Sensazione di soffocamento: lo pneumologo aiuta a orientarsi

sensazione soffocamento

Quando si parla di soffocamento ci si riferisce ad una ben precisa sensazione di "fame d'aria" in grado di generare, nella persona che la prova, un profondo disagio legato all'impossibilità di immettere aria all'interno dell'apparato respiratorio (criticità inspiratoria). Esiste, tuttavia, una grande differenza tra "soffocamento" vero e proprio e "sensazione di soffocamento". Se, ad esempio, un corpo estraneo tende a ostruire le vie aeree, la sensazione di soffocamento che deriva da tale situazione non è solamente una "sensazione" percepita dal soggetto in assenza di una reale situazione asfittica, ma è la diretta conseguenza di un'oggettiva condizione che impedisce all'aria di raggiungere i polmoni. Cosa ben diversa è, invece, la sensazione di soffocamento che si può provare nel caso in cui non esista alcuna reale ostruzione delle vie aeree. In questo caso, diversamente da prima, l'impressione che la persona prova non è legata alla diretta conseguenza di una reale ostruzione al passaggio dell'aria, ma è invece qualcosa di correlato con ciò che la persona immagina che stia capitando, spesso conseguenza di una catastrofica interpretazione personale. A differenza di ciò che individua una più generica dispnea, intesa come indistinta difficoltà respiratoria, questa particolare forma di dispnea tende a interessare prevalentemente la fase inspiratoria del ciclo respiratorio, implicando, nella maggior parte dei casi, un problema che interessa la regione del laringe e delle corde vocali o della trachea.

Vediamo, allora, quali sono alcune delle più probabili cause di soffocamento, in presenza o in assenza di reali situazioni che oggettivamente lo giustifichino.

