Pneumologia e aderenza alle cure nelle malattie respiratorie: i consigli dello pneumologo

aderenza alle cure pneumologiche

Anche gli pneumologi dell’area di Torino hanno potuto recentemente prendere visione della campagna denominata “Le 3C di aderenza – Consapevolezza, Correttezza, Costanza”, patrocinata dalla Società Italiana di Medicina Respiratoria (SIMER) e dalla Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC), presentata a Milano l’11 novembre 2014. Tale piano di tutela della salute pubblica si prefigge di migliorare l’aderenza alle cure, riducendo gli errori di assunzione delle terapie, per quei 7,5 milioni d’italiani affetti da malattie respiratorie croniche quali asma bronchiale, bronchite cronica, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) ed enfisema polmonare.

E’ allarmante notare come più della metà dei pazienti con queste patologie croniche, e sottolineo come sia implicito nel termine “cronico” il fatto che tali malattie siano destinate a non guarire mai completamente, potendo invece essere curate con efficacia a patto che si rispettino le terapie prescritte dallo specialista, sia affetto dalla malattia per dodici mesi all’anno ma tenda a curarsi per meno di 6 mesi, scendendo ancor di più nella fascia dei giovani sotto i 14 anni. In questa fascia d’età, infatti, si tende a non proseguire il trattamento oltre l’anno di terapia e circa sei su dieci adolescenti rifiutano del tutto di assumere la terapia prescritta, mentre il 60% circa degli anziani rispetta la terapia prescritta per non più di due mesi all’anno! Peccato, tuttavia, che un tale comportamento sia poi responsabile di un quarto delle riacutizzazioni delle varie forme croniche respiratorie e sia causa di sei su dieci ricoveri in ospedale per difficoltà respiratoria ( insufficienza respiratoria).

Ben venga, quindi, una campagna che promuova una vera e propria educazione dei pazienti al rispetto delle cure e soprattutto, come già scrivevo in un articolo precedentemente pubblicato (“ Asma e malattie respiratorie ostruttive: corretto uso delle bombolette e dei “device” a polvere secca nella cura”), che istruisca quei circa 3,5 milioni di pazienti che non si curano o che lo fanno in modo approssimativo e insufficiente a garantire il corretto controllo dei sintomi sul lungo periodo, al corretto uso degli inalatori e dei device (dispositivi) atti a consentire l’inalazione dei farmaci broncodilatatori e antinfiammatori.

Gli errori più frequentemente riscontrati nei pazienti sono più spesso riconducibili a:

  • Convinzione del paziente che la terapia prescritta sia inadeguata o esagerata rispetto alle reali necessità personali di curare la propria malattia (Consapevolezza: è la prima delle 3 “C” della campagna), specie in periodi in cui l’assenza dei sintomi induce erroneamente a pensare che la malattia sia “passata”! (è solo ben curata! Proprio per questo la cura va proseguita per evitare di ricadere!). Divenire consapevoli, inoltre, della serietà delle malattie respiratorie croniche, consente di non sottovalutare le possibili conseguenze delle stesse, accettando le terapie continue non come un ”di più” ma come un “indispensabile”.
  • Mancata comprensione delle cure prescritte, in termini di dosaggi, frequenza di somministrazione dei farmaci e soprattutto dell’indispensabilità della cura prescritta! In questo caso non infrequentemente la responsabilità è dei “prescrittori”, spesso assorbiti da una moltitudine di necessità burocratiche che purtroppo tolgono tempo al colloquio con il paziente o lo rendono eccessivamente frettoloso, specie se rapportato alle capacità tecniche di comprensione dell’ammalato spesso non ottimali.
  • Dimenticanza dell’assunzione della terapia per esigenze lavorative o sociali e sospensione impropria della terapia nel fine settimana per dimenticanza dei farmaci a casa nel corso del week end.
  • Negli adolescenti si assiste spesso a un vero e proprio completo rifiuto della cura, specie se la stessa viene percepita come un obbligo, conseguenza di una più generale contestazione di tutto ciò che a quell’età rappresenti autorità o imposizione.
  • Correttezza, quindi, e Costanza nell’assumere la terapia prescritta, specie nel caso dell’asma dei bambini. Un altro degli errori più frequenti, infatti, è commesso dai genitori che spesso tendono ad autoridurre la terapia dei loro figli, preoccupati più degli improbabili effetti negativi delle cure piuttosto che dei sicuri danni di una malattia mal curata. O ancora a responsabilizzare eccessivamente i loro bimbi, spesso troppo piccoli per gestire in proprio la corretta somministrazione della terapia.
  • L’anziano, ancora, con le sue distrazioni e le sue dimenticanze sempre più frequenti, oltre alla necessità di dover assumere contemporaneamente farmaci diversi per la concomitanza di più patologie, può dimenticare l’assunzione della terapia o fare lo “sconto” alla stessa “….perchè prendo già tante medicine! ….”, rischiando in questo modo di dover fare ricorso alle cure ospedaliere in occasione di scompensi infettivi ben diversamente superabili se solo si fosse rispettata la costante somministrazione dei farmaci prescritti (specie quelli assunti per via inalatoria).

I consigli che mi sento quindi di dare ai pazienti che abbiano una malattia respiratoria cronica che necessiti di essere trattata con continuità, anche e soprattutto una volta raggiunto il controllo dei sintomi (compenso in compenso clinico), in relazione agli errori più facilmente compiuti sopra descritti, possono essere i seguenti:

  • Richiedere al proprio medico e allo specialista pneumologo dal quale si è seguiti, tutte le informazioni necessarie a comprendere bene significati, limiti, rischi e possibilità di cura della malattia respiratoria dalla quale si è affetti. Una corretta informazione è la base per potere successivamente organizzare, prima di tutto nella testa, il più efficace ed adeguato piano di cura una volta ben compresa ed accettata la malattia.
  • Richiedere espressamente assistenza allo specialista pneumologo per imparare a usare i dispositivi inalatori del commercio (device) nel modo più corretto possibile, al fine di garantire la migliore somministrazione dei medicamenti inalatori. Oltre a ciò, ritengo indispensabile creare una sorta di vero e proprio automatismo nella somministrazione della terapia, individuando tempi della giornata e luoghi della casa fissi dove rendere visibili i farmaci, riducendo in questo modo il rischio di dimenticare la costanza e la precisione nelle somministrazioni.
  • Esprimere allo specialista tutti i dubbi relativi alle cure croniche per sé e per i propri figli, nel caso dei genitori dei piccoli asmatici, in modo tale da trovare nello specialista quelle risposte più scientifiche e corrette che consentono di ridurre i rischiosi comportamenti di abbandono o riduzione della cura, spesso generati dall’ascolto dalle molto meno scientifiche risposte suggerite dalle proprie ansie.

 Dott. Enrico Ballor

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immagine copyright depositphotos\Atan

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