Dott. Enrico Ballor – Pneumologo Torino
Terapie e Consigli

Il “Colpo d’Aria” Esiste? Che Cos’è? Il Parere dello Pneumologo

Mi ricordo come al termine del mio periodo di studi universitari di Medicina, rimasi stupito da una grave carenza dei corsi seguiti in ambiente accademico, talmente grave da farmi sorgere un dubbio:

“Ma … il “colpo d’aria” … quello di cui mi parla la nonna da sempre … quando ce lo spiegano? ”.

E si!

Perché preoccupato com’ero di non saper dare magari risposta alle domande che di li a poco mi avrebbero fatto i miei pazienti, mi ero accorto che nessuno dei miei docenti della Scuola di Medicina aveva mai fatto accenno a questa ben nota realtà.

E lo stesso avevo notato nei testi ufficiali, quei libroni di migliaia di pagine sui quali avevo studiato, nei quali, vuoi forse per non omaggiare quella “saggezza” popolare considerata non abbastanza colta, non si faceva neppure un accenno né al “colpo d’aria”, ne a quello “della strega”, ne a quello “al cuore”!

Possibile?

Naturalmente sto scherzando… anche se, a ben pensarci, non sto scherzando poi troppo.

Perché c’è davvero poco da scherzare pensando che nel 2019 si sia ancora convinti che un “colpo” possa portare malanni.

Quello di pistola certamente si, ma di “aria” non ho mai visto morire nessuno.

E a ben guardare non ho nemmeno mai visto ammalare qualcuno, intendo di faringite o di “mal di gola” come lo si voglia chiamare, o peggio ancora di laringitebronchite o di polmonite, per un semplice “colpo d’aria”.

Perché questo “colpo d’aria”, che nella fantasia popolare spiega tutto, dal torcicollo alla peste bubbonica, in realtà non esiste, o per lo meno non esiste nei termini in cui lo si vorrebbe veder responsabile dei peggiori problemi respiratori dell’uomo.

D’accordo alle contratture muscolari e al dolore conseguente, nel caso in cui, a muscoli caldi, ci si esponga ad un loro troppo rapido raffreddamento.

Ma che non ci sia un modo anche solo un poco più serio, un po’ più scientificamente reale, per spiegare l’arcano delle malattie respiratorie infettive, rinunciando a magie e alchimie poco moderne, questo davvero lo trovo nel XXI secolo almeno curioso.

Se chiedo a qualcuno di descrivermi che cosa intenda quando parla di “colpo d’aria”, il quadro più comune che mi viene fatto è quello di una “finestra aperta” che “fa corrente”.

D’accordo, la corrente fa male… ma quella elettrica!

Tenendo, oltretutto, tra le mani due cavi in tensione!

La teoria secondo la quale a stare nel bel mezzo di un flusso d’aria farebbe ammalare “a prescindere” di faringiti e bronchiti, vorrebbe veder tutti morti i marinai sempre per mare, gli abitanti residenti in zone costantemente battute dal vento, i motociclisti che nel mondo non usano il casco.

E gli esempi che si potrebbero fare non hanno limiti.

E che dire del freddo?

Se il freddo, da solo, fosse in grado di produrre malanni, cosa dovrebbero dire quegli omoni che macellano bovini, sempre in salute e senza un giorno di mutua, che entrano ed escono dalle celle frigorifere d’estate e d’inverno e che non risulta a nessuno esser colpiti da polmonite più di quanto non lo sia una maestra d’asilo?

Anzi!

Quelle, esposte ai diavoletti sempre infettati di ogni morbo terreno, sono spesso vittime innocenti di malattie trasmesse proprio da quei bambini accuditi con cura!

Qualcuno ha mai pensato che la tubercolosi umana, “portata dal freddo” nel racconto dei nonni (?), è estremamente poco frequente nei climi freddi svedesi, mentre è estremamente diffusa in quelli caldi e afosi dell’India?

Senza scomodare il colpo d’aria, esiste una così bella “teoria microbica” che spiega tutto, li bell’e pronta da prendere e usare.

