Dott. Enrico Ballor – Pneumologo Torino
Lo Pneumologo Risponde

Ricovero e Dimissioni con BPCO Riacutizzata. Cosa Vuol Dire?

Lo Pneumologo Risponde” è la nuova rubrica di questo sito dedicata alle curiosità dei lettori.

La domanda di questa uscita è:

Mio papà è stato ricoverato in ospedale e dimesso con diagnosi di “BPCO riacutizzata”. Che cosa vuol dire precisamente?

Rispondo iniziando a definire che cosa intendiamo con la sigla “BPCO”.

Con questo acronimo s’intende la “broncopneumopatia cronica ostruttiva”, patologia respiratoria cronica che interessa bronchi e polmoni.

I pazienti affetti da tale malattia sono spesso fumatori o ex-fumatori ed il fumo di sigaretta è spesso il principale responsabile della sua comparsa negli anni, insieme all’esposizione allo smog urbano.

L’abitudine tabagica ed il clima inquinato delle città, infatti, portano nel tempo ad un progressivo deterioramento della funzione respiratoria bronco-polmonare, fino a definire quadri respiratori clinicamente un po’ diversi tra loro, in quanto legati alla diversa variabilità individuale delle persone, ma tutti ricompresi sotto la sigla “BPCO”:

  • si passa da quadri clinici prevalentemente connotati da aumentata produzione di secreti mucosi bronchiali (quota “bronchitico cronica” della BPCO, con presenza di tosse catarrale persistente presente fin dal risveglio);
  • a quadri con prevalenza di “broncospasmo”, cioè con ostruzione dei bronchi di tipo “asmatico” (quota “asmatiforme” della BPCO, con prevalenza di respiro sibilante, tosse e difficoltà respiratoria);
  • a quadri clinici caratterizzati dalla prevalente presenza di enfisema polmonare (quota “enfisematosa” della BPCO, con difficoltà respiratoria spesso presente solo in corso di attività fisica).

Tutti e tre questi diversi “fenotipi” della BPCO si possono trovare associati in quote variabili nello stesso paziente e la presenza maggiore o minore dell’uno o dell’altro determina la sintomatologia dei diversi pazienti.

Ciò che accomuna, tuttavia, tutti i pazienti con BPCO è la cronicità della malattia, cioè la presenza di una patologia respiratoria che quando compare non guarisce più (il termine “cronico” vuol dire proprio questo).

Tale malattia si può tuttavia curare, tendendo a stabilizzarla con le diverse terapie fino al punto da minimizzarne i sintomi.

Quando invece per un episodio infiammatorio o infettivo delle vie aeree, o per la persistenza di un reflusso gastro-esofageo, o ancora per l’eccessiva presenza di ozono nell’aria rovente delle città in estate, la BPCO tende ad aggravarsi accentuando i suoi sintomi (comparsa di bronchite, polmonite, ecc.), si dice che si “riacutizza”, ed è per questo che viene definita “BPCO riacutizzata”.

Spesso il deteriorarsi del quadro clinico cardio-respiratorio del paziente comporta la necessità di un ricovero ospedaliero, portando frequentemente alla comparsa o al peggioramento di un’insufficienza respiratoria qualche volta già presente, con la conseguente necessità di sottoporre il paziente ad ossigenoterapia e a terapie con broncodilatatori, antibiotici e antinfiammatori cortisonici anche per via venosa.

Approfondimenti

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