Dott. Enrico Ballor – Pneumologo Torino
Asma Infettive Infiammatorie e Allergiche Terapie e Consigli

Come Mettere il Collirio senza Fastidio: Asma, Pollini e Congiuntivite Allergica

Se si tiene conto del fatto che l’asma bronchiale (vedi “Asma bronchiale: malattia da conoscere”) è una patologia respiratoria sostenuta, nella maggior parte dei casi, da un meccanismo allergico, è facile comprendere quanto spesso lo pneumologo, di fronte ad un paziente asmatico, debba contemporaneamente confrontarsi anche con quella nutrita schiera di sintomi allergici che non solamente interessano i bronchi (vedi “ Tosse e allergia: il parere dello pneumologo”), ma che altresì determinano problemi a livello nasale e oculare.

Quegli stessi allergeni inalabili, infatti, che sono in grado di scatenare i classici quattro sintomi dell’asma, e precisamente

possono essere allo stesso tempo responsabili dei sintomi della rinite allergica, della congiuntivite allergica e di altre malattie allergiche delle vie aeree (vedi “Sinusite acuta e cronica” – “Laringite acuta e cronica” – “ Laringospasmo (laringite spastica)”).

E’ questo il caso classico delle pollinosi, patologie allergiche stagionali che vedono in prima linea i molti pollini allergenici delle piante.

Ciò che riconosce nell’atopia (particolare attitudine genetica di un individuo a poter sviluppare nel corso della vita una malattia allergica) una comune base per asma, rinite e congiuntivite allergica, fa poi si che si possano ritrovare, nel soggetto asmatico, sintomi rinitici e congiuntivali che peggiorano ulteriormente la qualità di vita del paziente.

Senza che lo pneumologo debba necessariamente mettersi a fare anche l’oculista, esistono tuttavia reciproche interferenze tra terapie farmacologiche dell’asma e alcuni disturbi oculari che lo pneumologo deve conoscere (vedi “ Asma, glaucoma e cataratta: lo pneumologo e le malattie degli occhi ”).

Spesso mi è capitato di prescrivere medicamenti per la rinite allergica in soggetti asmatici, consigliando, al contempo, questo o quel collirio contenente molecole farmacologiche ad attività antiallergica (cromoni, antiistaminici e cortisonici) nel caso in cui il paziente fosse anche portatore di una congiuntivite sostenuta da un meccanismo allergico.

E non infrequentemente mi è capitato, nel passato, di notare come la terapia prescritta a base di colliri, non fosse poi correttamente rispettata per difficoltà a praticarla, specialmente nei bambini nei quali, l’avvicinarsi della mano del genitore all’occhio, generava spesso un insopportabile senso di fastidio.

E’ per questo motivo che, nel tempo, ho potuto notare come un rapido e apparentemente banale “training” a mettere il collirio con un semplice “trucco”, consentiva, con poco sforzo e con notevole beneficio, di portare finalmente a termine l’operazione del “mettere il collirio”, manovra prima quasi impossibile o comunque sopportata solo per breve tempo con grande fatica e, per questo, frequentemente abbandonata.

Nonostante qualsiasi tentativo, il fastidio per il flaconcino che si avvicina all’occhio rappresenta un ostacolo insuperabile?

Meglio tenersi il prurito agli occhi piuttosto che affrontare il fastidio di mettersi il collirio.

Vediamo in che cosa consiste il rimedio “ pratico” che propongo e che spesso consente, con poco, di risolvere il problema.

Certo non è il metodo “ortodosso ” che consiglierebbe un oculista, con la classica leggera estroflessione della palpebra inferiore seguita dal gocciolamento del collirio nel sacco congiuntivale.

Ma in ogni caso consente di portare il medicamento oculare a contatto con l’occhio anche in quei soggetti particolarmente sensibili che vedono l’instillazione delle gocce come il diavolo! In questo modo mettere il collirio sembrerà un gioco, specie per i più piccoli.

Come mettere il collirio senza fastidio? (Video)

Meglio di tante parole, lascio alle immagini del video qui sotto il compito di spiegare in che cosa consista questa semplicissima tecnica.

Buona visione del filmato e… buon divertimento!

 

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