I microbi non sono solo “teorie”, ma bensì concrete realtà rappresentate da virus e batteri, con le quali possiamo spiegare perché ci ammaliamo!

Se potessimo visionare con calma il filmato degli ultimi tre giorni di un qualsiasi essere umano colpito dagli effetti nefasti di un “colpo d’aria”, febbricitante e scatarrante in un letto, ci accorgeremmo di come, nel periodo precedente all’evento, sia possibile individuare almeno un momento in cui è avvenuto un comportamento a rischio di trasmissione infettiva.

Mai nessuno ha pensato di prendersela con il Padreterno o con ciò che da sempre voglio considerare il suo più sofisticato strumento rappresentato dall’evoluzione che, per raffreddare i corpi, ha pensato niente meno che di esporre l’uomo alle correnti d’aria ben prima che qualcuno inventasse i condizionatori?

Perché nei lontani “tempi dei tempi” tutti coloro che non furono in grado di raffreddare la loro superficie corporea dissipando al vento i loro eccessi termici, si estinsero morendo di caldo, lasciando il passo all’”homo raffreddatus”, quello più furbo che tollerava le “correnti” senza mai avere il mal di gola!

Ma attenzione ad un altro punto “importante”!

Perché nella fantasia popolare l’aria condizionata non è il “colpo d’aria”! (vedi “Estate, afa, e BPCO: i consigli dello pneumologo” – “Asma, BPCO, malattie respiratorie e aria condizionata: il parere dello pneumologo” – “Asma e clima: il parere dello pneumologo”).

Il colpo d’aria rappresenta, infatti, una ben precisa entità.

Per creare le condizioni ideali bisogna avere il corpo come minimo un po’ accaldato e sudato, rimanere vittima di un movimento d’aria banale, sia esso in casa o all’aperto, un flusso letale che, asciugando il sudore, ne raffreddi anche solo un poco la superficie corporea e… il gioco è fatto!

La malattia e sicura!

Virus e batteri non ingannano nessuno, perché se a qualcuno venisse mai in mente di considerarli causa di malattie infiammatorie delle vie aeree, beh… gli toccherebbe ricredersi!

Lui, il “colpo d’aria”, ti guarda mentre tu sudi e si prepara a sferrare il colpo mortale!

Prima che tu abbia il tempo di evitarla, quel po’ di arietta leggera che ti sfiora il corpo o che, nei casi peggiori, insiste irriverente su di esso per qualche minuto da una finestra all’altra lasciata aperta da chi ti vuole male, ti ha già fulminato!

Comunque, prima che tu ti accorga che ti sta ammazzando, lei ha già agito per un tempo troppo lungo per pensare di poterti salvare.

E’ l’apoteosi delle nostre teorie naif, quelle di tante con le quali tendiamo a spiegare tutto ciò che non siamo in grado di comprendere a fondo o che non conosciamo.

Perché una cosa sono le perfrigerazioni delle vie aeree con aria fredda, facilitanti le infiammazioni del tratto respiratorio che poi espongono con maggior facilità agli eventi infettivi microbici, e ben altro è il “colpo d’aria” che ti becca anche d’estate!

Quello è ubiquitario e ti ammazza comunque … “a prescindere”, come diceva Totò.

Conclusione

Vivo ormai da quasi trent’anni in mezzo agli ammalati che mi tossiscono addosso, ma difficilmente mi ammalo di forme respiratorie in quanto sto attento a evitare non certamente i “colpi d’aria”, quanto le situazioni descritte e ricordate nel mio articolo “Bronchiti, polmoniti e altre infezioni respiratorie invernali: i consigli dello pneumologo “, tra le quali, respirare solo con il naso, tenendo la bocca chiusa, rappresenta una di quelle più efficaci, specie se rapportata alla sua semplicità.

Vivrò nel frattempo con il rifiuto di certe “saggezze”, sicuro che anch’io, quando dovrò morire, non potrò contare soltanto su di un “colpo d’aria” per andar da San Pietro, ma mi toccherà invece un germe o un virus in quel momento più furbi di me, che mi faran trapassare benedicendo l’illuminato inventore del ventilatore.

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