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	<title>Terapie e Consigli Archives - Dott. Enrico Ballor - Pneumologo Torino</title>
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	<title>Terapie e Consigli Archives - Dott. Enrico Ballor - Pneumologo Torino</title>
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		<title>Broncodilatatori e Difficoltà di Concepimento:  il Parere dello Pneumologo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott. Enrico Ballor]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 05:37:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asma]]></category>
		<category><![CDATA[Terapie e Consigli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Broncodilatatori e difficoltà di concepimento Del rapporto che intercorre tra fertilità e asma bronchiale (vedi “Asma bronchiale” e “Asma bronchiale: malattia da conoscere”) ho già detto in un mio precedente articolo pubblicato su questo sito (vedi “Asma bronchiale e fertilità: il parere dello pneumologo”), riferendomi ai risultati di uno studio...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><h2>Broncodilatatori e difficoltà di concepimento</h2>
<p>Del rapporto che intercorre tra fertilità e asma bronchiale (vedi “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/patologie-trattate/asma-bronchiale/">Asma bronchiale</a>” e “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/asma/bronchiale/">Asma bronchiale: malattia da conoscere</a>”) ho già detto in un mio precedente articolo pubblicato su questo sito (vedi “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/asma/fertilita/">Asma bronchiale e fertilità: il parere dello pneumologo</a>”), riferendomi ai risultati di uno studio scientifico presentati da un’autorevole gruppo di ricerca internazionale. <span id="more-11171"></span>In quel caso si sosteneva come, indipendentemente dalla natura allergica o meno dell’ asma (vedi “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/patologie-trattate/malattie-allergiche-vie-aeree/">Malattie allergiche delle vie aeree</a>” e “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/patologie-trattate/pollinosi/">Pollinosi</a>”), il tempo necessario ad una donna asmatica per concepire un figlio fosse all’incirca doppio rispetto ad una “non asmatica”.</p>
<p>Si sottolineava, inoltre, nelle conclusioni, come tale maggior difficoltà di concepimento fosse correlabile più all’età delle pazienti (tanto maggiore era l’età della paziente asmatica, tanto minore risultava essere la sua fertilità) che non ad altri fattori, ma soprattutto come tale fenomeno non fosse influenzato dai farmaci assunti nel periodo pre-gestazionale, fossero essi cortisonici inalatori (ICS – Inhaled Corticosteroid o cortisonici inalatori a lunga durata d’azione) o broncodilatatori (LABA – Long Acting Beta-adrenoceptor agonists o β<sub>2</sub>-agonisti a lunga durata d’azione) – (vedi “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/asma/nuovi-farmaci-bpco/">I nuovi farmaci per asma e BPCO presentati dallo pneumologo</a>”).</p>
<p>Nelle conclusioni di tale studio, inoltre, si coglieva come restasse indefinita la vera causa in grado di legare l’asma alla minor capacità riproduttiva documentata nelle pazienti asmatiche, consentendo di dare, come unico consiglio, quello di anticipare il più possibile i tentativi di concepimento ad un’età che lo rendesse più probabile.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="ASMA E ALLERGIE RESPIRATORIE (i 20 Consigli dallo Pneumologo per Vivere Meglio)" width="1400" height="788" src="https://www.youtube.com/embed/hcVRHXu9eeo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Considerata poi la delicatezza e l’importanza del tema, alle reciproche correlazioni e interferenze tra asma e gravidanza ho già dedicato in passato alcuni miei scritti, tra i quali “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/asma/allergie-respiratorie-gravidanza/">Asma e allergie respiratorie in gravidanza: i consigli dello pneumologo</a>”, “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/asma/allergie-olio-pesce-gravidanza/">Asma bronchiale, allergie e olio di pesce in gravidanza: lo pneumologo e la prevenzione</a>”, presenti in questo sito, oltre all’articolo “<a href="https://www.medicinadelrespiro.it/malattie/asma/gravidanza-farmaci-asma-tosse/" target="_blank" rel="noopener">Farmaci per asma, tosse e catarro, consentiti e vietati in gravidanza</a>” presente sul mio portale di informazione medica dedicato alla medicina respiratoria ed ai relativi aspetti fisici e psicologici della stessa (“<a href="https://www.medicinadelrespiro.it/" target="_blank" rel="noopener">Medicina del Respiro</a>”).</p>
