Polmonite e Broncopolmonite

polmonite

Che cos’è la polmonite?

Con il termine polmonite si definisce una malattia infiammatoria del polmone dovuta ad infezione microbica (virus, batteri o miceti) o secondaria ad irradiazione dello stesso in corso di radioterapia per tumori (tumore polmonare e mammario, linfomi del torace, ecc.). Con il termine broncopolmonite, invece, s’intende unicamente specificare il concomitante coinvolgimento dei bronchi all’evento infettivo-infiammatorio responsabile della polmonite e per questo motivo, nel presente testo, si farà riferimento alla sola polmonite. La polmonite microbica colpisce più facilmente soggetti immunologicamente più fragili, quali:

  • neonati
  • anziani (età superiore a 65 anni)
  • pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e soggetti portatori di patologie respiratorie croniche quali asma bronchiale, bronchite cronica, bronchite bronchiectasica, enfisema e fibrosi polmonare
  • pazienti immunodepressi per AIDS
  • portatori di tumori maligni
  • pazienti in chemioterapia per tumori
  • pazienti in trattamento cronico con cortisonici,
  • cardiopatici
  • portatori di malattie croniche renali
  • diabetici
  • tossicodipendenti
  • alcoolisti
  • soggetti sottoposti ad asportazione della milza per malattie ematologiche

La presenza di una mortalità ancora elevata nonostante le terapie antibiotiche giustifica una politica preventiva nelle persone a rischio più che non la semplice cura dei soggetti colpiti.

Qual è la causa della polmonite?

cause della polmoniteSi è già detto come la causa più comune di polmonite sia rappresentata da quella microbica. La parte del polmone più frequentemente colpita dall’infiammazione è quella degli alveoli, cellette poste alla fine dei bronchi più piccoli all’interno delle quali avvengono gli scambi dei gas respiratori (ossigeno - O2 e anidride carbonica - CO2) (vedi anche “Insufficienza respiratoria e ossigenoterapia”). In tale sede possono giungere dall’esterno ( o attivarsi dall’interno in pazienti immunocompromessi) germi che iniziano a moltiplicarsi all’interno del polmone per una loro particolare aggressività o per incapacità dell’organismo a far fronte all’infezione sopraggiunta. In tal modo l’infiammazione che si determina causa la produzione di secreto catarrale infetto (pus) che tende a riempire gli alveoli polmonari in circoscritte porzioni del polmone (focolai), rendendo in questo modo sempre più difficili gli scambi respiratori fino alla comparsa di un’insufficienza respiratoria.

Quanti tipi di polmonite esistono?

In funzione della sede prevalente d’infezione, del germe responsabile e delle particolari modalità di trasmissione dell’infezione si possono identificare vari tipi di polmonite:

  • polmonite alveolare: colpisce gli alveoli polmonari ed è generalmente dovuta a batteri (frequente riscontro di Diplococcus pneumoniae o pneumococco)
  • polmonite interstiziale: colpisce l’interstizio polmonare (è la parte strutturale che costituisce l’ “impalcatura” del polmone) ed è più frequentemente secondaria ad infezione da parte di virus, Mycoplasma pneumoniae, Clamydia, Coxiella burneti e Bordetella pertussis
  • polmonite batterica: riconosce nei batteri la causa dell’infezione
  • polmonite virale: riconosce nei virus la causa dell’infezione
  • polmoniti da Pneumocystis carinii e Criptococcus neoformans: comuni nei pazienti immunocompromessi
  • polmonite tubercolare: dovuta alla presenza di Micobatterio della tubercolosi (bacillo di Koch), più frequente nei pazienti immunocompromessi
  • polmonite micotica o fungina: riconosce nei funghi (miceti) la causa dell’infezione ed è frequente nei pazienti immunocompromessi
  • polmonite comunitaria: colpisce gli ospiti di comunità sociali quali asili, scuole, luoghi di lavoro, ecc.
  • polmonite nosocomiale: colpisce i pazienti ricoverati in ospedale (più frequente nelle rianimazioni) ed è provocata dalla trasmissione di infezioni respiratorie tra pazienti ad opera di batteri già presenti nell’ambiente ospedaliero, spesso molto pericolosi in quanto resistenti a numerosi antibiotici
  • polmonite bilaterale: colpisce entrambi i polmoni
  • polmonite attinica: colpisce i pazienti sottoposti a radioterapia per tumori e non prevede la presenza di germi responsabili essendo conseguenza delle radiazioni ionizzanti sul polmone interessato
  • polmonite “ab ingestis”: nota anche come polmonite da aspirazione, colpisce pazienti con difetti della deglutizione e rigurgito, come capita di vedere negli esiti di ictus cerebrale, in caso di malattie neurologiche degenerative, negli alcoolisti, ecc.

Quali sono i sintomi della polmonite?

