Asma allergico da acari della polvere: i consigli dello pneumologo

asma da acaro della polvere

Tra le molte patologie che interessano l’apparato respiratorio, l’asma bronchiale è sicuramente una delle più classiche e delle più frequentemente riscontrabili nella popolazione. Essa consiste in una malattia caratterizzata da difficoltà respiratoria (dispnea) che si può presentare in accessi acuti (crisi asmatiche) o che può consistere in un disagio respiratorio più continuo, d’intensità variabile nei diversi pazienti e nei differenti stadi della malattia.

Lo spasmo dei bronchi (broncospasmo), presente nelle fasi in cui la malattia si manifesta clinicamente, è documentabile con la spirometria ed è favorito dalla presenza di una particolare tendenza dei bronchi a chiudersi ( iperreattività bronchiale aspecifica), con conseguente difficoltoso passaggio dell’aria. Esso è responsabile dei classici quattro sintomi tipici dell’asma: tosse, dispnea (difficoltà respiratoria), respiro sibilante e senso di costrizione al petto.

La maggior parte dei casi di asma bronchiale è da ricondurre a una causa allergica (vedi “Malattie allergiche delle vie aeree” – “Pollinosi” – “ Tosse e allergia: il parere dello pneumologo”), ma non in tutti i pazienti asmatici è possibile riscontrare con certezza la sensibilizzazione ad allergeni. Tra gli allergeni più frequentemente riscontrabili nelle sensibilizzazioni dei pazienti con asma allergico, gli acari della polvere di casa (Dermatophagoides pteronissimus e Dermatophagoides farinae) rappresentano quelli più frequentemente responsabili di asma specie nella fascia pediatrica (vedi “ Asma del bambino: i 10 consigli dello pneumologo per l’asma in età pediatrica”).

Vediamo, allora, una serie di consigli utili a limitare al massimo il contatto tra il paziente asmatico sensibilizzato agli acari e gli allergeni dell’acaro della polvere.

