Dott. Enrico Ballor – Pneumologo Torino
Asma Infettive Infiammatorie e Allergiche Terapie e Consigli

Asma Bronchiale, Allergie e Olio di Pesce in Gravidanza: lo Pneumologo e la Prevenzione

Prevenzione dell’asma bronchiale e vita intra-uterina: una realtà interessante nuovamente portata all’attenzione del mondo scientifico.

Un recente articolo comparso sulla prestigiosa rivista americana Journal of Allergy and Clinical Immunology sembra, infatti, confermare la notevole importanza che ha, nel corso della gravidanza, la particolare situazione vissuta dal feto in utero in relazione alla sua possibilità di essere già oggetto, sin da tale periodo, di numerosi fattori responsabili della sua salute futura , intesa non solamente nei termini dell’età neonatale, successivamente al parto e nel corso dei primi mesi di vita, ma altresì riguardante la salute dell’individuo fino al raggiungimento dell’età adulta.

Olio di Pesce in Gravidanza: Vantaggi per il nascituro

L’olio di pesce somministrato alle gravide, infatti, sembra avere un notevole vantaggio nel prevenire asma bronchiale e allergie respiratorie nel nascituro.

Da un punto di vista chimico, l’olio di pesce acquistabile in perle, generalmente confezionato in una gelatina che tende a preservarne la stabilità delle proprietà organolettiche e biochimiche, o in forma liquida avente, tuttavia, l’innegabile svantaggio di un sapore spesso non certamente piacevole, contiene una gran quantità di acidi grassi essenziali polinsaturi a lunga catena (PUFA) di tipo omega-3, spesso complessivamente indicati come “vitamina F”, comprendenti:

  • EPA: o acido eicosapentaenoico
  • DHA: o acido docosaesaenoico
  • ALA: o acido α-linolenico

L’uomo è in grado di sintetizzare dall’acido linolenico (ALA), solo piccole quantità di EPA e di DHA, che per non risultare carenti devono essere introdotti già preformati attraverso la dieta.

Tali indispensabili principi sono presenti in quantità elevata nel pesce, nell’olio di pesce e nei crostacei, mentre le noci sono ricche di oli contenenti grandi quantità di acido linolenico (ALA), così come l’olio di soia e i legumi.

Acidi grassi Omega-3 e vantaggi per il nascituro

Ricordo come gli acidi grassi omega-3, siano fondamentali nella formazione dei tessuti in crescita in quanto componenti essenziali delle membrane cellulari.

Essi entrano, come componenti fondamentali, nella formazione dei tessuti della retina dell’occhio e del sistema nervoso centrale del feto.

Sono dotati di capacità antiaggregante sulle piastrine e come tale, di un’attività anti-trombotica naturale, e riducono i valori eccessivi del colesterolo e dei trigliceridi presenti nel sangue, rappresentando ulteriori vantaggi sulla prevenzione di patologie quali

  • l’aterosclerosi
  • le patologie cardio-vascolari anche aritmiche
  • l’ipertensione arteriosa.

Ciò che viene preso in esame dagli autori danesi che hanno pubblicato l’articolo, si riferisce alla conferma della capacità protettiva e preventiva che sembra avere una supplementazione di acidi grassi polinsaturi essenziali omega-3 a lunga catena (PUFA) contenuti nell’olio di pesce, somministrata alla gravida nel solo terzo trimestre di gravidanza (l’olio di pesce non dev’essere prescritto soprattutto nel corso del primo e del secondo trimestre, periodi nei quali può provocare problemi al prodotto del concepimento), sull’asma bronchiale del nascituro e, più in generale, su di una più ampia gamma di malattie allergiche respiratorie di cui potrebbe soffrire.

Tale studio ha considerato un follow up fino al raggiungimento dei 24 anni di età di nati da donne sottoposte a supplementazione con acidi grassi essenziali nel corso del periodo gestazionale (terzo trimestre), versus olio di oliva, somministrati ad un dosaggio di 2,7 gr. di PUFA al dì (dosaggio medio delle normali prescrizioni da 0,9 a 2,7 gr. al dì), con un vantaggio, rispetto ai nati da donne non sottoposte a tale somministrazione aggiuntiva di PUFA, che sembra secondario ai positivi effetti prodotti dagli stessi sul sistema immunitario del feto in utero, anche in relazione ad alcuni effetti anti-infiammatori da essi prodotti.

Il principale parametro monitorato per valutare la capacità, a distanza anche di anni, di prevenire la patologia asmatica e quella allergica respiratoria (vedi “Pollinosi” – “Malattie allergiche delle vie aeree” – “ Tosse e allergia: il parere dello pneumologo”), riguarda la quantità di farmaci per la cura dell’asma e delle allergie respiratorie (vedi “Rinite allergica”) prescritti, fino al compimento dei 24 anni, nei nati da donne supplementate con PUFA nel corso del terzo trimestre di gestazione, con conferma di una minor quantità di casi di asma e allergie nei figli di queste donne.

Conclusione

Ho più volte posto l’accento, in altri articoli che ho pubblicato nel sito, su come, nel caso di ogni sostanza somministrata a scopo terapeutico e avente proprietà curative, così anche nel caso dell’olio di pesce, specialmente nel corso del primo trimestre di gravidanza, non si debba mai commettere l’errore di cedere all’auto-prescrizione e all’auto-gestione della terapia.

E’ preferibile, infatti, pretendere sempre la prescrizione del medico che conosce la paziente, lasciando in ogni caso alla sua valutazione sia l’opportunità prescrittiva, sia l’efficacia del trattamento in corso, sia la possibilità di una sua prescrizione mantenuta a lungo termine, soprattutto in rapporto all’effettività dei vantaggi rappresentati dalla sua assunzione.

Tale sostanza, infatti, possedendo anche controindicazioni alla sua somministrazione, soprattutto in relazione alla possibilità di provocare, se somministrata a dosaggio eccessivo e nel primo trimestre di gravidanza, un anomalo e svantaggioso accumulo di principi nutritivi e vitaminici che possono anche provocare malattia, deve essere prescritta con attenzione e non se ne devono mai superare le dosi consigliate, anche se le dosi del principio attivo ritenute pericolose per la salute, sono enormemente superiori a quelle abitualmente prescritte per finalità curative.

Un particolare effetto indesiderato segnalato in letteratura e noto allo pneumologo, riguarda la possibilità che la somministrazione di un’eccessiva quantità di omega-3 possa aggravare l’asma bronchiale dei soggetti intolleranti all’acido acetilsalicilico (Aspirina) (vedi “ Asma indotto da Aspirina (A.I.A): il parere dello pneumologo ”) e possa facilitare la comparsa di emorragie in soggetti contemporaneamente in terapia con acido acetilsalicilico.

 

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