Alimentazione e dieta con l’asma: i consigli dello pneumologo

 asma alimentazione e dieta

Se è vero che “siamo ciò che mangiamo” (atomi e molecole che introduciamo con l’alimentazione vanno poi a costituire le varie parti del nostro corpo), è verosimile immaginare che “ci ammaliamo anche per ciò che mangiamo”. Se tale affermazione appare scontata per lo meno per quanto attiene alle patologie infettive e allergiche del tratto digerente (gastro-enteriti e coliti microbiche e allergiche) e per le malattie tumorali (l’introduzione di cancerogeni con gli alimenti può favorire la comparsa di tumori), la stessa potrebbe sembrare un po’ meno vera per le malattie respiratorie tra le quali l’asma bronchiale. Ma così non è! E’ vera, infatti, una frequente correlazione tra alimentazione e asma che non può essere ignorata. Pertanto mi pare opportuno suggerire una serie di consigli relativi agli alimenti da consumare o evitare nel paziente asmatico:

  • Come principio generale, il paziente con asma bronchiale non è tenuto al rispetto di una dieta particolare, come avviene invece nel caso di un diabetico (dieta a basso contenuto di zuccheri), di un iperteso con la pressione alta (dieta a basso contenuto di sale) o di un celiaco (dieta priva di glutine). Ciò non toglie, tuttavia, che si debba tener conto di alcuni aspetti non privi d’importanza che indicherò di seguito.
  • Esistono pazienti con asma allergico che presentano non solamente una sensibilizzazione allergica ad allergeni inalanti (pollini, forfore animali, ecc.), ma vere e proprie allergie agli alimenti. Alcune manifestazioni allergiche in tali pazienti si presentano non tanto con sintomi digestivi (dolore addominale e diarrea), ma con broncospasmo, cioè con una vera e propria crisi asmatica accompagnata dai classici sintomi che la caratterizzano ( tosse, dispnea, sibilo espiratorio e senso di costrizione al petto).
  • Esiste tutta una serie di reattività crociate tra alimenti e pollini che fanno si che alcuni pazienti, allergici ai pollini di certe piante, potrebbero manifestare crisi asmatiche (o reazioni allergiche con sintomi non respiratori), consumando determinati alimenti (vedi “ Malattie allergiche delle vie aeree” e “Pollinosi”). Per fare un esempio pratico, in certi casi un paziente allergico ai pollini delle graminacee (comuni erbe dei prati), potrebbe avere una crisi asma nel caso in cui dovesse consumare melone, anguria, kiwi, pesca o un altro dei molti alimenti presenti nella tabella PDF scaricabile, relativa alle multiple reattività crociate tra inalanti e alimenti ( clicca qui). Ma non solo esistono situazioni di allergia crociata tra specie polliniche e allergeni alimentari, ma addirittura tra animali e piante. Per fare un esempio, è questo il caso di pazienti allergici alle piume dei volatili da cortile che manifestano crisi asmatiche se consumano uova (pollo, anatra, tacchino, ecc.).
  • Altro aspetto importante da conoscere è quello dell’intolleranza all’acido acetilsalicilico (Aspirina) in pazienti con asma bronchiale (asma da Aspirina). Questi pazienti devono seguire una dieta di eliminazione che preveda la messa al bando di tutta una serie di alimenti che contengano salicilati naturali, pena il rischio di incorrere in crisi d’asma anche serie. A tal proposito è scaricabile il PDF contenente gli alimenti da evitare in caso di intolleranza all’Aspirina (clicca qui).
  • Nel caso di asma da reflusso in pazienti con malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE) (vedi anche “ BPCO riacutizzata e reflusso gastro-esofageo: i consigli dello pneumologo”) è indicato rispettare un basso consumo di alimenti che più facilmente inducono la produzione di secrezione acida cloro-peptica dello stomaco (ipercloridria). La tabella scaricabile in PDF contiene gli alimenti da evitare in caso di ipercloridria (pirosi o “bruciore di stomaco” da reflusso gastro-esofageo) (clicca qui).
  • Un aspetto particolare riguarda poi la prevenzione dell’asma allergico e delle malattie allergiche respiratorie del bambino (vedi anche “Rinite allergica”) attraverso un basso consumo di certi alimenti da parte della madre, potenzialmente sensibilizzanti il nascituro (gravidanza) e il neonato (allattamento). E’ scaricabile la tabella in PDF contenente gli alimenti di cui una mamma allergica, tanto più se asmatica, dovrebbe limitare il consumo nel corso della gravidanza e dell’allattamento per ridurre il rischio di sensibilizzare il figlio ( clicca qui).
  • Se i punti visti prima fanno riferimento ad aspetti qualitativi dell’alimentazione di un asmatico, esiste invece un aspetto di ordine quantitativo che consiglia ad un asmatico di non ingrassare, pena il vedere meno controllabile la sua malattia pur se correttamente trattata da un punto di vista farmacologico. Una dieta equilibrata, ma soprattutto non eccessivamente sbilanciata da un punto di vista calorico, eviterà al paziente un sovrappeso decisamente da evitare (vedi “Asma, BPCO e obesità: il parere dello pneumologo”).
  • Attenzione, ancora, ai vini bianchi! Contengono solfiti aggiunti come conservanti, spesso responsabili di crisi asmatiche importanti.

Dott. Enrico Ballor

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immagine copyright depositphotos\belchonock

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