Dott. Enrico Ballor – Pneumologo Torino
Sintomi e Diagnostica

Respirazione, Digestione e Gonfiore Addominale: il Parere dello Pneumologo

La dispnea (disagio respiratorio) associata alle situazioni di ventre dilatato e addome teso “meteorico” (il termine “meteorismo” sta ad indicare un’abbondante presenza di gas intestinali).

Pancia Gonfia e Respiro Difficile

“Quando ho la pancia gonfia come un pallone, come un tamburo, specie dopo mangiato, respiro male”, diceva un mio paziente, per esprimere il fatto che, in virtù di una digestione difficoltosa e lenta (dispepsia) ogni volta che mangiava, specie se il pasto era abbondante, il suo respiro diventava estremamente pesante e faticoso.

Sono molte le situazioni nelle quali, a causa di un aumento del volume dell’addome, sia che esso dipenda da un’aumentata quantità di aria presente all’interno dell’intestino (lume intestinale), sia che esso rappresenti la conseguenza di un’ascite, cioè di una patologica presenza di liquido all’interno della cavità addominale (liquido ascitico), l’atto respiratorio risulta più difficoltoso, generando una dispnea provocata dalla spinta esercitata dai gas o dai liquidi sul diaframma, muscolo piatto che separa la cavità addominale da quella toracica, principale responsabile della respirazione tranquilla in condizioni di normalità (vedi anche “Paralisi del diaframma e lesioni del nervo frenico: il punto dello pneumologo” e “Insufficienza respiratoria dopo intervento chirurgico: il punto dello pneumologo”).

Cause di Dispnea da Gonfiore Addominale

  • Anche solo un banale “dismicrobismo” intestinale, intendendo con tale termine l’alterazione quali-quantitativa della normale popolazione batterica residente nell’intestino, vuoi come conseguenza di una terapia antibiotica che ne abbia sovvertito la normale flora intestinale, vuoi in caso di infezione microbica intestinale di origine alimentare, può rendersi responsabile di un’aumentata formazione di gas (meteorismo) derivanti dai processi patologici fermentativi o putrefattivi presenti nell’intestino.
    L’aumentata presenza di questi gas intestinali che distendono l’addome e che esercitano una spinta talora anche notevole sul diaframma, determina un effetto negativo sulla fisiologica attività contrattile diaframmatica, contrastandone quella regolare funzione, in condizioni di riposo, dalla quale dipende l’atto respiratorio. Tale imprevisto aumento del lavoro muscolare del diaframma risulta essere responsabile di una maggior fatica a respirare, esitando in quel particolare tipo di dispnea che dipende dalle situazioni di distensione dell’addome (“pancia gonfia”). Ciò vale ancor più per quei soggetti che, magari già sovrappeso, quando addirittura non obesi (vedi la definizione delle due diverse condizioni in funzione del BMI, nell’articolo “BPCO, insufficienza respiratoria e alimentazione: i consigli dello pneumologo”), già presentino una maggior difficoltà respiratoria conseguente ad un peso corporeo eccessivo (vedi anche “Asma, BPCO e obesità: il parere dello pneumologo” – “Asma e sovrappeso: il parere dello pneumologo” – “Apnee del sonno, russamento e obesità: meglio la dieta o la CPAP?”).
  • La stesse dinamiche negative sull’attività del diaframma possono riscontrarsi in caso di sindrome del colon irritabile e di sindrome da rallentato svuotamento gastrico, che si manifestano, classicamente, con il “gonfiore” addominale post-prandiale. In entrambe queste condizioni patologiche è frequente il fenomeno dello “slacciarsi la cintura dopo aver mangiato”, sicuramente poco signorile e poco in linea con i dettami del galateo a tavola, ma che tanto bene rende conto di quel respirare meglio dopo i pasti, specie se abbondanti, a condizione che si liberi l’addome dalla morsa impostagli da una cintura improvvisamente divenuta troppo stretta.
  • Anche numerose condizioni che prevedono l’ascite, cioè la patologica presenza di liquido nell’addome, possono rendersi responsabili di una maggior difficoltà a respirare derivante dalla pressione esercitata dall’addome sui polmoni presenti nella cavità toracica. Numerose sono le cause di ascite, andando da quelle secondarie alle condizioni cirrotiche del fegato (cirrosi epatica) fino a quelle denotative della presenza di tumori maligni primitivi o secondari (metastasi) di vari organi (stomaco, fegato, ovaio, ecc.). In alcuni casi la quantità di liquido che si raccoglie nella cavità addominale può superare abbondantemente anche il volume di 10 – 15 litri, provocando in questo caso una notevole difficoltà respiratoria, risolvibile solamente con il drenaggio dell’anomala raccolta liquida attraverso la parete addominale (paracentesi addominale).

Tre diverse condizioni di malattia tumorale, poi, possono contemplare la presenza di un’abbondante presenza di liquido ascitico nell’addome, tale da rendere estremamente difficoltosa la respirazione:

  • la linfangite carcinomatosa (diffusa localizzazione metastatica alla rete linfatica addominale da parte di un tumore maligno;
  • la carcinosi peritoneale, cioè la diffusa presenza di metastasi, derivanti da un tumore maligno, localizzate al peritoneo, sottile foglietto di tessuto che riveste gli organi addominali;
  • il mesotelioma maligno del peritoneo che, come il mesotelioma maligno della pleura, è correlato al contatto con l’amianto (vedi “Asbestosi”).

Si tenga conto delle dinamiche sopra esposte, quando si debba interpretare una difficoltà respiratoria in un paziente in cui è presente un aumentato volume dell’addome, prima di lanciarsi in esami clinici complessi che qualche volta potrebbero risultare non indispensabili a chiarire l’origine del sintomo “dispnea”.

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