Raucedine, disfonia e afonia: lo pneumologo e i rimedi per la voce bassa
Si indica con il termine popolare “raucedine”, più scientificamente definita “disfonia”, un abbassamento della voce che diviene anormalmente “rauca” (roca) e meno facilmente udibile, che può in certi casi peggiorare fino ad una sua completa scomparsa (afonia). La “voce bassa”, come spesso viene descritta nel racconto dei pazienti, riconosce una molteplicità di cause diverse, tutte però in grado di interessare in modo diretto o indiretto, per quanto con diversi meccanismi patogenetici, la laringe ( o “il” laringe, che dir si voglia), organo della fonazione che, contenendo le corde vocali, ci serve per parlare. Tra queste diverse cause ricordo:
- malattie infiammatorie della laringe (vedi “Laringite acuta e cronica”).
I più comuni stati infiammatori delle corde vocali che generano la disfonia sono, nella maggior parte dei casi, la diretta conseguenza di patologie infettive di natura virale che interessino la laringe o che ad essa si estendano partendo dall’infezione di altre sedi facenti parte delle vie aeree superiori, quali le fosse nasali, responsabili della rinite (il comune raffreddore) e la faringe o “gola”, del dire popolare, responsabile di faringite, nota anche come “mal di gola”.
Oltre a queste diverse fonti di interesse otorinolaringoiatrico, ne esistono altre di pertinenza più prettamente pneumologica che possono rappresentare il momento iniziale dal quale un qualsiasi processo infiammatorio può successivamente estendersi al laringe.
Intendo quelle malattie infettivo-infiammatorie della trachea (tracheite) e dei bronchi (bronchite – vedi “Bronchite acuta e cronica”) che, solo in un secondo momento, possono interessare l’organo della fonazione.
- Inalazione di sostanze irritanti presenti nell’ambiente, non ultimi i vapori concentrati di alcuni prodotti impiegati nelle pulizie di casa (vedi “Detergenti per la casa mal usati e danni alla respirazione: il parere dello pneumologo” e “Casalinghe e detergenti per la casa: pulire è come fumare? Il parere dello pneumologo”) e alcuni fumi e sostanze irritanti che possono inquinare gli ambienti interni (vedi “Asma e problemi respiratori da profumi, candele, oli e incenso: i consigli dello pneumologo” e “Inquinamento domestico: lo pneumologo e l’aria avvelenata delle nostre case”).
- Fumo di sigaretta (vedi “Fumo di sigaretta, tosse, catarro e tumore del polmone: i consigli dello pneumologo”).
- Esposizione cronica o frequente all’aria inquinata delle città (smog urbano) (vedi “Cina, smog e malattie respiratorie: il punto dello pneumologo” – “Bambini, smog e rischio di malattie: il punto dello pneumologo”).
- Allergeni presenti nell’ambiente che sostengano un’infiammazione allergica persistente della laringe (vedi “Malattie allergiche delle vie aeree” – “Asma, allergie respiratorie e filtraggio dell’aria: il parere dello pneumologo”), quali pollini delle piante (vedi “Pollinosi”), acari (vedi “Acari della polvere e asma: i consigli dello pneumologo”), forfore e peli degli animali domestici (vedi “Bimbo, animali domestici, asma e allergie respiratorie: i consigli dello pneumologo” – “Criceti, cavie, topi e conigli: lo pneumologo e l’asma da piccoli roditori domestici” – “Asma allergico da pelo del cane: il parere dello pneumologo” – “Asma allergico da pelo del gatto: il parere dello pneumologo”) e muffe (vedi “Asma, problemi respiratori e muffe nella casa”).
- Vapori concentrati di cloro usato per sterilizzare l’acqua, spesso presente in quantità eccessive nelle piscine (vedi “Asma, piscina e cloro: il parere dello pneumologo”).
- Uso distorto o inappropriato della voce, spesso richiedente un intervento del foniatra / logopedista necessario a riequilibrare il corretto rapporto tra sforzo muscolare delle corde vocali in tensione ed uso più efficace e meno faticoso della voce.
Può interessare i cantanti, i coristi e i “parlatori” professionali, quali gli insegnanti, i venditori, i commercianti e i professionisti che comunque impieghino la comunicazione orale prolungata e a voce alta nei rapporti interpersonali.
- Malattia da reflusso gastroesofageo e più ancora, gastro-laringeo (vedi “Tosse, catarro e reflusso gastro esofageo: il parere dello pneumologo”).
Una condizione di infiammazione laringea sostenuta da un reflusso del contenuto acido dello stomaco, favorito da cibo inadeguato, ernia jatale o inefficace continenza dello sfintere esofageo inferiore, muscolo che dovrebbe impedire al succo gastrico di refluire in esofago e di risalire durante il riposo notturno fino alla laringe e alla faringe, può rendersi responsabile di molti episodi di disfonia ad insorgenza acuta che, qualche volta, possono cronicizzare, specie nel caso in cui tale evento tenda a ripetersi nel tempo.
