dell’infezione bronchiale
  • dolore al petto
  • espettorazione mucosa (catarro chiaro) o mucopurulenta (catarro colorato), segno quest’ultimo della presenza di batteri
  • facile affaticabilità

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Asma psicosomatico: il parere dello pneumologo e dello psicoterapeuta

 asma psicosomatico

Come pneumologo, specialista in malattie dell’apparato respiratorio, e come psicoterapeuta, specialista in psicoterapia cognitiva, ho piacere ad esprimere un parere su di una patologia troppo spesso ignorata o sottostimata, in realtà ben presente e non così difficile da incontrare in chi soffre d’asma: l’asma bronchiale psicosomatico.

L’asma bronchiale (vedi anche “Asma bronchiale: malattia da conoscere”) consiste in una malattia respiratoria molto spesso allergica (vedi “Pollinosi” e “Malattie allergiche delle vie aeree”), facilitata da una particolare tendenza dei bronchi ad andare incontro a broncospasmo (vero e proprio spasmo muscolare) definita iperreattività bronchiale aspecifica, caratterizzata da infiammazione e da ostruzione bronchiale, in grado di provocare crisi asmatiche con difficoltà respiratoria (dispnea), tosse secca e insistente, sibilo espiratorio (vedi anche “Sento un fischietto quando respiro! Che cos’è?”) e senso di oppressione al torace.

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