Dott. Enrico Ballor – Pneumologo Torino
Infettive Infiammatorie e Allergiche

Allergia ai Pollini, Asma e Rinite: Cosa Fare per Ridurre i Sintomi

Con l’inizio dell’anno si ripropone il problema della comparsa dei primi sintomi nei pazienti affetti da malattie allergiche respiratorie (vedi “ Malattie allergiche delle vie aeree”).

Per milioni di persone, infatti, non solo l’arrivo della bella stagione primaverile coincide con il rinnovarsi delle crisi di starnutazione, congestione nasale, tosse (vedi “Tosse e allergia: il parere dello pneumologo”) e difficoltà a respirare (dispnea), sintomi legati alla prevalente presenza, nell’ambiente, dei pollini delle graminacee (vedi “Asma allergico da graminacee: il parere dello pneumologo”) e dei pollini di molte piante, ma anche i primi mesi dell’anno possono già rappresentare un problema per gli allergici per la presenza, nell’aria, dei pollini delle betulle e dei noccioli, due tra le più allergeniche specie arboree.

Ciò vale ancor più nei primi mesi di quest’anno in cui, a differenza dei periodi passati, la particolare mitezza del clima ha anticipato l’inizio della stagione di pollinazione delle piante e con essa, l’inizio dei sintomi di cui sopra (vedi “Pollinosi”).

Certamente l’asma bronchiale rappresenta una tra le più frequenti patologie respiratorie allergiche (vedi “ Sento un fischietto quando respiro! Che cos’è?” – “I fenotipi dell’asma: i diversi modi di presentarsi dell’asma bronchiale”), complicando, nel tempo, la sola presenza della rinite allergica (vedi “Dalla rinite allergica all’asma bronchiale: lo pneumologo e la prevenzione asmatica”).

Per quanto risulti davvero difficile evitare completamente il contatto con i pollini, motivo questo del comparire dei diversi sintomi nei pazienti allergici, alcuni accorgimenti possono tuttavia risultare davvero utili per limitare gli effetti negativi legati all’incontro tra polline allergenico e paziente allergico.

