Asma, problemi respiratori e muffe nella casa

muffe e problemi respiratori

Asma bronchiale e muffe rappresentano un problema clinico di cui spesso non si tiene sufficientemente conto. Lo pneumologo, invece, conosce molto bene il rischio che la presenza in casa di questi organismi pluricellulari (formati, cioè, da più cellule elementari), riscontrabili in natura in quasi tutti i tipi di ambiente, comporta per la salute respiratoria, specie quando sono presenti nell’abitazione.

Le muffe, la cui crescita viene favorita dal clima caldo umido, sono miceti (micofiti) che si presentano come colonie filamentose, riscontrabili sia negli ambienti esterni, sia negli ambienti confinati delle nostre case, in modo particolare quando ricorrano particolari condizioni che ne facilitino la crescita. Negli ambienti esterni, favorite nello sviluppo dal clima caldo umido dell’estate e dell’autunno, esse sono presenti sulle superfici di molte piante, nel terreno, sulle foglie marce e sui vecchi ceppi di alberi tagliati. Si riproducono liberando nell’aria le loro spore che, trasportate dal vento come avviene per i pollini (vedi “Pollinosi”), danno luogo a distanza alla formazione di nuovi organismi. Le spore rappresentano le parti più piccole e “respirabili” delle muffe, potendo esse raggiungere anche le zone più profonde dell’apparato respiratorio e rendendosi responsabili di allergie respiratorie e di manifestazioni asmatiche in soggetti sensibilizzati (vedi “ Malattie allergiche delle vie aeree”). Le principali muffe allergeniche, in grado cioè di dar luogo a manifestazioni allergiche, sono rappresentate da Alternaria, Cladosporium, Aspergillus e Penicillum. Aspergilli e penicilli sono quelle più frequentemente riscontrabili negli ambienti domestici, mentre Cladosporium e Alternaria si ritrovano più facilmente negli ambienti naturali esterni e crescono con maggior facilità su ortaggi e frutta in decomposizione, fieno, foraggi animali tenuti all’esterno e sul terreno.

Le muffe degli ambienti interni della casa si presentano come aree di colore vario, molto spesso bruno-nero ma anche biancastro, e compaiono, specie nelle case nelle quali sia presente un tasso di umidità dell’aria almeno superiore al 50–55%, sulle superfici dei muri imbiancati e sulle tappezzerie, sui tappeti e sulle moquettes, e un po’ ovunque, dove la stagnazione dell’aria e le condizioni caldo-umide dell’ambiente interno (specie autunnale) ne favoriscano lo sviluppo. Le stanze dell’abitazione nelle quali più facilmente si sviluppano le muffe sono generalmente la cucina (vapore e condense dovute alla cottura degli alimenti), i bagni (vapori dell’acqua calda delle docce), e le stanze da letto esposte a nord. Un’inadeguata tenuta dei serramenti o pareti della casa umide e infiltrate dalla pioggia, possono contribuire al mantenimento di un tasso di umidità interno tale da facilitare la crescita dei miceti.

In considerazione del fatto che una casa ben pulita e con una percentuale di umidità dell’aria non elevata non consente (o rende per lo meno assai difficile) la crescita di questi micofiti interni, le cose da fare per evitare di doversi confrontare con le patologie allergiche che da essi si possono sviluppare sono sostanzialmente:

