Tosse e sangue dalla bocca: è sempre tumore?

tosse e sangue dalla bocca

Una delle situazioni che più classicamente portano le persone a rivolgersi allo specialista pneumologo è rappresentata dall’improvvisa emissione, con la tosse, di sangue dalla bocca, tanto più quando ciò avviene in pieno benessere. Poche condizioni sono in grado di allarmare tanto, fino al punto di creare panico, come il trovarsi all’improvviso a tossire sangue. La prima cosa che molti sono portati a pensare è “Eccoci! Questa volta tocca a me!”. Il catastrofismo impera e le conclusioni alle quali spesso si giunge sono senza appello. Per fortuna non è sempre il peggio immaginabile ciò che ci sta capitando, anche se una necessaria dose di prudenza è d’obbligo e la valutazione clinica, vista anche la posta in gioco, è materia specialistica e non certo del “fai da te”. La situazione di cui parliamo si chiama emottisi e corrisponde all’emissione, con la tosse, di sangue dalla bocca proveniente dalle vie aeree (trachea, bronchi e polmoni). Una condizione analoga, per quanto leggermente diversa, definita emoftoe, consiste nell’emissione con la tosse di secreto mucoso (catarro) all’interno del quale sia presente sangue. Le due situazioni differiscono, pertanto, sostanzialmente non tanto per il sangue (presente in entrambe i casi), quanto per la contemporanea presenza o assenza di secreto catarrale. E fondamentale non confondere le due precedenti condizioni con l’ematemesi, che corrisponde, invece, all’emissione di sangue dalle vie digerenti, con o senza un episodio di vomito ma soprattutto in assenza di tosse.

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Inquinamento urbano e cancro polmonare

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In modo particolare per coloro che abitano le inquinate realtà urbane del nord e tra queste Torino, risultata la più inquinata città d’Italia secondo la classifica 2013 stilata da Legambiente, appaiono di grande interesse scientifico le conclusioni dello studio ESCAPE ( European Study of Cohortes for Air Pollution Effects) coordinato dall’Università di Utrecht (Olanda) e condotto in numerosi paesi europei tra i quali l’Italia (Istituto Nazionale dei Tumori di Milano), pubblicate sulla prestigiosa rivista europea Lancet Oncology. Lo studio ha preso in considerazione l’osservazione di centinaia di migliaia di persone di entrambi i sessi per un periodo di circa 13 anni. Di queste, 2095 hanno manifestato, nel corso del periodo studiato, la comparsa di un tumore maligno polmonare (vedi anche “ Tumore ai polmoni e ai bronchi”) e confrontando i soggetti colpiti da tumore con i livelli di inquinamento urbano dell’aria prodotto dalle emissioni degli impianti di riscaldamento domestico, dalle attività industriali e dai motori a scoppio (presenza nell’aria di polveri sottili come particolato PM10 e PM2.5 al di sopra di valori soglia ritenuti pericolosi per la salute), si è avuta conferma della grave situazione di rischio alla quale sono esposti gli individui costretti a respirare aria contenente elevate quantità di inquinanti.

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Vaccino antinfluenzale 2014: 5 morti. Il vaccino per l'influenza è sicuro?

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In questo mese di novembre 2014, il fatto di cronaca relativo ai cinque casi di morte sospetta avvenuti a 48 ore di distanza dalla somministrazione di una dose di vaccino antinfluenzale Fluad della Novartis Vaccines and Diagnostics S.r.l., appartenenti ai lotti 142701 e 143301, comporterà per me il dovermi confrontare, nel corso della mia attività professionale di specialista in pneumologia presso il mio studio di Torino, talora anche solo per rassicurazioni telefoniche di pazienti impauriti, con un problema che ritengo non di poco conto. Non solamente io, ma tutti noi pneumologi, operando per garantire ai pazienti che seguiamo il massimo della sicurezza con il minimo dei rischi, ci troveremo costretti, visto l’accaduto, a dover dare consigli e rassicurazioni nel corso della campagna vaccinale antiinfluenzale in atto. Tra i pazienti che curiamo, molti di essi sono affetti da bronchite cronica, da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), da enfisema polmonare o da malattie respiratorie croniche con o senza insufficienza respiratoria cronica, tutte condizioni che prevedono la prudenziale somministrazione di vaccino antiinfluenzale al di fuori dei casi di esclusione dalla stessa per concomitanti condizioni cliniche che la controindichino.

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Attività fisica e benessere respiratorio: i consigli dello pneumologo

 attività fisica e benessere respiro

E’ noto a tutti come il mettere in moto il fisico implichi un automatico e spontaneo adeguamento della frequenza respiratoria alla quantità di movimento che compiamo. Ed è noto anche il differente modo che ognuno di noi ha di percepire il modificarsi del respiro nel momento in cui si appresta ad un impegno fisico. Un soggetto allenato percepirà le mutate condizioni del suo respiro come normali e non disturbanti, mentre una sensazione generale di disagio respiratorio anche intenso (dispnea) si impadronirà di chi, poco allenato, percepirà l’atto respiratorio come assai patito e faticoso, ma soprattutto difficilmente sostenibile nel tempo. Respiro e movimento sono quindi due dimensioni indissolubili e strettamente dipendenti. Non c’è atto fisico che non perturbi il modo che abbiamo di respirare, ma d’altra parte non c’è miglior modo per giungere al benessere respiratorio se non attraverso un sano, costante ed equilibrato esercizio fisico. Ciò vale anche per quelle persone che, affette da malattie respiratorie croniche (broncopneumopatia cronica ostruttiva, asma bronchiale, bronchite cronica, enfisema polmonare, ecc.), vedano ridotte le loro performance fisiche in virtù della precocità d’insorgenza della sensazione di fatica e di dispnea in occasione di prestazioni fisiche talvolta anche limitate. Mantenere il fisico in attività, attraverso un programma dedicato e personalizzato di attività motoria, aiuta ad allenarlo progressivamente fino al punto di ridurre le fastidiose sensazioni respiratorie conseguenti al movimento. Non c’è respiro faticoso o patologico che non incida sulle nostre capacità di movimento e di piacevole socializzazione, conducendo talora il paziente affetto da forme respiratorie croniche all’immobilità imposta dall’insufficienza respiratoria, momento estremo delle malattie croniche bronchiali e polmonari. Ma non c’è malattia respiratoria cronica che non sia in grado di trarre beneficio da un corretto e adeguato programma di training respiratorio.

Consiglierei, quindi, di tener presenti i seguenti punti:

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Mio marito russa! Che cosa posso fare?

Marito che russa. Quale è il problema?

E’ una domanda che più di una volta mi sono sentito rivolgere, nel corso della mia attività specialistica di pneumologo nel mio studio di Torino, da parte di mogli esasperate per il russare del marito durante il riposo notturno. Riposo, peraltro, continuamente disturbato da risvegli nel caso del coniuge, e praticamente impossibile per la consorte, condannata ad una veglia imposta dal rumore insopportabile generato dalle fauci dell’incolpevole partner.

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