Dott. Enrico Ballor – Pneumologo Torino
Lo Pneumologo Risponde

Fibrosi Polmonare Idiopatica: Aumento Ossigeno o Dare Antiossidanti NAC?

Lo Pneumologo Risponde” è la nuova rubrica di questo sito dedicata alle curiosità dei lettori.

La domanda di questa uscita è:

Ad un paziente con fibrosi polmonare idiopatica (FPI) è pericoloso aumentare l’ossigeno o può giovare la somministrare di antiossidanti come il NAC?

E’ la domanda della moglie di un paziente affetto da fibrosi polmonare idiopatica (IPF), in un periodo come questo (Covid 19) in cui è quasi impossibile far valutare al domicilio un paziente con tale tipo di problema.

Evidentemente la signora che pone la domanda vuole sapere, visto che il marito accusa difficoltà respiratoria nonostante la somministrazione dell’ossigeno, se una eventuale supplementazione “autogestita” dell’ossigeno rischia di produrre danni e se l’aggiunta di N-acetilcisteina alla terapia possa aiutarlo.

In caso di fibrosi polmonare, a differenza di ciò che capita con i pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), aumentare la quantità di ossigeno gassoso erogato dalla bombola non comporta solitamente problemi particolari, fin tanto che ciò avvenga per portare la saturazione dell’emoglobina (Sat%) fino ad un valore di circa 92–94%).

Mentre, infatti, nei pazienti con BPCO l’incremento non ben controllato (dallo pneumologo!) dell’ossigeno comporta un concreto pericolo di vedere aumentare il valore dell’anidride carbonica (CO2) nel sangue, fino a determinare carbonarcosi (intossicazione da CO2) e coma ipercapnico, ciò di fatto non avviene nella maggior parte dei pazienti affetti da fibrosi polmonare, per i quali spesso è possibile ridurre il disagio respiratorio aumentando la quantità dell’ossigeno inalato senza correre rischi particolari.

Naturalmente lo pneumologo che segue il paziente deve sempre essere informato di tali tentativi autogestiti, in modo da guidarne, per quanto a distanza, gli stessi.

A proposito, poi, della possibilità di somministrare il NAC (N-acetilcisteina), farmaco tanto comune e tanto usato con funzione principalmente mucolitica e fluidificante delle secrezioni bronchiali, l’uso di questo prodotto per tale finalità mi pare assolutamente privo di giustificazione, non producendo effetti clinici apprezzabili in tali pazienti.

Approfondimenti

Scopri di più su questo argomento leggendo anche:

Insufficienza respiratoria e ossigenoterapia

L’ossigenoterapia domiciliare spiegata dallo pneumologo

Saturazione dell’ossigeno e dita fredde: lo pneumologo e il buon uso dell’ossimetro

Acqua: la migliore terapia mucolitica

N-acetilcisteina (NAC): farmaco pneumologico non solo mucolitico

Farmaci ed effetti collaterali nelle malattie respiratorie: il parere dello pneumologo

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