Come evitare gli effetti negativi del polline

  • Specie nelle giornate ventose sconsiglierei vivamente di permanere all’aria aperta, in quanto proprio in questa circostanza avviene una maggiore immissione nell’aria, da parte delle piante, dei pollini
    allergenici.
    Oltre a ciò, il vento favorisce il trasporto degli stessi anche a grande distanza, aumentando in tal modo l’area di dispersione del materiale allergenico e la quantità dei granuli pollinici presenti per unità di volume d’aria (granuli di polline/m3 d’aria), rapporto dal quale dipende spesso in modo diretto l’intensità dei sintomi accusati dal paziente (rinite e asma).
  • Per quanto dopo la pioggia la quantità del polline aero-disperso tenda a ridursi talora anche in modo sensibile, bisogna tuttavia ricordare che non si è allergici ai “granuli di polline”, ma al materiale
    allergenico (molecole allergeniche) presenti all’interno di essi.
    Queste, solubili in acqua (idrosolubili), con la pioggia tendono ad uscire dal granulo pollinico e a disperdersi nel velo d’acqua che rimane sull’asfalto e sui manti verdi in campagna, pronti a evaporare come un pericoloso aerosol allergenico con la ricomparsa del sole caldo che segue alla pioggia e che facilita la dispersione nell’aria dell’acqua piovana contenete gli allergeni.
    Si faccia attenzione, pertanto, proprio per questo motivo, a non esagerare con le attività sportive all’aria aperta quando ricompare il sole dopo la pioggia, forti della minor quantità di polline presente nell’aria. Non sono pochi, infatti, i pazienti che, dopo un temporale, lamentano sintomi di allergia alla ricomparsa del sole, al posto di percepirne gli attesi effetti positivi sull’ “allergia”.
  • Nel periodo primaverile e nei diversi periodi dell’anno nei quali i pollini ai quali si risulti sensibilizzati siano maggiormente presenti nell’aria, prestare attenzione alle piante presenti nell’ambiente nel quale si permane o si soggiorna anche per una vacanza (vedi “Asma allergico e luogo di vacanze: i consigli dello pneumologo” – “Respirare aria di montagna: il parere dello pneumologo” – “Respirare aria di mare: il parere dello pneumologo”), preferendo mete di viaggi e periodi di relax in zone nelle quali non figurino specie arboree alle quali si risulti allergici.
    Tale scelta potrà essere valutata tenendo conto dei calendari pollinici pubblicati per i diversi luoghi.
  • Questi stessi calendari pollinici ed i bollettini relativi alle diverse concentrazioni nell’aria dei pollini allergenici, potrà aiutare ad evitare, o per lo meno a ridurre, l’esposizione ambientale agli stessi nei periodi di una loro maggior presenza.
    Tali dati consiglieranno anche il paziente sull’opportunità di pre-medicarsi con i farmaci antistaminici o con i diversi presidi farmacologici antiasmatici (broncodilatatori, cortisonici, ecc.), consentendogli una terapia preventiva sicuramente più vantaggiosa rispetto al solo trattamento dei sintomi respiratori già in atto.
  • Attenzione al taglio dell’erba nel periodo primaverile.
    Viaggiando in auto può capitare al paziente allergico di attraversale zone nelle quali sia in corso tale attività, con conseguente comparsa dei sintomi allergici respiratori.
    In questo caso attivare rapidamente i filtri abitacolo antipolline del veicolo (che consiglio in ogni caso di lasciare sempre attivi), chiudendo bene i finestrini dell’automobile.
    Evitare ancor più la ventilazione forzata che peschi l’aria direttamente dall’ambiente esterno, preferendo, senza esagerazioni termiche, l’aria condizionata a temperatura un po’ inferiore rispetto a quella esterna.
  • Si evitino, specie nel periodo di pollinazione delle graminacee, le operazioni di giardinaggio e quelle di potatura delle piante.
  • Consiglio di lavarsi frequentemente con semplice acqua il viso, le braccia e le parti del corpo esposte al contatto con l’ambiente esterno, proprio nei periodi di maggior presenza dei pollini nell’aria, per allontanare il più possibile dal corpo il materiale pollinico depositatosi nel corso dell’esposizione esterna. Uno o due lavaggi nasali con semplice soluzione fisiologica, inoltre, consentiranno di allontanare anche dalle fosse nasali il materiale allergenico eventualmente presente.
    Alla sera, poi, con una doccia che preveda anche il risciacquare i capelli, sarà possibile rendere più efficace queste misure di allontanamento degli allergeni dalla superficie corporea, evitando di portare gli stessi anche nel letto.
  • Cambiare e lavare quotidianamente gli abiti indossati il giorno prima vuole avere lo stesso significato di ciò che ho descritto al punto precedente.
  • Mantenere ben chiuse porte e finestre nei periodi di pollinazione, specie in case nelle quali siano presenti serramenti ben coibentanti, può certamente ridurre in modo sensibile l’introduzione nell’appartamento di
    pollini allergenici.
  • Se proprio si debba permanere nell’ambiente esterno, usare mascherine per il viso, meglio se dotate di potere filtrante di comprovata efficacia (ottime sono quelle FFP3).
  • La climatizzazione della casa che non obblighi al ricambio d’aria per motivi termici (vedi “Asma, BPCO, malattie respiratorie e aria condizionata: il parere dello pneumologo” – ”Asma e clima: il parere dello pneumologo” – “Estate, afa e BPCO: i consigli dello pneumologo”) e l’uso si filtri antipolline personali (vedi “Filtri nasali, asma, rinite allergica e spray nasali: alcuni consigli dello pneumologo per l’allergia”) e di sistemi filtranti d’ambiente (vedi “Asma, allergie respiratorie e filtraggio dell’aria: il parere dello pneumologo”), possono sicuramente aiutare ad abbattere sensibilmente la carica pollinica totale, riducendo in tal modo la possibilità che insorgano i sintomi respiratori (vedi anche “Inquinamento domestico: lo pneumologo e l’aria avvelenata delle nostre case”).

  • Prestare attenzione al fatto che, nel pelo degli animali domestici, specie di quelli che al piano terreno sono abituati ad entrare e uscire di casa durante il giorno, si può annidare una grande quantità di polline che l’animale tende a rilasciare sui tappeti dell’abitazione o, peggio ancora, su letti, poltrone e divani se abituato a salirci.
    Evitare quindi di concedergli tale vizio, proprio per minimizzare il rischio di entrare in contatto con il materiale allergenico specie nel corso della notte.
  • Stendere il bucato all’esterno anziché impiegare un’asciugatrice, espone al rischio di introdurre nell’abitazione i pollini che gli indumenti stesi bagnati hanno intrappolato nei loro tessuti.
    Evitare, pertanto, se possibile tale abitudine specie in epoca in cui siano presenti grandi quantità di polline nell’ambiente.
  • Mantenere pulita la casa applicando il più possibile le stesse misure da me già consigliate a proposito dell’asma da acari (vedi “Acari della polvere e asma: i consigli dello pneumologo” – “Asma allergico e allergie respiratorie: 20 consigli utili per l’igiene della casa”).
  • Attenzione a praticare sport all’aria aperta in presenza di polline nell’ambiente esterno.
    I rischi di scatenare una sintomatologia allergica in tale periodo, infatti, rischia di annullare i potenziali benefici derivanti dall’attività sportiva (vedi “Bambino asmatico e sport: i 10 consigli dello specialista”).
  • Definire con lo pneumologo e con l’allergologo cha hanno in cura il paziente allergico, la terapia farmacologica più opportuna atta non solamente a gestire i sintomi della malattia (asma e rinite), ma altresì a prevenirne la comparsa attraverso un accorto impiego degli stessi fin dall’epoca precedente rispetto a quella d’inizio della pollinazione delle piante.
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