Asma e problemi respiratori da profumi, candele, oli e incenso: i consigli dello pneumologo

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Viene chiesto qualche volta allo pneumologo, non solamente da parte di pazienti affetti da asma bronchiale (vedi “Asma bronchiale: malattia da conoscere”) o da malattie respiratorie croniche quali la bronchite cronica, la BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva) e l’enfisema polmonare, ma anche da parte di persone senza problemi respiratori in atto, se candele profumate, bastoncini d’incenso, profumi e oli profumati per la casa, diffusori elettrici, vaporizzatori per profumi e lampade per aromi e per fragranze d’ambiente, possano arrecare danni alla salute, rappresentando un problema in più per i pazienti affetti da malattie respiratorie.

Farò di seguito una serie di considerazioni, derivabili dalla lettura di quanto diffusamente pubblicato in letteratura internazionale, dalle quali si possa comprendere il mio orientamento di fronte a tale dubbio, proponendo alcuni consigli ispirati a queste riflessioni.

  • Numerosi studi internazionali consentono di affermare che candele profumate per la casa e bastoncini d’incenso che si accendono per profumare gli ambienti interni dell’abitazione, sono fonte di sostanze tossiche, alcune delle quali estremamente pericolose in quanto in grado di incidere negativamente sul benessere respiratorio delle persone che ne inalano i fumi e talora responsabili di aumentato rischio di tumore. Tra i prodotti della combustione di tali dispositivi, il benzene rappresenta quello che più di altri arreca danni se presente nell’aria in quantità al di sopra di una certa soglia. Nel loro insieme tali sostanze volatili inquinanti l’aria degli ambienti interni vengono definite dalla sigla “COV” (Composti Organici Volatili).
  • I dati derivanti da vari studi scientifici relativi ad altre sostanze tossiche ritrovate in quote diverse nell’aria degli ambienti, nel caso dell’incenso, delle candele profumate o dei prodotti vari in grado di rilasciare profumi, rilasciate nel corso della combustione o della diffusione nell’ambiente con meccanismo diverso (diffusione attiva o passiva), parlano della presenza nell’aria di formaldeide, acetaldeide, acroleina, tricloroetilene, muschi artificiali e particolato (polveri sottili), per arrivare fino agli ftaleni (dietilftalato o DEP), addirittura in grado di agire negativamente sulla riproduzione.
  • La presenza del particolato prodotto dalla combustione di tali fonti, assimilabile in tutto e per tutto alle polveri sottili inquinanti l’aria degli ambienti urbani (smog delle città), produce, negli ambienti interni delle case, la stessa azione irritativa che ha sulle vie aeree il particolato PM10 e PM2.5 dello smog delle città proveniente dagli impianti di riscaldamento e dai motori a scoppio dei veicoli (vedi “ Inquinamento urbano e cancro polmonare”). Si ricordi, inoltre, che talvolta la tossicità di tali dispositivi è conseguente alla combustione di vernici, solventi, coloranti e sostanze varie impiegate per guarnire e decorate le candele profumate, dato questo che partecipa a peggiorare ulteriormente la già scarsa salubrità dell’aria legata alla sola combustione della cera e degli incensi.
  • L’infiammazione delle vie aeree provocata dalla presenza di tali sostanze nell’aria domestica si rende inoltre responsabile di una maggior facilità di contrarre o di aggravare malattie allergiche delle vie aeree (vedi “Pollinosi” – “ Malattie allergiche delle vie aeree” – “Tosse e allergia: il parere dello pneumologo”) ed è per tale motivo che prudenzialmente sconsiglierei vivamente l’uso di tali “profumi” per la casa nel caso in cui nell’ambiente fosse presente un allergico o un bambino (vedi “Asma del bambino: i 10 consigli dello pneumologo per l’asma in età pediatrica”). Non si dimentichi, inoltre, che fa parte della letteratura medica degli incidenti domestici il caso d’ingestione, con effetti gravi quando non letali, di liquidi profumati per ambienti da parte di bambini, attratti a farlo dalla particolare piacevolezza del profumo liberato dai bastoncini diffusori di legno in essi immersi.
