Dott. Enrico Ballor – Pneumologo Torino
Asma BPCO Terapie e Consigli

Asma, BPCO e Obesità: il Parere dello Pneumologo

La ben nota attenzione dedicata dalla classe medica al controllo del sovrappeso dei propri pazienti, sembra adattarsi molto bene anche alle malattie dei bronchi e dei polmoni e tra queste alle malattie ostruttive delle vie aeree, comprendendo sotto tale definizione sia l’asma bronchiale, sia la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).

Esse corrispondono a due realtà della patologia bronchiale e polmonare aventi in comune il fatto di risentire negativamente del peso eccessivo, in quanto lo stesso peggiora sia la dispnea (difficoltà respiratoria), sia i parametri funzionali respiratori rilevabili con la spirometria.

Si può dire che non esista quadro clinico di asma e di BPCO che si mantenga in buon compenso respiratorio se il paziente è obeso.

L’asma in pazienti obesi, o comunque in sovrappeso, si dimostra più difficilmente controllabile con i farmaci e la quantità degli stessi necessaria per avere ragione dei sintomi (tosse, dispnea, sibilo espiratorio e senso di costrizione al petto) diventa talora molto superiore a quella che il paziente richiederebbe se solo fosse di peso normale.

Primo passo della terapia? Un piano dietetico!

Ecco perché il primo passo per una corretta terapia della malattia, prima ancora della terapia farmacologica, consiste in un adeguato piano dietetico che consenta al paziente di riguadagnare, attraverso una dieta personalizzata, quel corretto peso corporeo indispensabile per un risultato soddisfacente ma soprattutto stabile della patologia asmatica.

Ma non solo!

E’ noto, infatti, non solamente che l’eccessivo peso corporeo può rendere più difficoltoso il controllo clinico dell’asma, ma anche che, nei pazienti obesi, la malattia può fare la sua comparsa (esordio in pazienti prima senza asma) più frequentemente rispetto ai soggetti che si mantengano in peso forma.

I più recenti studi sulla malattia stanno concentrando la loro attenzione su alcune sostanze presenti nei pazienti obesi, tra le quali le adipokine ad attività infiammatoria e l’adiponectina ad azione antiinfiammatoria.

L’aumento di tali molecole infiammatorie e la riduzione di quelle anti-infiammatorie presenti nel tessuto adiposo (grasso corporeo) e nel sangue dei pazienti obesi, potrebbero rappresentare la differenza, rispetto ai pazienti normopeso, nel favorire e nel mantenere una buona parte di quell’infiammazione dei bronchi che peggiora poi la malattia asmatica.

Lo stesso sembra applicarsi anche al caso della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), nella quale tutto ciò potrebbe sostenere quella componente infiammatoria bronchiale in grado di peggiorare la cronica ostruzione dei bronchi tipica della malattia.

Tenuto conto delle implicazioni negative che ha l’eccessivo peso corporeo sulla patologia cardiovascolare e del frequente coinvolgimento del cuore nella BPCO, si comprende come un peso corporeo fuori controllo giochi un ruolo decisamente negativo sulla finale percezione del disagio respiratorio del paziente (dispnea).

Nei pazienti in sovrappeso, inoltre, è più facilmente riscontrabile la malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE), con tutte le inevitabili conseguenze negative che tale condizione patologica comporta (vedi “ BPCO riacutizzata e reflusso gastro-esofageo: i consigli dello pneumologo”).

Un adeguato programma di cura che preveda, oltre ad una corretta impostazione degli aspetti farmacologici, anche una corretta attività fisica, può più facilmente favorire nel tempo il mantenimento di una migliore condizione respiratoria anche attraverso il ripristino di un peso ottimale.

Vedi:

 

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