Attività fisica e benessere respiratorio: i consigli dello pneumologo

 attività fisica e benessere respiro

E’ noto a tutti come il mettere in moto il fisico implichi un automatico e spontaneo adeguamento della frequenza respiratoria alla quantità di movimento che compiamo. Ed è noto anche il differente modo che ognuno di noi ha di percepire il modificarsi del respiro nel momento in cui si appresta ad un impegno fisico. Un soggetto allenato percepirà le mutate condizioni del suo respiro come normali e non disturbanti, mentre una sensazione generale di disagio respiratorio anche intenso (dispnea) si impadronirà di chi, poco allenato, percepirà l’atto respiratorio come assai patito e faticoso, ma soprattutto difficilmente sostenibile nel tempo. Respiro e movimento sono quindi due dimensioni indissolubili e strettamente dipendenti. Non c’è atto fisico che non perturbi il modo che abbiamo di respirare, ma d’altra parte non c’è miglior modo per giungere al benessere respiratorio se non attraverso un sano, costante ed equilibrato esercizio fisico. Ciò vale anche per quelle persone che, affette da malattie respiratorie croniche (broncopneumopatia cronica ostruttiva, asma bronchiale, bronchite cronica, enfisema polmonare, ecc.), vedano ridotte le loro performance fisiche in virtù della precocità d’insorgenza della sensazione di fatica e di dispnea in occasione di prestazioni fisiche talvolta anche limitate. Mantenere il fisico in attività, attraverso un programma dedicato e personalizzato di attività motoria, aiuta ad allenarlo progressivamente fino al punto di ridurre le fastidiose sensazioni respiratorie conseguenti al movimento. Non c’è respiro faticoso o patologico che non incida sulle nostre capacità di movimento e di piacevole socializzazione, conducendo talora il paziente affetto da forme respiratorie croniche all’immobilità imposta dall’insufficienza respiratoria, momento estremo delle malattie croniche bronchiali e polmonari. Ma non c’è malattia respiratoria cronica che non sia in grado di trarre beneficio da un corretto e adeguato programma di training respiratorio.

Consiglierei, quindi, di tener presenti i seguenti punti:

  • Anche solo una buona e semplice attività fisica tranquilla, equilibrata e non competitiva, è in grado di liberare nell’organismo endorfine, sostanze in grado di aumentare la generale percezione di benessere della persona ed il suo senso di appagamento complessivo, fino al punto di modificare in modo positivo le percezioni fisiche e mentali quale fosse un vero e proprio elisir universale. Specie se praticata in compagnia, inoltre, l’attività motoria aumenta la possibilità di una piacevole socializzazione che ci fa sentire meno soli. Il tipo, l’intensità e la durata dell’attività consentita variano in funzione dello stato generale della persona e della condizione respiratoria del singolo paziente, per cui tale scelta compete più allo specialista pneumologo che conosce il paziente piuttosto che allo stesso.
  • Esiste tutta una serie di esercizi di rilassamento estremamente utile ad imparare a familiarizzare con il respiro. Tra questi insegno ai miei pazienti a prendere contatto con il proprio corpo anche attraverso la possibilità di focalizzare l’attenzione sui diversi momenti dell’atto respiratorio e degli organi che lo rendono possibile (bocca, naso, faringe, trachea, bronchi, polmoni e muscoli respiratori). E’ possibile in tal modo percepire la grande diversità che passa tra un respiro appena percepito praticato col diaframma o intenso ed ampio effettuato, invece, con i muscoli respiratori accessori. Parlare col respiro mentre lo si compie consente di riportare la condizione respiratoria all’interno di una normalità che ce la fa sentire più vicina e rassicurante.
  • Tener presente che una buona attività fisica consente di controllare prima di tutto il peso corporeo. Ciò rappresenta un’indispensabile premessa a una buona respirazione, in quanto l’assenza di sovrappeso consente una possibilità di movimento più libera e meno limitante, senza dover temere una precoce comparsa della fatica fisica ma soprattutto del disagio respiratorio.
  • Un’equilibrata attività motoria in compagnia è da prendere in considerazione anche e soprattutto nell’anziano, affetto o meno da patologia cronica respiratoria, in quanto tale pratica esorcizza, oltre alla pericolosa percezione d’inutilità passiva, anche e soprattutto quella quota di controproducente isolamento sociale che rischia d’accentuare la deriva depressiva propria dell’età. La sicurezza e la fiducia che derivano dal recupero di una buona capacità di controllo del proprio respiro anche semplicemente nel corso di un’attività fisica armonica e tranquilla, aiuta l’anziano ed il malato respiratorio cronico a recuperare un proprio modo più funzionale di sentirsi normale.
  • Un’attività fisica moderata e costante nel tempo rappresenta un’inevitabile vantaggio a favore di una buona funzionalità dell’apparato cardiovascolare e del sistema muscolare e articolare, in grado di aumentare ulteriormente il benessere fisico anche attraverso una respirazione che, in un organismo mantenuto in attività, viene percepita come sempre meno faticosa.
  • Ben venga allora per tutti, ma specialmente per i pazienti affetti da malattie respiratorie croniche, un corretto ed equilibrato programma di attività motorie, meglio se praticate all’aria aperta nei periodi in cui ciò sia reso possibile dal clima favorevole, con il quale insegnare al corpo un modo nuovo di muoversi nel mondo per respirare in modo più piacevole, meno ostile e soprattutto con minor fatica.

Dott. Enrico Ballor

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