  • Alcune sostanze profumate impiegate nella produzione dei dispositivi per la casa appartengono a due diverse categorie di sostanze: oli essenziali di derivazione naturale (piante, fiori, ecc.) ed essenze sintetiche. Indipendentemente dai molti profumi che esse liberano nella casa, i più caratteristici dei quali sono la citronella, la lavanda, l’eucalipto, il gelsomino, il sandalo, gli agrumi e il pino, mi sembra non ci siano differenze, in termini di rischio per la salute, tra sostanze naturali o sostanze sintetiche. Si tenga conto, inoltre, del fatto che, oltre ai rischi per la salute respiratoria, esiste un ulteriore rischio rappresentato dalla possibilità che tali sostanze generino problemi allergici o irritativi di natura dermatologica, legati al semplice contatto fisico delle sostanze dette sopra con la pelle, in special modo nel caso in cui lo stesso si prolunghi o si ripresenti nel tempo con particolare frequenza.
  • A proposito del tumore polmonare e bronchiale, uno studio pubblicato sull’autorevole rivista internazionale “Cancer ”, dell’American Cancer Society, afferma che il permanere per prolungati periodi di tempo esposti ai fumi dell’incenso porta ad un aumentato rischio di sviluppare non solamente il tumore polmonare, ma altresì tumori a carico della bocca, dei seni paranasali e del laringe, con una diretta proporzionalità del rischio legata al tempo di esposizione alla sostanza ed alle sue quantità presenti nell’aria.
  • E’ descritto l’impiego di paraffine, altamente cancerogene quando vengono bruciate, in luogo della più costosa cera per il confezionamento delle candele profumate. Preferire, quindi, sempre, nel caso non si possa rinunciare a profumare l’ambiente, l’acquisto di candele profumate prodotte con cere naturali (cera delle api, ecc.).
  • Nonostante la piacevole impressione che una casa profumata possa dare in termini d’igiene e pulizia, le affermazioni fatte sopra aiutano a capire che, contrariamente a quanto si possa immaginare, una casa artificialmente “profumata” con i dispositivi sopra detti è tutt’altro che sicura e sana. Il problema vero consiste probabilmente nel fatto che, a tutt’oggi, non esista ancora una precisa e rigorosa normativa relativa ai deodoranti casalinghi, come già invece avviene per i cosmetici, che definisca il tipo e le quantità pericolose di tali sostanze in grado di escludere con certezza un danno alla salute.
  • Tali sostanze liberate nell’aria degli ambienti interni sono spesso causa di crisi d’asma (vedi “ Sento un fischietto quando respiro! Che cos’è?”) o di riacutizzazione di malattie respiratorie croniche. Sono altresì possibili bruciore agli occhi (congiuntivite) e bruciore-dolore alla gola, presenti specie al risveglio nel caso in cui non ci si sia ricordati di arrestare la combustione dell’incenso nel corso della notte. Per tali motivi sconsiglio vivamente la presenza di tali dispositivi in una casa in cui sia presente un soggetto asmatico, specie se con spiccata iperreattività bronchiale aspecifica, allergico, o un paziente affetto da patologie respiratorie croniche. Per i motivi visti sopra, limiterei anche per prudenza l’uso di spray deodoranti per ambienti liberati da bombolette pressurizzate.
  • In ogni caso, specie durante il periodo estivo, nel corso del quale la presenza di una più elevata concentrazione di ozono nell’aria potrebbe aumentare la tossicità e l’azione irritante di tali sostanze sulle vie aeree, sconsiglierei di lasciare attivi tali dispositivi profumanti per un periodo prolungato, ancor di meno durante la notte. Se proprio non se ne vuol fare a meno, una fugace accensione di pochi minuti in ambienti sufficientemente ventilati potrebbe essere sufficiente a profumare l’aria, evitando di saturare l’ambiente di sostanze nocive. Pertanto, senza voler criminalizzare le aziende produttrici, ma rispettoso di un diritto alla salute che anche solo di fronte al dubbio deve trovare come prioritario un comportamento prudenziale, in attesa di dati della ricerca più scientificamente conclusivi mi sentirei di dire che un moderato uso di tali “piaceri” per la casa, peraltro “non indispensabili”, quando non siano presenti bimbi o pazienti con problemi respiratori o allergici, è probabilmente possibile, a patto che non se ne esageri l’esposizione e si proceda periodicamente a una sufficiente e prudenziale ventilazione degli ambienti.

 Dott. Enrico Ballor

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Immagine copyright depositphotos Guzel

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