Tosse e sangue dalla bocca: è sempre tumore?

tosse e sangue dalla bocca

Una delle situazioni che più classicamente portano le persone a rivolgersi allo specialista pneumologo è rappresentata dall’improvvisa emissione, con la tosse, di sangue dalla bocca, tanto più quando ciò avviene in pieno benessere. Poche condizioni sono in grado di allarmare tanto, fino al punto di creare panico, come il trovarsi all’improvviso a tossire sangue. La prima cosa che molti sono portati a pensare è “Eccoci! Questa volta tocca a me!”. Il catastrofismo impera e le conclusioni alle quali spesso si giunge sono senza appello. Per fortuna non è sempre il peggio immaginabile ciò che ci sta capitando, anche se una necessaria dose di prudenza è d’obbligo e la valutazione clinica, vista anche la posta in gioco, è materia specialistica e non certo del “fai da te”. La situazione di cui parliamo si chiama emottisi e corrisponde all’emissione, con la tosse, di sangue dalla bocca proveniente dalle vie aeree (trachea, bronchi e polmoni). Una condizione analoga, per quanto leggermente diversa, definita emoftoe, consiste nell’emissione con la tosse di secreto mucoso (catarro) all’interno del quale sia presente sangue. Le due situazioni differiscono, pertanto, sostanzialmente non tanto per il sangue (presente in entrambe i casi), quanto per la contemporanea presenza o assenza di secreto catarrale. E fondamentale non confondere le due precedenti condizioni con l’ematemesi, che corrisponde, invece, all’emissione di sangue dalle vie digerenti, con o senza un episodio di vomito ma soprattutto in assenza di tosse.

L’allarme creato dall’emottisi è assai più sentito se a esserne colpito è un fumatore, anche e soprattutto in quanto tale evento viene con facilità ricondotto alla possibilità di avere un tumore polmonare maligno provocato dal fumo di sigaretta. Ma vediamo con ordine a quali situazioni, alternative al tumore bronchiale e polmonare, potrebbe essere ricondotto tale evento. Se nel fumatore uno dei motivi di emottisi a ciel sereno, in assenza di altri sintomi associati, può sicuramente essere correlato alla presenza di un tumore, non è per fortuna questa l’unica spiegazione possibile. Nel fumatore, infatti, la particolare fragilità della mucosa bronchiale, cronicamente infiammata e irritata dal fumo di tabacco, può essere responsabile di sanguinamento in caso di accessi di tosse prolungati o particolarmente violenti e ripetuti ( bronchite emorragica). Tale situazione è naturalmente confermabile solo successivamente all’esclusione di altre cause ben più gravi. Altra condizione di emottisi anche di notevole entità è rappresentata dalle bronchiectasie, dilatazioni dei bronchi che può giustificare tale sintomo. Ricordo due diversi casi clinici in cui la presenza di ombre radiologiche (addensamenti) alla radiografia standard del torace ed anche alla TAC, refertate come dubbie per tumore polmonare , fossero in realtà dovute alla presenza di un grosso coagulo di sangue presente nel polmone. In un caso ricordo di come si sia giunti fino alla biopsia TAC-guidata del polmone prima di poter concludere per una situazione ben diversa dal tumore polmonare che si sospettava. Altre volte il sanguinamento può essere dovuto alla presenza di rare malformazioni vascolari artero-venose del polmone, oppure di un granuloma da corpo estraneo infiammato causato dall’aspirazione accidentale, anche molto lontana nel tempo, di un oggetto penetrato nelle vie aeree, o ancora di un’endometriosi bronchiale (anomala presenza di tessuto uterino in sede esterna all’utero), condizione assai rara che in un soggetto di sesso femminile può giustificare la comparsa di emottisi in concomitanza con l’inizio del ciclo mestruale. Non affronto in tale sede altre cause di emoftoe ed emottisi quali polmoniti e broncopolmoniti, TBC e malattie infettive polmonari sostenute da miceti (funghi), in quanto in tutti questi casi l’emissione del sangue non avviene certamente “in pieno benessere”! Altre cause da escludere sono poi rappresentate da varici della base della lingua, sanguinamenti nasali limitati e posteriori (epistassi) e sanguinamenti gengivali, tutte condizioni che danno luogo a falsi episodi di emoftoe in quanto, in questi casi, il sangue non proviene dalle vie aeree inferiori ma da una sede posta più in alto.

Ricordo, ancora, che tutte le situazioni che possono provocare emottisi o emoftoe sono in grado di terminare più facilmente un sanguinamento se il paziente è in terapia con farmaci anticoagulanti orali (fibrillazione atriale, problemi cardiologici, rischio tromboembolico, ecc.) o con eparine (trombosi venosa profonda) o con aspirina assunta per precedenti ischemici (neurologici o oculistici) o per altra causa. Essere in terapia con questi farmaci non autorizza, tuttavia, a banalizzare o a sottovalutare la presenza emorragica solo perchè più facilmente spiegabile, in quanto tessuti integri e non danneggiati non danno comunque luogo a sanguinamento. Nel corso di queste terapie, essendo il sanguinamento più facilitato, potrebbe essere solamente più precoce la comparsa di un sintomo che, senza terapia anticoagulante, sarebbe in ogni caso comparso in epoca più tardiva. Da tener presente anche che, nel caso in cui il sanguinamento provenga dalla rete arteriosa del tessuto bronchiale o polmonare leso, una pressione arteriosa elevata aumenta sia il rischio emorragico, sia la quantità di sangue emesso.

Per finire, non insisterò mai abbastanza sulla necessità di affidarsi rapidamente ad una consulenza specialistica competente in caso di emoftoe ed emottisi che si presentino senza causa apparente e senza sintomi associati di rilievo, per non rischiare di sottovalutare una situazione che potrebbe segnalare la presenza di un problema bronchiale o polmonare serio che, se affrontato con sollecitudine, più facilmente può trovare soluzione.

 Dott. Enrico Ballor

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immagine copyright depositphotos\Madllen

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