<p>In questo nuovo interessante studio condotto da un gruppo clinico di ricerca australiano (Università di Adelaide), si prendono nuovamente in considerazione alcune dinamiche relative al rapporto tra asma bronchiale e fertilità e più precisamente il rapporto intercorrente tra fertilità e farmaci impiegati nella cura dell’asma, gli stessi che, nello studio precedentemente citato, sembravano non rilevare ai fini della minor capacità di concepire.</p>
<p>Gli autori dello studio, in questo caso, giungerebbero invece a concludere che i maggiori tempi richiesti alle donne affette da asma bronchiale per concepire, sarebbero da porre in relazione all’uso esclusivo dei broncodilatatori a breve durata d’azione (SABA – Short Acting Beta-adrenoceptor Agonists), tra i quali il salbutamolo, con astensione dall’uso dei cortisonici inalatori (ICS) favorita dai timori per i possibili effetti collaterali degli stessi sul prodotto del concepimento, spesso più temuti rispetto alle conseguenze negative derivanti dall’inadeguato controllo della malattia asmatica secondario al loro mancato uso (vedi “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/asma/cortisone/">Asma, cortisone e altre malattie respiratorie: il parere dello pneumologo</a>” – “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/asma/cortisone-bambini-rischio/">Asma, cortisone, bambini e rischio crescita: i consigli dello pneumologo</a>” – “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/terapie-consigli/farmaci-effetti-collaterali/">Farmaci ed effetti collaterali nelle malattie respiratorie: il parere dello pneumologo</a>”).</p>
<p>Se si considera che l’asma è una patologia bronchiale prima di tutto infiammatoria e che la stessa infiammazione dei bronchi rappresenta la principale causa dell’inadeguato controllo clinico della malattia, si comprende quale sia l’importanza della terapia antinfiammatoria, praticata anche con i farmaci cortisonici somministrati per via inalatoria (ICS), nel garantire il risultato terapeutico.</p>
<p>L’uso dei soli broncodilatatori ad azione pronta e a breve durata d’azione (SABA – durata 3-4 ore al massimo), praticati magari impropriamente solo “al bisogno”, in assenza di ICS evitati per paura, non consente di controllare l’infiammazione bronchiale e, pertanto, spesso non consente di controllare adeguatamente l’asma.</p>
<p>La maggior difficoltà di concepimento documentato nelle asmatiche trattate con i soli broncodilatatori, potrebbe quindi rappresentare la conseguenza di uno stato infiammatorio mantenuto incontrollato a livello bronchiale dal mancato uso dei cortisonici inalatori, in grado di esercitare, attraverso i prodotti stessi dell’infiammazione messi in circolo, anche una negativa azione sull’apparato riproduttivo della donna (utero e ovaie).</p>
<p>Questa nuova ipotesi si aggiunge a quelle che cercano di spiegare la ben nota maggiore infertilità di quel 7-10% circa di donne affette da asma bronchiale in età fertile.</p>
<p>Se davvero questo dato fosse confermato in studi successivi, ma anche solo nella verosimile ipotesi che ciò potesse corrispondere a realtà, tenuto inoltre conto dei minori rischi che corre il feto per l’esposizione agli ICS nelle gravide trattate, rispetto ai rischi che corre per le conseguenze di un inadeguato trattamento dell’asma della futura mamma, tale studio potrebbe definire in modo conclusivo l’indispensabilità della terapia cortisonica inalatoria anche nelle fasi precedenti la gravidanza proprio nelle donne alla ricerca di una maternità.</p>
<p>Ciò ancor più alla luce del fatto che, in questo studio, nelle asmatiche che impiegavano i soli ICS per controllare l’asma, non si sono registrate differenze significative, in termini di fertilità (periodo necessario a concepire), rispetto alle donne non asmatiche.</p>
<p>In questo senso si dimostrerebbe un ruolo degli ICS non certamente in contrasto con la possibilità di concepire ipotizzata nel passato, ma addirittura a favore della stessa.</p>
