BPCO e vita attiva: i consigli dello pneumologo

 bpco e vita attiva

Nel corso della mia più che ventennale attività professionale di specialista pneumologo presso il mio studio di Torino, ho avuto modo di confrontarmi con l’esperienza di pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), malattia respiratoria cronica che riconosce nel fumo di sigaretta e nell’inquinamento dell’aria le principali cause. La BPCO contrae stretti legami con l’ asma bronchiale, con la bronchite cronica e con l’enfisema polmonare e presenta come comune denominatore per tutti i pazienti che ne sono colpiti un progressivo decadimento dell’autonomia e del piacere di vivere conseguente alla difficoltà respiratoria ingravescente (dispnea) dovuta al progressivo deterioramento della funzione respiratoria che procede, talvolta, fino ad una vera e propria insufficienza d’organo (vedi “Insufficienza respiratoria e ossigenoterapia”).

La malattia interessa non solamente i polmoni ma altresì il sistema scheletrico e muscolare, il cuore e l’equilibrio psicologico che diviene spesso alterato in senso depressivo, per le limitazioni sociali e per la riduzione dell’autonomia del paziente imposte dalla difficoltà respiratoria, e in senso ansioso fino a veri e propri attacchi di panico con sensazione di perdere il controllo, per le inquietudini concernenti l’incertezza della propria indipendenza futura (vedi “Disturbi respiratori a base ansiosa e depressiva”). Per questo, favorire il più possibile una vita attiva del paziente può aiutare a minimizzare gli handicap oggettivi della malattia, impedendo l’invalidità fisica e mentale di chi ne è affetto.

Mantenere attivi i pazienti con BPCO, anche attraverso un programma di riabilitazione motoria (esercizi respiratori e ginnici), consente di ridurre le limitazioni nelle attività quotidiane dovute alla difficoltà respiratoria, riduce la percezione del disagio respiratorio, migliora il recupero dopo uno sforzo e favorisce la salute futura. Con l’esercizio fisico che aiuta a mantenersi in attività, si riduce la precocità d’insorgenza della fatica nel salire le scale o quella che, insorgendo nel corso di una passeggiata, impone di fermarsi. Inoltre si contrasta in modo efficace il disagio che deriva dal dover incominciare a dipendere da qualcuno per i lavori domestici o per uscire da casa. Un aspetto non secondario, poi, del mantenersi attivi riguarda la possibilità di continuare ad avere una piacevole vita sessuale, seppur rivalutata da un punto di vista quantitativo alla luce delle mutate condizioni fisiche e respiratorie.

Che cosa fare? La prima cosa da fare per mantenersi attivi è comprendere che in corso di BPCO il pericolo maggiore sta nella naturale tendenza a limitare le proprie attività fisiche e sociali provocata dalla dispnea (difficoltà respiratoria). La riduzione dell’attività motoria, d’altra parte, indebolisce ulteriormente l’apparato muscolare e il peggioramento della propria resistenza fisica incide negativamente sulla difficoltà respiratoria che tende ad accentuarsi, comparendo sempre prima nel corso dell’attività fisica e preoccupando il paziente. Contrastare tutto ciò, anche e soprattutto con esercizi di ginnastica respiratoria e di esercizi fisici all’interno di un più generale percorso riabilitativo respiratorio (vedi “Esercizi respiratori per pazienti con BPCO: la ginnastica consigliata dallo pneumologo” – “Attività fisica e benessere respiratorio: i consigli dello pneumologo”), rappresenta l’intervento principale per evitare che la malattia si possa prendere spazi superiori a quelli che le si devono concedere.

Per mantenere un‘ottimale vita attiva dei pazienti con BPCO, quindi, oltre all’esercizio fisico regolare consiglierei ancora le seguenti accortezze:

  • Ricordare di assumere con regolarità le terapie prescritte dallo pneumologo, specie quelle inalatorie, ricordandosi di segnalare allo specialista eventuali difficoltà respiratorie che dovessero insorgere nel corso della giornata.
  • Accertarsi di eseguire in modo corretto l’assunzione dei farmaci inalatori, per evitare di sprecarli rendendone inefficace la prescrizione (vedi “Asma e malattie respiratorie ostruttive: corretto uso delle bombolette e dei device a polvere secca nella cura”).
  • Cercare di mantenere le attività quotidiane senza rinunciare a nessuna. Nel caso in cui tenda a insorgere una precoce sensazione di fatica o una difficoltà respiratoria, accettare di fare le cose più lentamente, consentendosi i tempi necessari a far sì che il compito possa essere svolto senza creare disagio. Accettare, in pratica, di definire tempi nuovi per le vecchie attività di sempre.
  • Migliorare la programmazione delle attività quotidiane in modo da non doversi affrettare a svolgerle.
  • Eseguire per primi i compiti più urgenti e comunque indifferibili, affrontandone uno alla volta, in modo tale che, se nel corso della giornata non si fosse riusciti a concludere tutto ciò che si sarebbe dovuto portare a termine, il rimanente possa essere eseguito nel corso della giornata successiva.
  • Considerare che l’insorgenza della dispnea è normale per i pazienti affetti da BPCO e non rappresenta un rischio. La dispnea è dichiarativa di una difficoltà respiratoria conseguente alla malattia, ma la sua insorgenza consiglia unicamente di riposarsi ma non rappresenta un pericolo.
  • Nel caso in cui insorga la dispnea, utilizzare i farmaci inalatori previsti dallo pneumologo “al bisogno” e iniziare a respirare a labbra socchiuse, come descritto nel testo “ Esercizi respiratori per pazienti con BPCO: la ginnastica consigliata dallo pneumologo”.

Dott. Enrico Ballor

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immagine copyright depositphotos\monkeybusiness

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