Terremoto, asma e problemi respiratori: i consigli dello pneumologo

terremoto asma e problemi respiratori

I recenti terremoti che dal 24 agosto 2016 hanno devastato l’Italia centrale, hanno portato all’attenzione di noi tutti la fragilità delle nostre sicurezze e la vulnerabilità dell’essere umano. Ciò che sembrava scontato al risveglio di ogni mattina è crollato insieme alle case e a quella necessità di certezza che ci accomuna tutti. Improvvisamente è diventato difficile anche solo nutrirsi, espletare le più elementari necessità fisiologiche, proteggersi dal freddo, trovare un indumento con il quale coprirsi. Ma ancor più si è toccata con mano la difficoltà di continuare a curarsi e di reperire i farmaci di uso quotidiano. Oltre agli aspetti del lutto, delle perdite di affetti e di persone, il terremoto ha presentato nel suo conto funesto anche nuovi problemi di ordine sanitario. E tra questi il rischio di comparsa o di aggravamento di patologie respiratorie, tra le quali asma bronchiale, bronchite cronica, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), ed enfisema polmonare, ma non solo.

Vediamo, allora, alcuni aspetti importanti di cui tener conto in tali circostanze.

  • La rilevante condizione di stress fisico ed emotivo che sono costrette a vivere le persone colpite dall’evento sismico, reca con sé una serie di conseguenze sulla salute, non ultima uno scadimento della vigilanza immunitaria che, associato alle precarie condizioni igieniche nell’area del terremoto, accentua il pericolo di malattie infettive respiratorie nella popolazione, quali bronchiti, polmoniti e broncopolmoniti.
  • Al deficit immunitario indotto dallo stress dell’evento si aggiungono, a peggiorare il rischio di trasmissione di infezioni respiratorie tra i soggetti colpiti dal sisma, non solo la difficoltà nel consentire una corretta igiene personale, ma condizioni di vicinanza tra persone imposte dal terremoto, con permanenza, in spazi comuni, di una grande quantità di soggetti, ognuno dei quali potenzialmente in grado di rappresentare un veicolo di contagio di infezioni respiratorie, dal più comune raffreddore (rinite virale), fino alle più importanti forme respiratorie a carico delle vie aeree inferiori (polmoniti). A questo si aggiunga il sopraggiungere del freddo, che certamente rappresenta un ulteriore fattore aggravante.
  • La stessa condizione di nutrizione non ideale, inoltre, rischia di rappresentare un problema in più con il quale fare i conti, in quanto opera nella stessa direzione di quelli visti in precedenza nel complicare la resistenza alle infezioni. Pur nelle difficoltà del reperire il cibo, si dia priorità ad anziani e bambini nel garantire loro l’apporto di nutrienti il più possibile naturali, somministrando un apporto vitaminico supplementare alla dieta, specie delle vitamine “C” e “D”, in grado di ridurre il rischio di infezioni e probabilmente anche di accessi asmatici.
  • La presenza di polveri derivate dai calcinacci e dal materiale crollato, non solamente nel corso dell’evento sismico acuto ma anche nei giorni e nelle settimane successive allo stesso, può continuare a mantenere la sua azione irritante sulle vie aeree specie in soggetti affetti da asma bronchiale e da BPCO, ancor più nel corso di giornate ventose. A queste condizioni igieniche poco favorevoli per malati respiratori, si aggiunga anche la difficoltà di riscaldare in modo adeguato gli spazi abitativi di fortuna, con presenza di un’umidità malsana che rischia di accentuare il disagio respiratorio per la presenza di muffe (vedi “Asma, problemi respiratori e muffe nella casa” – “ Malattie allergiche delle vie aeree”).
  • Oltre ai rischi sopra segnalati a proposito di condizioni climatiche e abitative poco favorevoli, segnalo il rischio di esposizione ad allergeni nei nuovi locali in cui le persone vengono accolte. Non mi riferisco, in questo caso, al solo rischio di scarsa igiene dei ripari di fortuna, quanto proprio alla “novità” abitativa. In caso di asma allergico con sensibilizzazione agli acari della polvere domestica, infatti (vedi “Asma allergico da acari della polvere: i consigli dello pneumologo” – “ Asma allergico e allergie respiratorie: 20 consigli utili per l’igiene della casa”), vi è il concreto rischio di esporsi a condizioni abitative magari anche di tutto rispetto da un punto di vista del confort (alberghi reperiti dalla protezione civile, ecc.), ma che possono presentare situazioni nuove, tra le quali la presenza di una moquette, tutt’altro che consigliata ad un allergico agli acari!
  • La condivisione forzata di spazi confinati può portare ad una situazione di vicinanza con animali domestici di proprietà di alcuni ospiti dello spazio abitativo comune, che specie nel caso di anziani e bambini può essere d’aiuto a superare lo stress dell’evento sismico. Pur rappresentando questi animali un importante fattore di compagnia, si presti tuttavia attenzione a rispettare il più possibile quanto consigliato in caso asma allergico ai derivati animali (vedi “Asma allergico da pelo del gatto: il parere dello pneumologo” – “ Asma allergico da pelo del cane: il parere dello pneumologo”), in quanto, se pur un cane o un gattino sono preziosissimi facilitatori del superamento dello stress da terremoto, un minor rigore nel proteggere i soggetti allergici dal contatto con un animale al quale risultino sensibilizzati rischia di precipitare crisi asmatiche anche di non poco conto (vedi “ Bimbo, animali domestici, asma e allergie respiratorie: i consigli dello pneumologo”).
  • Ritengo indispensabile, specie nel caso di persone a rischio (vedi “Vaccinazione antinfluenzale e malattie polmonari: i consigli dello pneumologo” – “ Le vaccinazioni utili in pneumologia: il parere dello pneumologo”), procedere con la vaccinazione antinfluenzale e in alcuni casi, sotto consiglio del medico, anche con quella anti-pneumococcica, al fine di minimizzare i rischi di complicazioni respiratorie favorite anche dalla condivisione degli spazi abitativi comuni, non dimenticando una serie di consigli da applicare, per quanto possibile nella specifica situazione disagevole del post-terremoto, per ridurre ulteriormente il rischio di contagio interpersonale (vedi “ Bronchiti, polmoniti e altre infezioni respiratorie invernali: i consigli dello pneumologo”).
  • Consiglio, inoltre, di non perdere di vista il rischio dell’aumento del numero di sigarette fumate, in quanto in queste situazioni stressanti la sigaretta rischia di rappresentare un fattore vicariante che aiuta a superare la giornata riducendo lo stress, ma accentua altresì il rischio di infezioni respiratorie facilitate dall’elemento irritativo rappresentato dal fumo di tabacco (vedi “ Asma e fumo di sigaretta: il parere dello pneumologo” – “BPCO e fumo di sigaretta: il parere dello pneumologo”).

In conclusione, si presti attenzione ai vari punti trattati sopra, cercando di trovare soluzioni quanto più prossime alla possibilità di minimizzare i rischi ricompresi in ciò che ho voluto segnalare.

 Dott. Enrico Ballor

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Immagine copyright depositphotos\kampee_p

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