<p>Per concludere, quindi, l’uso dei broncodilatatori (SABA) usati da soli, agirebbe nelle asmatiche solo sui sintomi dell’asma, ma non consentirebbe di trattare adeguatamente quell’infiammazione dei bronchi che, esprimendosi probabilmente anche a livello extra-bronchiale, potrebbe rendere meno probabile il concepimento.</p>
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<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La paura del bambino per la crisi asmatica</title>
		<link>https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/terapie-consigli/la-paura-del-bambino-per-la-crisi-asmatica/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-paura-del-bambino-per-la-crisi-asmatica</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott. Enrico Ballor]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Feb 2026 23:58:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asma]]></category>
		<category><![CDATA[Terapie e Consigli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La paura del bambino per la crisi asmatica Poche situazioni sono tanto fastidiose e in grado di generare paura in chi ha la sfortuna di provarle come è il sentirsi soffocare. Per sentirsi soffocare (vedi “Sensazione di soffocamento: lo pneumologo aiuta a orientarsi” – “Risvegli di notte con respiro che...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><h2>La paura del bambino per la crisi asmatica</h2>
<p>Poche situazioni sono tanto fastidiose e in grado di generare paura in chi ha la sfortuna di provarle come è il sentirsi soffocare. <span id="more-11019"></span>Per sentirsi soffocare (vedi “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/sintomi-diagnostica/sensazione-soffocamento-aiuto/">Sensazione di soffocamento: lo pneumologo aiuta a orientarsi</a>” – “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/sintomi-diagnostica/risvegli-notte-respiro-manca/">Risvegli di notte con respiro che manca: le possibili cause spiegate dallo pneumologo</a>” – “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/patologie-trattate/laringospasmo-laringite-spastica/">Laringospasmo (laringite spastica)</a>”), intendendo quel disagio a respirare detto “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/patologie-trattate/dispnea-difficolta-respiratoria/">dispnea</a>” che percepisce chi, abituato ad un respiro tranquillo che fluisce normalmente, deve purtroppo suo malgrado provare il fastidio di non riuscire più a tirare il fiato, come accade purtroppo nel corso di una crisi asmatica acuta (vedi “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/patologie-trattate/asma-bronchiale/">Asma bronchiale</a>” – “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/asma/bronchiale/">Asma bronchiale: malattia da conoscere</a>”) che possa insorgere in modo improvviso in un soggetto (adulto o bambino) esposto ad allergeni respiratori (vedi “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/patologie-trattate/pollinosi/">Pollinosi</a>” – “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/patologie-trattate/malattie-allergiche-vie-aeree/">Malattie allergiche delle vie aeree</a>”).</p>
<p>Ma se tale esperienza, in un adulto, è ancora qualcosa che, per quanto vissuta con estremo disagio, può in fondo essere gestita e trattata fino a soluzione, in un bambino la crisi respiratoria presente nel corso di un evento asmatico acuto, intenso e improvviso, viene talora vissuta con un’emozione di grande paura che può procedere fino al terrore e al pianto.</p>
<p>Quel sentirsi soffocare senza riuscire a respirare, dopo aver provato la prima crisi asmatica che conduce il bimbo in Pronto Soccorso, fa si che spesso il piccolo tenda a vivere il ripetersi di episodi analoghi successivi al primo con una paura ancora maggiore, specie se il primo evento è stato “condito” dalle ansie di genitori impreparati e preoccupati per le possibili conseguenze (vedi “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/asma/crisi-rischio-morte/">Crisi d’asma e rischio morte: i consigli dello pneumologo</a>”).</p>
