Nodulo polmonare: futura diagnosi radiologica e intelligenza artificiale.
Chi come me era un ragazzo quarant’anni fa, ricorda molto bene lo stupore di fronte ai primi computer che giocavano a scacchi e ancor più la frustrazione che provava, specie chi non era esperto nel gioco, di fronte ad una macchina che, qualunque mossa tu facessi, comunque ti batteva a differenza di tuo nonno che, anche solo per amore o per pietà umana, qualche volta ti lasciava vincere una partita.
In quarant’anni quei primitivi PC ne hanno fatta di strada e per quanto già allora si dimostrassero superiori all’uomo per velocità ed efficacia, ciò che hanno imparato a fare in questi quarant’anni non era allora nemmeno immaginabile.
Penso, da pneumologo clinico, alle molte possibilità d’impiego di tali sistemi intelligenti nella diagnosi delle malattie respiratorie che interessino l’uomo e ai tanti dubbi, specie in campo radiologico, che l’intelligenza artificiale sarà in grado di risolvere in tempi rapida e una volta improponibili, fornendo interpretazioni di lesioni polmonari con un’affidabilità pressoché totale.
Presentate alcune TAC di lesioni polmonari dubbie per tumore del polmone (vedi “Tumore ai polmoni e ai bronchi”), rispettivamente ad alcuni specialisti radiologi e ad un sistema esperto nell’interpretazione delle immagini radiologiche, la diagnosi corretta, poi verificata, è stata posta più frequentemente dalla macchina piuttosto che dagli specialisti umani.
E siamo solo all’inizio!
Immagini quali i noduli polmonari, che rappresentano una delle maggiori scommesse diagnostiche in campo pneumo-radiologico, saranno analizzate, in un futuro che s‘ipotizza ormai prossimo, da sistemi intelligenti istruiti da milioni di immagini con diagnosi già verificata, sempre aggiornabili e implementabili.
Un sistema intelligente di questo tipo sarà in grado, con algoritmi dedicati, non solo di diagnosticare più correttamente rispetto alle capacità umane un nodulo del polmone di natura imprecisata, ma diverrà in grado di suggerire possibilità diagnostiche alternative (diagnosi differenziale) senza dimenticarne alcuna, presentando, inoltre, i passi diagnostici successivi e le eventuali possibilità terapeutiche più adeguate al singolo paziente.
Sarà possibile, in tal modo, definire più rapidamente i dubbi conseguenti ad una perdita di sangue con la tosse (vedi “Tosse e sangue dalla bocca: è sempre tumore?” – “Come capire da dove viene il sangue che esce dalla bocca? Un aiuto dallo pneumologo”), ma si risolveranno anche, con minori difficoltà, i dubbi diagnostici relativi a quelle diverse malattie polmonari che possono spesso presentarsi con immagini radiologiche simili (vedi “Le immagini a “vetro smerigliato” e il “polmone ad alveare” nella TAC, spiegati dallo pneumologo ” – “Bronchiolite e immagini ad albero in fiore alla TAC del torace (tree in bud): il punto dello pneumologo” – “Broncogramma aereo nella radiografia e nella TAC del torace: il parere dello pneumologo”).
Un grande passo avanti che consentirà una più sofisticata analisi diagnostica ed una personalizzazione dei trattamenti dotati di precisione ed efficacia mai viste.
Lo studio di milioni di immagini acquisite dal sistema esperto consentirà, ad esempio, di meglio cogliere le differenze radiologiche tra una metastasi polmonare di un tumore mammario ed un tumore primitivo del polmone di nuova diagnosi che compaia in una donna fumatrice affetta da pregresso tumore della mammella non evolutivo (vedi “Tumore della mammella e polmone: il parere dello pneumologo” e “Tumore del polmone nella donna e fumo di sigaretta: il punto dello pneumologo”).
O di meglio differenziare un quadro di impegno dei linfonodi ilari del polmone da parte di un linfoma o di una sarcoidosi polmonare (vedi “Sarcoidosi”), consentendo una migliore puntualizzazioni di quelle patologie del torace che interessino il mediastino (vedi “La sindrome mediastinica spiegata dallo pneumologo”).
O di meglio orientare lo pneumologo di fronte alla patologia pleurica, nei casi di dubbio mesotelioma della pleura (vedi “Mesotelioma maligno della pleura”), di asbestosi polmonare (vedi “Asbestosi”) o di placche pleuriche dall’incerta evoluzione (vedi “Ispessimenti pleurici e placche pleuriche nelle radiografie del torace” e “Pneumoconiosi e pneumopatie professionali”).
Ma sarà altresì più facile, per il sistema esperto, cogliere quelle fini differenze radiologiche che consentiranno di ipotizzare malattie rare, quali un’istiocitosi X polmonare (vedi “Istiocitosi X polmonare”), o le immagini nodulari escavative e non-escavative con le quali, in certi casi, si manifestano a livello polmonare alcune patologie immunologiche e infiammatorie che coinvolgono diversi organi e apparati (vedi “Manifestazioni polmonari delle vasculiti” – “Rene e polmoni: lo pneumologo e la sindrome pneumo-renale” – “Manifestazioni polmonari e pleuriche del lupus: il parere dello pneumologo” – “Versamento pleurico”).
S’immagini, ad esempio, la possibilità di far seguire dal sistema intelligente il confronto nel tempo di una lesione tumorale del polmone senza mai perdere le immagini precedenti, fornendo l’epoca migliore per l’acquisizione delle immagini successive, l’eventuale velocità di crescita della lesione che consigli un più celere intervento del chirurgo toracico o la possibilità di una valutazione dimensionale, anche volumetrica, dell’efficacia di una chemio o di una radioterapia.
O, ancora, la possibilità di facilitare un migliore approccio diagnostico alle diverse patologie polmonari (vedi “La biopsia bronchiale, polmonare e pleurica spiegate dallo pneumologo”).
L’unico limite alla velocità di affermazione di un tale tipo di progresso sarà purtroppo rappresentato dalla necessità di dover fornire al sistema intelligente i dati dei pazienti e le stesse immagini dalle quali egli “impara” e cresce in efficacia, non solamente secondo una logica scientifica, ma nel rispetto più assoluto della privacy.
Con queste premesse, a garanzia della riservatezza di ognuno, il futuro della diagnostica radiologica in pneumologia è già lì, tutta da cogliere.
Un assistente “artificiale” di tutto rispetto che sarà in grado di coadiuvare, con infinita esperienza, l’intervento del radiologo, affiancandosi ad esso senza necessariamente doverlo sostituire.
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