  • Ostruzione nasale: frequente è il caso di persone che, in presenza di una banale malattia da raffreddamento (rinite), provano un particolare disagio respiratorio (dispnea) secondario all'ostruzione delle fosse nasali dovuta a una rinite allergica o infettiva (virale). Tale sensazione di ostruzione al flusso dell'aria, limitata inizialmente solo a carico delle cavità nasali, viene successivamente estesa anche a livello delle vie aeree inferiori, creando una vera e propria difficoltà a respirare, percepita con toni drammatici, sulla base della falsa previsione di non riuscire più a respirare nemmeno con la bocca pur in assenza di una reale causa che impedisca la respirazione orale. La condizione sopra descritta è più facilmente vissuta da soggetti particolarmente ansiosi o da ipocondriaci intensamente preoccupati per la loro salute.
  • Corpo estraneo nelle vie aeree: la penetrazione accidentale di un qualsiasi corpo estraneo all'interno delle vie aeree da luogo ad un accesso di tosse, immediata risposta dell'organismo con precise finalità protettive, che tenta di ripristinare nel minor tempo possibile, espellendo il corpo estraneo penetrato, quella pervietà dell'albero respiratorio indispensabile alla vita. La permanenza dell'ostruzione nonostante la tosse, provoca nella persona la sensazione di soffocamento, motivata in questo caso da una reale chiusura delle vie aeree che impedisce il respiro (inspirazione). È frequentemente riscontrabile nei bambini per boli di cibo che prendano impropriamente la via della trachea in luogo di quella esofagea, rappresentando in questa particolare fascia d'età un reale pericolo per la vita dei bimbi. In presenza di una tosse insufficiente a liberare le vie aeree occluse, l’unica manovra praticabile consiste nella manovra di Heimlich, atto di intermittente ed energica succussione del torace effettuato da un soccorritore posto dietro al paziente che, se praticata correttamente, crea sul corpo estraneo un’intensa pressione positiva da parte della colonna d’aria presente nelle vie aeree, spesso sufficiente ad espellerlo.
  • Laringospasmo: consiste nella chiusura del laringe conseguente a spasmo (contrazione) dei muscoli laringei. Può essere conseguenza di cause infettive o infiammatorie acute molto varie (vedi “Laringite acuta e cronica”), alcune delle quali possono riconoscere una causa allergica. È condizione assai frequente nei bambini più piccoli e motivo di grande apprensione per i loro genitori che temono le conseguenze dell'intenso disagio asfittico manifestato dai loro bimbi. In genere si risolve senza danni a patto che s’intervenga rapidamente con comportamenti appropriati.
  • Edema del laringe (allergico e non allergico): corrisponde a un rigonfiamento (edema) acuto delle corde vocali, nella maggior parte dei casi legato a una causa allergica (vedi "Malattie allergiche delle vie aeree" – “Pollinosi”). In altri casi è la conseguenza di una laringite infettiva, più frequentemente di natura virale (virus). Frequente causa di edema laringeo è quella che compare in corso di shock anafilattico allergico, provocato non solamente da farmaci o allergeni inalati o alimentari, ma spesso conseguente alla puntura di un insetto (vespe, api, calabroni, ecc.).
  • Sindrome delle Apnee del Sonno (OSAS): corrisponde alla presenza di eventi di apnea (sospensione dell'attività respiratoria) nel corso del riposo notturno, che si accompagna quasi costantemente a russamento, a sonno disturbato e a frequente sonnolenza diurna, che porta la persona a trovare difficoltoso mantenersi concentrata sulle attività e sui compiti che richiedano attenzione. Anche la memoria risulta frequentemente disturbata. Gli episodi di apnea che compaiono nel corso del riposo notturno, provocati da eventi ostruttivi delle vie aeree, sono spesso responsabili di risvegli improvvisi vissuti dal paziente con sensazione di soffocamento e intenso timore per gli stessi.
  • Malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE) con rigurgito: è possibile, in pazienti affetti da malattia da reflusso gastro-esofageo, che nel corso della notte si verifichino episodi di vero e proprio rigurgito improvviso del succo acido proveniente dallo stomaco che, dopo aver percorso in via retrograda l'esofago (reflusso), raggiunga la cavità orale (rigurgito) irritando il laringe e le corde vocali per successiva aspirazione in tale sede. Questa situazione, provocando uno spasmo muscolare dei muscoli laringei (laringospasmo), genera una sensazione asfittica che frequentemente risveglia e allarma il paziente.
  • Dispnea parossistica notturna: sensazione di difficoltà respiratoria acuta che può insorgere, nel corso della notte, come diretta conseguenza di una condizione di compenso cardiaco non ottimale che tende a peggiorare durante l’assunzione della posizione coricata (riposo notturno). Tale condizione obbliga il soggetto a mettersi seduto sul letto per ridurre il disagio respiratorio secondario allo scompenso di cuore. Più che di un vero e proprio soffocamento (difficoltà a introdurre aria nelle vie aeree), si tratta, in questo caso, di una dispnea cardiogena riferita talora dai pazienti come una più generica sensazione di “annegare”. Essa tende a risolversi con l’assunzione della posizione seduta molto più rapidamente rispetto ai sintomi provati in occasione della sua più temibile evoluzione rappresentata dall’edema polmonare acuto.
  • Edema polmonare acuto: in questo caso lo scompenso cardiaco, spesso preannunciato nel tempo da episodi di dispnea parossistica notturna, tenda a manifestarsi in tutta la sua drammaticità dando luogo a crisi di grave dispnea acuta, anche questa volta più facilmente favorita dalla posizione coricata notturna, che comporta, non infrequentemente per il paziente, un pericolo per la vita.
  • Tetano: crisi respiratoria estremamente grave provocata dall’assorbimento della tossina batterica del Clostridium tetani, le cui spore, rinvenibili anche nelle feci animali, possono restare vitali per anni nel terreno, penetrando nell’organismo attraverso ferite accidentali o chirurgiche (materiale non adeguatamente sterilizzato). Le spore, attivabili in un ambiente con scarsa presenza di ossigeno (anaerobiosi delle ferite chiuse), producono la tossina tetanica che, diffondendosi nei tessuti, giunge lungo i nervi fino alle sinapsi neuro-muscolari, determinando uno stato di contrazione spastica della muscolatura dei muscoli del torace e dell’addome, oltre che del volto, del laringe (glottide) e del faringe, con comparsa di una grave difficoltà respiratoria con tutte le caratteristiche del soffocamento (asfissia inspiratoria).
  • Attacco di panico: è una condizione frequentemente riscontrabile nella popolazione, specie in quella dei soggetti affetti da disturbi d’ansia, che da luogo a una sintomatologia che simula talvolta crisi cardiache o crisi di soffocamento in assenza di reale ostruzione delle vie aeree, accompagnata da una più generale sensazione del paziente di “impazzire” o di morire. Va molto attentamente differenziata da condizioni di reale malattia organica di origine cardiaca, polmonare, neurologica o embolica. Tale condizione, una volta diagnosticata anche per esclusione di eventuali patologie d’organo, risponde assai favorevolmente alla combinazione di un trattamento farmacologico e di una psicoterapia.

 Dott. Enrico Ballor

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