<p><iframe loading="lazy" title="LA DISPNEA: Cosa si può Nascondere dietro una Difficoltà Respiratoria? 😮‍💨" width="1400" height="788" src="https://www.youtube.com/embed/_ItKU_0bIlU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Vediamo, allora, come cercare di minimizzare gli effetti emotivi negativi di una accesso asmatico acuto, cercando di comprendere i meccanismi della paura che in un bimbo rischiano di peggiorare nettamente la personale percezione di ciò che sta accadendo e di amplificare in modo improprio il disagio respiratorio generato dalla sola “oggettività” del broncospasmo in atto.</p>
<ul>
<li>Premetto che i classici quattro sintomi della crisi asmatica completa consistono in <a href="https://www.pneumologo-ballor.it/patologie-trattate/tosse-persistente-adulto-bambino/">tosse</a>, <strong>dispnea</strong> prevalentemente espiratoria, <strong>sibilo</strong> espiratorio (vedi “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/sintomi-diagnostica/sento-fischietto-respiro/">Sento un fischietto quando respiro! Che cos’è?</a>”) e senso di <strong>costrizione al torace</strong>.<br />
Questi sintomi sono generati dalla riduzione di calibro (diametro) dei bronchi che, in preda a “broncospasmo”, cioè ad anomala contrattura della muscolatura liscia presente nelle pareti bronchiali, riducono il loro spazio interno impedendo all’aria di passare liberamente.<br />
Ciò genera una notevole riduzione del flusso dell’aria attraverso i bronchi “chiusi”, aumentando lo sforzo muscolare necessario per respirare (respirazione faticosa per aumento della resistenza incontrata dall’aria lungo il passaggio nei bronchi) e provocando la “dispnea” (vedi “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/asma/bambino-consigli/">Asma del bambino: i 10 consigli dello pneumologo per l’asma in età pediatrica</a>”).</li>
</ul>
<ul>
<li>Se una prima crisi asmatica che giunga improvvisa e senza previsione è difficilmente controllabile nelle conseguenze psicologiche che genera, in quanto, impreparati ad affrontarla, la si deve spesso purtroppo “subire” come fatto nuovo, diverso dev’essere, invece, l’atteggiamento che si deve tenere di fronte ad un nuovo episodio asmatico.</li>
</ul>
<ul>
<li>Spesso, bisognosi come sono i bimbi di orientarsi e di procedere usando “fari” che gli indichino la via, specie quando posti di fronte a fatti nuovi che non sanno affrontare, essi “usano” ciò che hanno di fronte e, precisamente, tendono ad ispirarsi ai comportamenti e agli atteggiamenti dei genitori e degli adulti presenti.<br />
Nulla è più disorientante e spaventante di un genitore spaventato e disorientato che diviene, esso stesso, fonte prima della ansie del bimbo.<br />
La prima cosa da spiegare molto bene ai genitori e che il loro piccolo sarà tanto più tranquillo, di fronte ad una nuova crisi asmatica, tanto più avrà di fronte un genitore in grado di padroneggiare la situazione senza farsi travolgere dagli eventi.<br />
Il bambino tenderà, per sua natura, ad assumere la stessa carica ansiosa che gli sarà mostrata dal genitore impreparato e ansioso e, insieme ad esso, questa patologica diade “genitore-figlio”, tenderà ad accentuare il problema anziché risolverlo (vedi “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/asma/psicosomatico-parere-psicoterapeuta/">Asma psicosomatico: il parere dello pneumologo e dello psicoterapeuta</a>”).</li>
</ul>
<ul>
<li>Le crisi asmatiche nei bimbi passano, di solito, così come sono venute!<br />
L’importante è che tutti gli attori presenti sulla scena facciano la loro parte!<br />
Generalmente i bambini fanno i bambini e i bambini asmatici che respirano male sono per definizione sofferenti e preoccupati.<br />
Spetta al genitore, “addestrato” dallo pneumologo o dal pediatra, dare l’esempio, presentandosi al figlio in modo sicuro ma, soprattutto, rassicurante!<br />
Un genitore che proceda spedito e sicuro in ciò che rapidamente “si deve fare” di fronte ad una crisi asmatica, è un genitore che trasmette sicurezza al bimbo.<br />
E la prima cosa che un bimbo cerca quando è spaventato dal suo respiro difficoltoso, è proprio un genitore tranquillo e preparato che gli trasmetta sicurezza e non un adulto confuso più del bambino!</li>
</ul>
<ul>
<li>I bambini con le crisi asmatiche sono molto rassicurati da un genitore che sa perfettamente dove ha messo la bomboletta “magica” che fa passare la crisi e che la usa in modo appropriato senza urlare e senza sbracare (vedi “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/asma/corretto-uso-bombolette/">Asma e malattie respiratorie ostruttive: corretto uso delle bombolette e dei “device” a polvere secca nella cura</a>”).<br />