- Tosse cronica, presente per le cause più diverse (vedi “Tosse persistente dell’adulto e del bambino” – “Tosse e allergia: il parere dello pneumologo” – “Tosse con catarro: il parere dello pneumologo” – “Tosse secca o “tosse senza catarro”: il parere dello pneumologo”).
La persistenza di un tosse che tenda a ripetersi o a mantenersi nel tempo può provocare sulle corde vocali quel ripetuto traumatismo meccanico da frizione e scuotimento, secondario alla tosse stessa, che diviene poi responsabile della raucedine.
- Infezioni fungine delle corde vocali, specie da Candida albicans, più frequenti in presenza di ridotte difese immunitarie o in caso di trattamento cronico degli asmatici con farmaci cortisonici inalatori (ICS – vedi “I nuovi farmaci per asma e BPCO presentati dallo pneumologo”).
- Trattamento cronico con farmaci cortisonici inalatori a lunga durata d’azione (ICS) in pazienti asmatici, anche in assenza dei problemi micotici delle corde vocali di cui si è detto sopra, per un effetto ipotensivo sulle corde vocali (corde allentate o “molli”) che, in pazienti particolarmente sensibili, può generare una disfonia come espressione di una miopatia locale da cortisonici sulla componente muscolare delle corde vocali (miopatia da steroidi) tale da consigliare talora la sospensione della terapia inalatoria.
In tutti i casi in cui ci si trovi di fronte ad una “banale” condizione disfonica benigna secondaria a infiammazione delle corde vocali da causa infettiva microbica, virale o batterica che sia, legittimamente sospettabile sulla base della persistenza di una disfonia non superiore ai 7 – 10 giorni, si può inizialmente cercare di risolvere il problema “raucedine” anche solo con rimedi popolari auto-prescritti.
In caso di insuccesso, invece, dopo qualche giorno, ci si può orientare a terapie farmacologiche sintomatiche anche solo con farmaci “da banco” o con terapie antinfiammatorie ed eventualmente antibiotiche prescritte dal medico.
Vediamo, allora, in quale modo sia possibile procedere.
RIMEDI NATURALI
Esistono, nella tradizione popolare, tutta una serie di “rimedi della nonna” con i quali da sempre si cerca di curare la raucedine, favorendo con metodi “naturali”, noti per le loro proprietà lenitive e disinfettanti, la risoluzione dell’infezione o dell’infiammazione responsabile della disfonia.
Tra questi anche alcuni comportamenti virtuosi, in grado di modificare quei comportamenti scorretti che ne sono spesso responsabili.
Consiglierei, pertanto, di
- porre a riposo la funzione fonatoria (riposare la voce), cercando di parlare il meno possibile invece di sforzarsi a parlare ugualmente, come spesso tendono a fare alcuni pazienti, imponendosi comportamenti erroneamente immaginati come curativi ma in realtà soltanto complicanti la disfonia.
- Sufficiente idratazione, cioè aumentare il consumo di acqua (vedi “Acqua: la migliore terapia mucolitica”).
- Sciacqui e gargarismi disinfettanti con una soluzione acquosa di acqua tiepida e bicarbonato o con i classici collutori antinfiammatori non farmacologici.
- Fumenti e suffumigi, inalando da una pentola, con il capo coperto da un asciugamano, un vapore caldo di acqua (circa 3 litri) nella quale si siano disciolti un cucchiaio di bicarbonato di sodio (la comune polvere bianca di bicarbonato usato per pulire e disinfettare le verdure) e qualche goccia di olio essenziale di eucalipto, pino o menta, estratti fitoterapici di oli resinosi intensamente profumati aventi proprietà “balsamiche”, lenitive e rinfrescanti.
- Pezzetti di zenzero disidratato tenuti in bocca e succhiati, in diversi momenti della giornata. Questo prezioso prodotto naturale pare dotato di proprietà disinfettanti e antinfiammatorie.
Possibile anche bere, 2 volte nella giornata, un filtrato di miele, limone e scagliette di zenzero lasciati macerare per qualche ora e disciolti in acqua calda per circa 20 minuti prima della filtrazione. Il miele, naturalmente, è controindicato in caso di diabete!
- Tintura madre, sciroppi o tisane di erisimo, pianta officinale dotata di spiccate proprietà antinfiammatorie e mucolitiche (fluidificanti).
- Decotti e tisane delle diverse piante officinali presentate nel mio articolo “Fiori, erbe e piante per la respirazione: prodotti naturali e fitoterapia per tosse, catarro e asma”, possono essere usati per cercare di risolvere la raucedine.