  • Mantenere una rigorosa pulizia dell’ambiente domestico, con misure che non sono poi tanto dissimili da quelle consigliate per l’igiene della casa nel caso di asma allergico da pollini e da acari (vedi “ Asma allergico e allergie respiratorie: 20 consigli utili per l’igiene della casa”).
  • Limitare al massimo l’uso degli umidificatori nella casa, tranne nei casi in cui risulti, per altri motivi, particolarmente favorevole il loro impiego (vedi “Laringospasmo”). In questo caso prestare attenzione all’eventuale sviluppo di muffe sulle pareti interne dell’abitazione (specie negli angoli dei muri), ventilando periodicamente gli ambienti e detergendo e sanificando periodicamente le superfici e le aree interessate con ipoclorito di sodio (candeggina – attenzione alla scoloritura !) o con appositi prodotti del commercio.
  • Nel caso in cui sia presente un elevato grado di umidità dell’aria nelle stanze, è indispensabile facilitare il ricambio dell’aria aprendo le finestre e ventilando gli ambienti anche più volte al giorno. Questo favorirà la fuoriuscita delle sacche di umidità presenti nell’abitazione, limitando la possibilità di crescita delle muffe. A tale scopo sono utili anche le ventole di aspirazione che aiutano a eliminare dalla cucina i vapori della cottura e dai bagni i vapori della doccia. Sconsigliato anche stendere il bucato in casa, specie nel periodo autunnale in cui, essendo ancora spenti i termosifoni, l’umidità tende ad aumentare e a ristagnare (meglio stendere il bucato all’esterno o impiegare un’asciugatrice).
  • Eliminare ogni fonte possibile responsabile di infiltrazioni e di umidità delle pareti.
  • Può trovare utilissima applicazione anche l’uso di un deumidificatore, proporzionato, nelle capacità di abbattimento dell’umidità, ai volumi degli ambienti da trattare, in grado di recuperare la maggior parte del vapore acqueo disperso nell’aria delle stanze. Da non dimenticare, tuttavia, il periodico controllo dei filtri degli stessi e un’attenta manutenzione, per evitare che essi stessi si trasformino in pericolose fonti di muffe allergeniche.
  • Esistono in commercio apparecchi per la filtrazione dell’aria che possono trovare utile applicazione per la purificazione degli ambienti interni inquinati da spore fungine, allergeni animali, acari della polvere domestica e pollini allergenici. Anche in questo caso, come per i deumidificatori, è necessario calcolare bene i volumi della casa da trattare per evitare di rendere insufficiente o esageratamente costoso il trattamento filtrante dell’aria.

Le patologie allergiche che possono generarsi dalla presenza di muffe e di spore allergeniche nell’ambiente domestico sono:

  • Rinite allergica (talora associata a congiuntivite)
  • Asma bronchiale allergico
  • Sinusite allergica (vedi “Sinusite acuta e cronica”)
  • Tosse persistente senza causa apparente (vedi “Tosse persistente dell’adulto e del bambino”)
  • Infiammazione persistente delle vie aeree con sintomi bronchitici caratterizzati dalla presenza di tosse produttiva e di catarro emesso con l’espettorazione
  • Infezioni bronchiali da miceti (aspergillosi polmonare e aspergillosi broncopolmonare allergica – A.B.A.) in pazienti con patologie respiratorie o con problemi clinici generali che prevedano un deficit dell’immunità (vedi “Micosi polmonari”) o che siano portatori di bronchiectasie.

Ma non solamente l’allergia alle muffe può essere responsabile di manifestazioni respiratorie in una casa che presenti muffe alle pareti e sulle suppellettili. Lo stesso clima esageratamente umido, dichiarato dalla presenza delle muffe, in determinate condizioni rappresenta di per sé un ambiente poco sano, specie dove viva un anziano, ancor più se affetto da malattia cronica delle vie aeree (bronchite cronica, BPCO), ecc.). Le prove allergometriche (PRICK test cutanei e RAST IgE specifiche su siero) sono utili a documentare la sensibilizzazione del soggetto ai micofiti aero-dispersi, aiutando, insieme ai dati clinici, a formulare una diagnosi corretta. Nel caso in cui il paziente presenti sintomi asmatici (tosse, dispnea, sibilo espiratorio e senso di costrizione al petto), la spirometria confermerà l’ostruzione bronchiale come segno tipico della malattia asmatica.

Si presti attenzione, pertanto, a favorire nella casa condizioni tali da mantenere il microclima interno il più salubre possibile. Rispettando tale criterio, si opererà al meglio per limitare al massimo condizioni climatiche dell’ambiente confinato che rendano più facile lo sviluppo nella casa di miceti (muffe) e spore, pericolose per la salute respiratoria di chi vi abita.

 Dott. Enrico Ballor

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Immagine copyright depositphotos handmadepicture

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