Broncogramma aereo nella radiografia e nella TAC del torace: il parere dello pneumologo

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Può capitare di leggere, nel referto di una radiografia del torace in cui sia presente un “addensamento polmonare” (vedi “Macchia sul polmone: che cos’è? E’ sempre tumore?”), descrizioni relative all’esistenza di un “ broncogramma aereo” all’interno dell’area interessata da tale condizione “addensativa” del polmone. Lo stesso vale, naturalmente, nel caso di immagini ottenute con la TAC del torace, nelle quali si documenti la presenza della stessa situazione radiologica. Vediamo, dunque, il significato di questo particolare modo di presentarsi della lesione radiopaca polmonare, cercando di coglierne il significato diagnostico finalizzato ad un corretto orientamento clinico-terapeutico.

Ogni qual volta si determini, all’interno del tessuto polmonare, la comparsa di un “qualcosa” di solitamente non presente in condizioni normali, sia esso un liquido quale un “trasudato” sieroso, del sangue, secreti ghiandolari o essudati infiammatori, o solido, quale un tessuto infiltrativo di natura infiammatoria o tumorale o un corpo estraneo penetrato dall’esterno nelle vie aeree, è caratteristica comune di tutti questi “ospiti inconsueti” il presentarsi attraverso aree radiologiche di diversa forma ed estensione di minor trasparenza, definite “addensamenti”. In alcuni casi tali aree polmonari più compatte si presentano omogenee in ogni loro parte; in altri, invece, all’interno dell’area genericamente “più addensata”, si possono notare aree di diversa radio-trasparenza. Tra questi gli addensamenti che, mantenendosi integra la pervietà dei bronchi, si manifestano radiologicamente con la particolare caratteristica di essere meno radiotrasparenti ma a disegno bronchiale conservato. E’ possibile, cioè, notare all’interno della zona più radiopaca, il disegno bronchiale che spicca per contrasto più trasparente, mantenendosi i bronchi normalmente pieni d’aria e giustificando in questo modo la dizione di “broncogramma aereo” ( disegno bronchiale visibile per contrasto in quanto i bronchi sono pieni d’aria).

Vediamo, allora, in quali situazioni clinico-radiologiche è possibile la presenza o l’assenza del broncogramma aereo, e quale significato pratico esso rivesta in campo diagnostico.

  • Polmonite e broncopolmonite: in caso di polmonite microbica, specie se batterica, (infiammazione polmonare), è tipica la presenza radiologica del broncogramma aereo, che conferma l’interessamento infiammatorio del solo spazio alveolare “addensato” (essudato infiammatorio che stipa gli alveoli polmonari), lasciando i bronchi integri e aerati al loro interno in quanto privi di secreti infiammatori. Diversa è invece la situazione radiologica nel caso in cui coesista un interessamento infiammatorio non solamente degli alveoli ma anche dei bronchi (broncopolmonite), caso in cui non è più possibile apprezzare, nel contesto dell’addensamento infiammatorio, l’immagine conservata dei bronchi. Invito, quindi, a non fare confusione tra presenza o assenza del broncogramma aereo e conferma o esclusione di una patologia infiammatoria acuta polmonare (polmonite).
  • In molti casi di polmonite organizzata criptogenetica (vedi “COP, BOOP, bronchiolite obliterante e polmonite organizzata”), è frequente la presenza di broncogramma aereo che conferma l’interessamento infiammatorio dello spazio alveolare con conservazione della pervietà dei bronchi, per lo meno di quelli non di calibro più fine (bronchioli più periferici).
  • Tumori maligni del polmone (vedi ” Tumore ai polmoni e ai bronchi”): in presenza di lesioni tumorali maligne del polmone, l’invasione del tessuto polmonare sano da parte del tumore ed il sovvertimento della struttura interna dei bronchi conseguente alla loro invasione causata dalla progressiva espansione della massa tumorale, rende ragione del fatto che gli addensamenti radiologici dichiarativi di un tumore polmonare siano molto spesso privi di broncogramma aereo.
  • Carcinoma bronchiolo-alveolare: se la presenza del broncogramma aereo è segno della conservazione dell’integrità della struttura bronchiale e della sua fisiologica aerazione, generalmente più indicativa di una patologia infiammatoria polmonare piuttosto che di una malattia tumorale del polmone, è vero anche che un particolare tipo di tumore maligno polmonare, il carcinoma bronchiolo-alveolare, può frequentemente manifestarsi, specie all’inizio, con addensamenti polmonari che possono rispettare per un certo tempo la struttura bronchiale e che, come tali, presentano il classico broncogramma aereo nel contesto delle lesioni neoplastiche iniziali.

Attenzione, quindi, proprio per ciò che ho detto sopra e per gli esempi fatti, a non prendere la presenza di un broncogramma aereo nel contesto di una lesione radiologica addensante polmonare per sicuro segno di benignità dell’addensamento o, viceversa, a temere il peggio di fronte ad una sola sua assenza. La radiografia (o la TAC) del torace è solo uno tra i tanti strumenti che assistono e orientano lo specialista pneumologo nel corso del processo diagnostico che porta a chiarire la natura del problema presentato dal paziente.

La diagnosi corretta emerge solitamente dall’intelligente integrazione dei dati derivanti dai vari esami clinici ai quali il paziente si sottopone (vedi “Esami per malattie respiratorie e tumori polmonari e pleurici”), anche e soprattutto gestita da quell’indispensabile ingrediente scientifico che è l’esperienza clinica dello specialista. Come già ho più volte sottolineato in altri articoli pubblicati nel presente sito, avente una finalità scientifica orientativa, culturale e divulgativa, non ci si sostituisca mai all’intervento del medico esperto nel tentativo di comprendere il motivo del proprio “stare male”, ma ci si affidi invece alla sua competenza che, abituata a prestare attenzione non ad un solo dato ma a più elementi diagnostici utili solo a patto di essere considerati insieme, saprà trovare la miglior risposta ai numerosi dubbi del paziente.

 Dott. Enrico Ballor

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