  • L’allergene della povere domestica non corrisponde tanto all’acaro, quanto alle deiscenze dello stesso (feci). La prima conseguenza di ciò è che, una volta ucciso l’acaro con le opportune misure atte a eliminarlo (vedi “ Asma allergico e allergie respiratorie: i 20 consigli dello pneumologo per l’igiene della casa”), ciò non è ancora sufficiente per eliminare completamente dall’ambiente l’allergene responsabile delle crisi asmatiche. Dopo aver ucciso gli acari con gli appropriati prodotti acaricidi in commercio, per assicurarsi che i prodotti allergenici dell’acaro siano completamente rimossi dall’ambiente è necessario aspirarli con un aspirapolvere dotato di apposito sacchetto antiacaro. Così facendo si evita di disperdere nell’ambiente domestico il materiale allergenico, diffondendolo nell’aria dopo averlo aspirato nel caso in cui lo stesso non fosse adeguatamente trattenuto dagli appositi sacchetti filtranti dell’aspirapolvere.
  • L’acaro tende a colonizzare ogni spazio utile in cui riesca a riprodursi e a nutrirsi di derivati epidermici umani e animali. Per quanto possa sembrare strano, le tappezzerie di stoffa e di tessuto spesso, facili a impolverarsi specie se presenti da anni, possono rappresentare un habitat ideale all’interno del quale l’acaro riconosce condizioni ottimali per la sua sopravvivenza. Lo stesso vale per tende, tendoni d’arredo e per ogni altro oggetto di tessuto presente nella stanza in grado di accumulare polvere.
  • Evitare le moquettes, in quanto rappresentano, dopo il letto, la principale fonte di acari dell’appartamento. Nel caso in cui si abiti un appartamento in locazione, nel quale non sia possibile rimuovere la moquette, garantire il periodico trattamento del tessuto a terra con prodotti acaricidi dedicati (vedi dopo). Preferire comunque sempre pavimenti in marmo, linoleum o legno (palchetti).
  • Con frequenza almeno mensile trattare il pavimento con uno spray acaricida (spray antiacaro), mantenendo il prodotto nebulizzato sulla superficie a terra per almeno un’ora prima di procedere alla successiva aerazione della stanza, indispensabile prima di soggiornare nuovamente nell’ambiente così trattato. Al temine della procedura acaricida è indispensabile, come detto prima, procedere ad aspirare gli acari morti e i loro prodotti allergenici con un aspirapolvere dotato di idoneo sacchetto di raccolta antiacaro, avendo l’accortezza di cambiare frequentemente lo stesso. Utile anche il trattamento delle superfici a terra con il cosiddetto “100 gradi”, meglio se impiegato successivamente al trattamento con il prodotto acaricida spray.
  • Pulire almeno una volta al dì i pavimenti con un panno umido. Per la rimozione della polvere dai mobili, suppellettili, oggetti d’arredo lisci e non di stoffa e dalle superfici più elevate, trova utilità l’impiego di un panno umido o di un panno elettrostatico avente il vantaggio, rispetto ad un comune strofinaccio asciutto, di mantenere adesa la polvere rimossa, evitandone la dispersione nell’aria.
  • Preferire un riscaldamento a termosifone (da mantenere sempre ben pulito con un panno umido), rifuggendo dalle serpentine riscaldate poste sotto il pavimento. Tale fonte di riscaldamento dell’ambiente, infatti, tende a favorire il sollevamento dal pavimento della polvere e degli acari in essa contenuti, favorendo la dispersione degli allergeni nell’aria delle stanze.
  • Limitare al massimo la presenza di mobili imbottiti con lana e prodotti naturali (poltrone, divani, ecc.) specie nelle camerette dei bimbi, preferendo arredi semplici ed essenziali prodotti con materiali lisci e facilmente lavabili. E’ preferibile scegliere mobili d’arredo dotati di piedini di sostegno, evitando quelli che, appoggiati direttamente a terra con un’ampia superficie, facilitano l’accumulo di polvere in spazi in cui la pulizia diviene poi assai difficoltosa.
  • Evitare mobili con spazi aperti esposti alla polvere. I vestiti saranno conservati in armadi chiusi, meglio se riposti in apposite fodere di materiale plastico atte ad accoglierli, evitando di abbandonare esposti alla polvere, specie per periodi prolungati, i vestiti non frequentemente utilizzati.
  • Preferire un lavaggio degli indumenti in lavatrice ad una temperatura di almeno 60 gradi. Tale temperatura, infatti, consente di uccidere l’acaro eliminando gli allergeni dai vestiti.
  • La principale fonte di acari della casa è rappresenta dal letto e dagli effetti letterecci in lana, crine animale, ecc. E’ preferibile ricorrere a materassi e cuscini antiacaro nel caso in cui non si disponga già degli stessi. Nel caso in cui, invece, già li si possieda in materiale non adeguato, è possibile ricoprire gli stessi con apposite foderine in grado di impedire il contatto tra gli acari eventualmente in essi contenuti ed il paziente.
  • Federe dei cuscini e lenzuola dei letti vanno cambiate e lavate preferenzialmente almeno una volta la settimana, avendo l’accortezza di aspirare almeno una volta al mese i copriletto ed i copripiumini del letto con un aspirapolvere dotato di sacchetto antiacaro. Al termine della stagione invernale è opportuno riporre le coperte più pesanti e i copriletto in idonee custodie sintetiche (plastica, nylon, ecc,), trattandoli all’interno con spray antiacaro.
  • Limitare al massimo, nella cameretta dei bimbi, la presenza di pelouche e giocattoli di stoffa se non quelli garantiti da caratteristiche acaro-free. Lo stesso vale per tutto ciò che possa accumulare polvere difficilmente rimovibile. Nel caso in cui il bimbo abbia l’orsetto del cuore costituito da materiale non adeguato, è possibile una parziale bonifica del giocattolo, dopo averlo imbustato in un sacchetto di plastica, con una sua permanenza in freezer per un periodo non inferiore alle 24 ore e per almeno una volta al mese.
  • Evitare la pulizia della casa alla presenza del paziente asmatico sensibilizzato agli acari. Le pulizie di casa si fanno sempre quando il paziente allergico non è presente nell’ambiente!
  • Aerare adeguatamente le stanze dell’appartamento. Il ricambio d’aria, infatti, riduce la presenza di sacche di umidità nella casa che facilitano la riproduzione dell’acaro e riducono la concentrazione nell’aria degli allergeni della polvere eventualmente presenti.
  • Un’umidità superiore al 75-80% facilita, specialmente nel periodo di ottobre – novembre, la riproduzione degli acari nell’ambiente domestico. Sconsiglierei, pertanto, umidificatori nelle stanze dei bimbi in tale periodo, riconoscendone invece l’utilità nei periodi in cui, accesi i termosifoni, l’eccessiva secchezza dell’aria favorisce la volatilità dei prodotti allergenici dell’acaro.
  • Il luogo e l’abitazione per una vacanza saranno da scegliere con attenzione, ricordando che ogni trasferimento in una casa nuova rappresenta per il paziente asmatico allergico agli acari una bella sfida (vedi “Asma allergico e luogo di vacanze: i consigli dello pneumologo”).
  • Anche le palestre polverose o non adeguatamente pulite sono un’evenienza da considerare attentamente quando si sceglie di praticare uno sport al chiuso, specie nel caso di un bambino asmatico sensibilizzato agli acari della polvere (vedi “ Bambino asmatico e sport: i 10 consigli dello specialista”).

Una volta documentata la sensibilizzazione agli acari della polvere domestica con le prove allergometriche o con i test in vitro su sangue, oltre alla normale terapia antiasmatica che lo pneumologo saprà consigliare, fondata sul corretto impiego di broncodilatatori, cortisonici per via generale e aerosolica, antiallergici antistaminici, antileucotrienici e stabilizzatori dei mastociti, sarà prioritario evitare il contatto tra il paziente e l’allergene responsabile delle crisi asmatiche, impiegando al meglio i consigli sopra esposti. Nel caso in cui il paziente fosse affetto contemporaneamente anche da rinite allergica, permangono invariati gli stessi consigli dati sopra a proposito della patologia asmatica, con la sola necessità di aggiungere alla terapia dell’asma una terapia inalatoria per via nasale atta a controllare l’ulteriore disagio respiratorio determinato anche dall’ostruzione delle fosse nasali.

 Dott. Enrico Ballor

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