Le immagini a “vetro smerigliato” e il “polmone ad alveare” nella TAC, spiegati dallo pneumologo

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Definizioni del tipo “ground glass” (“a vetro smerigliato) e “honeycomb lung” ( polmone ad alveare” o “polmone a nido d’ape), appartenenti alla letteratura medica anglosassone e riscontrabili talvolta nei referti delle TAC del torace, specie di quelle ad alta definizione ottenibili senza la necessità di ricorrere al mezzo di contrasto iodato non ionico (HRCT-Torace senza m.d.c.), creano in non pochi casi inquietudine negli ignari pazienti che, non essendo in grado di attribuire loro un significato “leggibile”, rimangono ben lontani dal chiarire il problema rilevato dall’immagine radiologica. A questo proposito cercherò di dare qualche certezza in più a chi, privo delle competenze specialistiche necessarie a dare il giusto peso ai rilievi del radiologo, rischia di rimanere in ansia fino al primo contatto con il medico o con lo specialista pneumologo in grado di chiarire un po’ meglio la situazione.

  • Inizierò col dire che tali reperti radiografici sono sicuramente da non sottovalutare, implicando quasi costantemente la presenza di patologie polmonari che, pur non appartenendo di diritto alle sole malattie “gravi”, quelle che nell’immaginario comune dei peggiori ansiosi sono “senza soluzione“ quando addirittura non “finiscono male”, fanno comunque parte del novero delle malattie “serie”, quelle cioè che così definirei in quanto accomunate dalla necessità di dover essere ben curate e di cui ci si deve occupare seriamente e senza perder tempo, per garantire al paziente la possibilità di risolvere stabilmente il problema. Sono malattie, per capirci meglio, alle quali si deve dare peso e si deve accettare, volenti o nolenti, di dedicare del tempo affidandosi prima di tutto alla competenza esperta di uno specialista pneumologo, rappresentando esse situazioni cliniche impegnative degne di particolare attenzione.
  • L’immagine a “vetro smerigliato” (“ground glass”) solo in una minoranza di casi può essere riconducibile ad un carcinoma bronchiolo-alveolare (vedi “Noduli polmonari”), spesso in presenza di concomitante “ broncogramma aereo” (vedi “Broncogramma aereo nella radiografia e nella TAC del torace: il parere dello pneumologo”), ad adenocarcinoma polmonare in vari stadi evolutivi (vedi “Tumore ai polmoni e ai bronchi”), a linfomi polmonari ( Hodgkin e non-Hodgkin) o a metastasi polmonari di tumori maligni ad altra sede primitiva (specie dell’apparato digerente), essendo la gran parte di tale manifestazione radiologica riconducibile a lesioni non maligne. Essa implica una ridotta trasparenza polmonare (aumento della densità radiologica), non comunque tale da cancellare la trama bronchiolo-vascolare, espressione radiologica dei bronchioli e dei vasi sanguigni presenti nell’interstizio polmonare. La completa scomparsa dell’immagine di tali fini strutture anatomiche del polmone, invece, è più propria delle consolidazioni polmonari (vedi “Macchia sul polmone: che cos’è? E’ sempre tumore?”).
  • I casi che necessitano di una maggiore attenzione sono quelli che presentano la concomitanza del cosiddetto “halo sign” o “segno dell’alone” (vedi “Noduli polmonari”), in quanto più facilmente possono comportare un maggior rischio neoplastico (tumorale). Tale “halo sign” consiste in un’immagine connotata dalla presenza di un nodulo polmonare circondato da un’area di “ground glass”, oggi considerato, fino a diversa dimostrazione istologica, segno estremamente sospetto per carcinoma bronchiolo-alveolare, adenocarcinoma polmonare in fase precoce, metastasi polmonari di tumori a partenza dal tratto digerente, linfomi polmonari e sarcoma di Kaposi, ma non escludibile anche in caso di aspergillosi invasiva, micetoma (vedi “Micosi polmonari”), polmonite da Pneumocystis jiroveci (carini), infarto polmonare, granulomatosi di Wegener, tubercolosi e legionellosi.
  • Le aree di “ground glass”, tuttavia, sono più frequentemente espressione di patologie benigne, tra le quali, oltre a quelle non maligne già viste sopra a proposito della presenza di “halo sign”:
  • Consiglio di valutare sempre molto bene, con il follow-up (controllo nel tempo), le variazioni di estensione e di densità (radio-opacità) delle aree di “ground glass” specie nei fumatori (vedi “ Fumo di sigaretta, tosse, catarro e tumore del polmone: i consigli dello pneumologo”), in quanto, per quanto rara, non si può escludere a priori una presentazione di lesioni tumorali di adenocarcinoma a lenta crescita aventi queste caratteristiche radiologiche, con stabilità delle immagini che possono presentarsi qualche volta invariate anche per qualche anno, con possibile successiva accelerazione della crescita di quelle che possono considerarsi vere e proprie lesioni “pre-cancerose” alveolari quiescenti, apparentemente stabili, ma che entrano poi in fase replicativa tardiva assumendo una dinamica di accrescimento più tumultuosa ed invasiva. In presenza di aree di “ground glass” non chiarite, pertanto, da un punto di vista istologico (vedi “La biopsia bronchiale, polmonare e pleurica spiegate dallo pneumologo”), specie se come detto è presente il concomitante “halo sign” radiologico, è sicuramente più prudenziale un parere del chirurgo toracico con il quale valutare un’eventuale biopsia polmonare più invasiva o un’eventuale exeresi preventiva (intervento di asportazione).
    Vista la serietà del problema rappresentato dal riscontro di aree di “ground-glass” alla TAC del torace (HRCT), sconsiglio vivamente il “fai da te” diagnostico, rimandando ogni e qualsiasi conclusione diagnostica all’esperienza dello specialista pneumologo e non alle personali improvvisazioni.
  • L’immagine a tipo “polmone ad alveare”, invece, anche detto “polmone a nido d’ape”(“ honeycomb lung”), consiste nella presenza di aree cistiche di dimensioni variabili da pochi millimetri a qualche centimetro di diametro, derivate dalla degenerazione degli alveoli polmonari che vengono sostituiti da tessuto di origine bronchiale, processo noto come “ bronchiolizzazione degli alveoli”, aventi pareti fibrotiche costituite da tessuto connettivo neoformato a livello dell’interstizio intralobulare, che nell’insieme rappresentano il caratteristico quadro anatomo-patologico delle fibrosi polmonari, spesso esito finale di interstiziopatie polmonari da causa varia o di fibrosi polmonare idiopatica. Spesso le immagini a tipo ”honeycomb lung ”, si associano alla presenza di bronchiectasie “da trazione”.

Entrambi i reperti TAC tipo “ground glass” e “honeycomb lung” possono trovarsi associati in diversi momenti evolutivi di quadri di malattia interstiziale polmonare e di fibrosi interstiziale, confermando ancora una volta l’assoluta necessità di un consulto specialistico pneumologico una volta individuate radiologicamente.

 Dott. Enrico Ballor

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