Vaccino antinfluenzale 2014: 5 morti. Il vaccino per l'influenza è sicuro?

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In questo mese di novembre 2014, il fatto di cronaca relativo ai cinque casi di morte sospetta avvenuti a 48 ore di distanza dalla somministrazione di una dose di vaccino antinfluenzale Fluad della Novartis Vaccines and Diagnostics S.r.l., appartenenti ai lotti 142701 e 143301, comporterà per me il dovermi confrontare, nel corso della mia attività professionale di specialista in pneumologia presso il mio studio di Torino, talora anche solo per rassicurazioni telefoniche di pazienti impauriti, con un problema che ritengo non di poco conto. Non solamente io, ma tutti noi pneumologi, operando per garantire ai pazienti che seguiamo il massimo della sicurezza con il minimo dei rischi, ci troveremo costretti, visto l’accaduto, a dover dare consigli e rassicurazioni nel corso della campagna vaccinale antiinfluenzale in atto. Tra i pazienti che curiamo, molti di essi sono affetti da bronchite cronica, da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), da enfisema polmonare o da malattie respiratorie croniche con o senza insufficienza respiratoria cronica, tutte condizioni che prevedono la prudenziale somministrazione di vaccino antiinfluenzale al di fuori dei casi di esclusione dalla stessa per concomitanti condizioni cliniche che la controindichino.

Ricordo come i portatori di malattia respiratoria cronica siano pazienti decisamente a rischio di complicanze, talora anche mortali, nel caso in cui contraggano il virus influenzale, in quanto l’accentuarsi di tosse, catarro bronchiale, dispnea (difficoltà respiratoria), broncospasmo negli asmatici e di episodi di polmonite e broncopolmonite, possono spesso aprire la strada all’insufficienza respiratoria acuta, con inevitabile aggravamento della situazione clinica generale e della situazione respiratoria in particolare. La prudenza con la quale la stesse AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha consigliato di non vaccinare con confezioni di vaccino appartenenti ai due lotti incriminati, assolutamente condivisibile, non deve tuttavia portare ad assumere comportamenti terroristici di demonizzazione della pratica vaccinale contro una malattia che provoca, nei soggetti cronici non vaccinati, 8000 morti all’anno per le complicanze derivanti dalla stessa.

Ben venga, allora, la prudenza, ma prima di lasciarsi trasportare da conclusioni tanto affrettate quanto davvero poco scientifiche, si continui a vaccinare con serenità con vaccini che non provengano da tali lotti, confidando nel fatto che, stabilito che per il momento non è stato dimostrato un reale nesso di causa-effetto tra la somministrazione del vaccino proveniente dai due lotti e i cinque casi mortali, è al contrario facilmente dimostrabile l’elevata mortalità di soggetti cronici non vaccinati nel caso in cui gli stessi contraggano l’infezione influenzale.

 Dott. Enrico Ballor

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immagine copyright depositphotos\monkeybusiness

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