Spesso la polmonite rappresenta la complicazione di una comune infezione respiratoria delle alte vie aeree e può pertanto iniziare con sintomi non allarmanti, propri di tali quadri di malattia. Nel corso di una successiva evoluzione di questi quadri, la polmonite può presentarsi con i seguenti sintomi:

  • febbre che diviene più elevata
  • tosse insistente che non tende a ridursi nel corso dei giorni
  • dolore toracico nel corso degli atti respiratori (possibile complicazione pleuritica – vedi anche “Pleurite”) e durante gli accessi di tosse, con possibilità talora di riferire il dolore a livello dell’addome nel caso in cui la polmonite interessi le regioni più basse del polmone
  • dispnea (disagio a respirare) con respiro frequente e possibile respiro sibilante specie per le forme virali (forma asmatiforme)
  • stanchezza intensa
  • sudorazione
  • inappetenza
  • possibile comparsa di lesioni erpetiche sulle labbra (febbre del labbro)
  • espettorazione di catarro colorato con possibile presenza di sangue

batteri in 3d e crescita batterica 

Come si fa la diagnosi di polmonite?

La diagnosi di polmonite e sospettabile sulla base della storia clinica del paziente e dei sintomi riferiti, oltre che dal rilievo dei dati obiettivi nel corso della visita, tra i quali appare particolarmente suggestiva per infiammazione polmonare la presenza di rantoli crepitanti all’auscultazione del torace. La conferma diagnostica si ottiene attraverso una semplice radiografia del torace in due proiezioni. Tale esame diagnostico dimostra la presenza di un’area infiammatoria meno ventilata, all’interno della quale si rileva la presenza di secreto che tende a rendere l’immagine del polmone meno trasparente. In altri casi (polmonite interstiziale virale e da Mycoplasma pneumoniae) gli aspetti classici di presentazione dell’area polmonitica batterica lasciano il posto ad immagini di interessamento interstiziale del polmone. Gli esami del sangue possono presentare un aumento talora notevole del numero dei globuli bianchi (granulociti neutrofili nel caso della polmonite batterica e/o dei linfociti nel caso di quella virale), con indici generici di infiammazione di fase acuta talora molto elevati (VES, PCR, fibrinogeno, ferritina, α2-globuline, D-dimero). Un esame colturale praticato sull’espettorato emesso dal paziente, con eventuale antibiogramma (test che consente di definire la sensibilità a specifici antibiotici dopo aver isolato i batteri responsabili dell’infezione), permette di orientare in modo mirato la terapia antibiotica. Solo in casi particolari è possibile ricorrere ad una fibrobroncoscopia (esame endoscopico dei bronchi con broncoscopio flessibile a fibre ottiche), utile a consentire un’aspirazione dei secreti dal polmone sia a scopo terapeutico (detersione più approfondita del tessuto polmonare infetto) sia a scopo diagnostico (invio del materiale aspirato al laboratorio di microbiologia per l’esame colturale e per l’antibiogramma). Nel caso di pazienti appartenenti alle categorie maggiormente a rischio per lo sviluppo di polmonite si consiglia un rapido ricorso alla visita medica specialistica qualora, nel corso di infezioni delle alte vie aeree, compaiano sintomi come quelli prima elencati.

Come si cura la polmonite?

capsule di medicinaliLa terapia della polmonite batterica è rappresentata dalla terapia antibiotica, meglio se praticata in modo mirato sulla base di un antibiogramma una volta isolato il germe responsabile dell’infezione con l’esame colturale dell’espettorato. Tale terapia può essere condotta anche a domicilio, a patto di garantire un adeguato controllo clinico del paziente per evitare di ritardare impropriamente il ricovero in ambiente ospedaliero qualora dovesse tardare la risposta terapeutica all’antibiotico o sopraggiungessero complicanze tra le quali l’insufficienza respiratoria (vedi anche “Insufficienza respiratoria e ossigenoterapia”). Il paziente dovrà garantire di assumere la terapia antibiotica per tutto il periodo prescritto, senza interrompere il trattamento prima del tempo per evitare la comparsa di pericolose farmaci iniezioniresistenze batteriche. Sono consigliabili inoltre il riposo assoluto ed una adeguata assunzione di liquidi per bocca (vedi anche l’articolo “Acqua: la migliore terapia mucolitica”). Le forme asmatiformi trarranno vantaggio dalla somministrazione di farmaci ad azione broncodilatatrice. Nel caso della polmonite virale la terapia sarà rappresentata dall’aciclovir o dal ganciclovir (nel caso di polmonite da virus erpetico), e da terapia generale di sostegno, mentre per le polmoniti micotiche (funghi) la terapia sarà a base di itraconazolo, voriconazolo o posaconazolo, fino al ricorso all’anfotericina-B e alla caspofungina nel caso di polmonite micotica grave (aspergillosi polmonare) in pazienti immunocompromessi. Tenuto conto del fatto che la polmonite rappresenta spesso una complicanza dell’infezione da virus influenzale, la vaccinazione stagionale antiinfluenzale è vivamente consigliata nel caso di pazienti appartenenti alle categorie a rischio.

 Dott. Enrico Ballor

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