Tra queste consiglierei di dare la priorità nella scelta a quelle che, negli elenchi e nella tabella riassuntiva del citato articolo, compaiano tra quelle dotate di proprietà antinfiammatorie, mucolitico / fluidificanti, balsamiche e antimicrobico / disinfettanti, consultando magari l’erborista fornitore relativamente al miglior modo di preparare un decotto o una tisana che consenta di assumerne i preziosi principi curativi. Si tenga anche conto dei limiti, delle controindicazioni e dei rischi impliciti, relativi alle piante impiegate in questi metodi di cura, consultandosi comunque sempre con il proprio medico specie nel caso di soggetti allergici, prima di procedere con terapie “naturali” talora fonte di possibili problemi anche di una certa serietà.
TERAPIA FARMACOLOGICA
E’ questo il momento in cui, fallito l’approccio “naturale” al problema, sarà il medico o lo specialista a consigliare la più opportuna terapia medica farmacologica della disfonia, fondandola sull’impiego di antinfiammatori, anche cortisonici e antibiotici, somministrati per via orale o per via aerosolica, con l’obiettivo di risolvere infezioni e infiammazioni del laringe responsabili della raucedine.
Nel caso in cui, invece, la disfonia (raucedine o abbassamento della voce) o l’afonia (completa assenza della voce) dovessero persistere per un periodo superiore ai 12-15 giorni, specie se in mancanza di sintomi che possano far pensare ad un’infezione del tratto respiratorio superiore, quali faringodinia (mal di gola) con odinofagia (dolore a deglutire) e magari febbricola più spesso presente alla sera, il consiglio è quello di sottoporsi rapidamente ad una più approfondita visita otorinolaringoiatrica e pneumologica.
In questo caso, infatti, sarà necessario escludere in modo tempestivo una serie di cause di disfonia/afonia più serie, tra le quali:
- Lesioni benigne delle corde vocali, quali noduli, polipi o cisti delle corde vocali.
In alcuni casi piccoli noduli vocali presenti anche su entrambe le corde vocali in sedi contrapposte sottoposte a frizione e pressione ripetuta, possono rappresentare la conseguenza di un cronico traumatismo meccanico esercitato sulle corde vocali in soggetti che, come detto prima, facciano un uso eccessivo della voce a scopo professionale (cantanti, ecc.).
Dopo una fase iniziale in cui la disfonia compare solo dopo affaticamento vocale, se non trattata per tempo e in modo adeguato anche con l’intervento del logopedista, essa rischia di provocare un problema disfonico che tende poi a permane anche a riposo.
- Emorragie locali e soffusioni emorragiche nel contesto delle corde vocali sottoposte ad affaticamento per eccessivo uso della voce (motivi sovrapponibili a quelli visti prima).
- Tumori maligni della laringe (carcinoma laringeo).
- Lesioni tumorali del polmone (vedi “Tumori ai polmoni e ai bronchi”) o tumori e masse espansive presenti nel mediastino (vedi “La sindrome mediastinica spiegata dallo pneumologo” – “Paralisi del diaframma e lesioni del nervo frenico: il punto dello pneumologo”).
A questo proposito vorrei citare un recente caso clinico capitatomi nel corso dell’attività professionale pneumologica .
Ad un uomo di circa settant’anni, ex-fumatore (vedi “Tumore del polmone nella donna e fumo di sigaretta: il punto dello pneumologo”), affetto da raucedine e febbricola persistente da circa un mese auto-curata con “tisanine”, ma in assenza di verosimili cause infettive che la potessero giustificare, pur in presenza di documentazione laringoscopica di paralisi di una corda vocale resa edematosa (“gonfia”) non tanto da un’infiammazione, quanto dal trauma meccanico conseguente allo scuotimento, durante l’atto del parlare, della corda paralizzata da parte di quella del lato opposto normalmente funzionante, fu fatta diagnosi di “laringite” e iniziato un trattamento antinfiammatorio con cortisonici per via iniettiva.
Si trascurò, in questo caso, di considerare tra le possibili ipotesi diagnostiche il tumore polmonare che, già infiltrante estesamente il mediastino e per questo responsabile della lesione del nervo ricorrente responsabile della disfonia, in breve tempo si concluse purtroppo con la morte del paziente.
Si presti, quindi, attenzione a non demonizzare la raucedine semplicemente sulla base dei casi meno favorevoli sopra segnalati, non trascurando, tuttavia, di valutare più attentamente il paziente anche con lo specialista pneumologo, nel caso in cui una disfonia dalle cause poco chiare e non responsiva ad iniziali tentativi “naif” di cura, tendesse a persistere per un periodo superiore alle due settimane.
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