Imparerà che il farmaco inalato (salbutamolo o formoterolo spray) in pochi minuti incomincerà a farlo respirare meglio e questo lo aiuterà a ridurre quello stato d’ansia che peggiora i sintomi.<br />
Nulla di peggio, nel caso di una crisi asmatica del bambino, di genitori disordinati che non ricordano in quale tasca o in quale borsa abbiano riposto, l’ultima volta che l’hanno usata, la bomboletta del broncodilatatore (vedi “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/asma/nuovi-farmaci-bpco/">I nuovi farmaci per asma e BPCO presentati dallo pneumologo</a>”).<br />
Ritengo personalmente che lo pneumologo esperto debba rappresentare, per i genitori dei bimbi asmatici, quell’indispensabile punto di riferimento con il quale costruire il comportamento più opportuno da tenere di fronte alla crisi asmatica del figlio.</li>
<li>Un bambino “rassicurato” da un genitore “rassicurante”, adeguatamente “istruito” sul comportamento da tenere in caso di nuova crisi, sarà un bambino sicuro in grado di risolvere in breve tempo e senza paura un nuovo episodio asmatico anche in quelle situazioni in cui, pur in assenza del genitore, esso diverrà artefice in prima persona della soluzione del problema.<br />
Il bimbo imparerà ad assumere un comportamento più sicuro di fronte alla malattia asmatica, senza temere viaggi scolastici o pratiche sportive (vedi “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/asma/bambino-sport-consigli/">Bambino asmatico e sport: i 10 consigli dello specialista</a>”).<br />
Come ho già più volte sottolineato nei miei articoli, non c’è cosa che generi più paura di ciò che non conosciamo o che non controlliamo.<br />
Imparare a gestire correttamente e in modo tranquillo la crisi asmatica aiuta il bimbo a prendere fiducia in sé, fidandosi di quella successione ordinata di atti, noti e stabiliti a priori, che risolvono la crisi</li>
</ul>
<p>Al di fuori degli accessi asmatici acuti, nei cosiddetti periodi “intercritici” tra una crisi d’asma e la possibile crisi successiva, è possibile allenare il bimbo con un vero e proprio <strong>training cognitivo</strong> di visuo-immaginazione (S.I.T. o stress inoculation training).</p>
<p>Parlo di tecniche che, come pneumologo e psicoterapeuta, trovo molto vantaggiose da un punto di vista clinico.</p>
<p>Esse, proiettando il bambino in un stato di vera e propria simulazione della crisi asmatica, gli insegnano a gestirsi al meglio e ad affrontare senza paura il momento in cui si troverà a dover gestire la sua dispnea.</p>
<p>Possono essere impiegate, a questo scopo, una maschera subacquea e un boccaglio, con i quali si potrà insegnare al bimbo, nella tranquilla situazione di simulazione e di gioco (fare il subacqueo in mezzo ai pesciolini), a gestire la difficoltà respiratoria che insorge modificando il flusso dell’aria attraverso il tubo.</p>
<p>Questo consentirà, in condizioni di sicurezza emotiva, di generare senza pericoli quel maggior sforzo respiratorio tanto temuto dal piccolo paziente durante la crisi asmatica, fino al punto in cui egli stesso imparerà a gestire il momento di disagio legato alla dispnea asmatica senza più spaventarsi.</p>
<p>Come diceva Albert Einstein “Solo l’esperienza è conoscenza, tutto il resto è solo informazione”.</p>
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			<h2>Visita Pneumologica</h2>
<h4>Che cos&#8217;è (e come viene fatta)?</h4>
<p>Scopri<strong> tutte le fasi della visita specialistica</strong> e come il Dott. Enrico Ballor valuta il paziente per il disturbo che presenta.</p>
<a href='https://www.youtube.com/watch?v=MBO49jl1xyY' class='pencisc-button button pencisc-button__16051496 pencisc-align-left' target='_blank' style='background-color:#00aff0;border-color:#00aff0;'>Guarda il Video</a>

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<p>&nbsp;</p>
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<h2>Vuoi saperne di più?</h2>
<p>Faccio il possibile per scrivere i miei articoli informativi <strong>nel modo più chiaro, semplice e soprattutto esaustivo che si possa</strong>.</p>
<p>Consiglio sempre ai miei lettori di leggere innanzitutto i link di approfondimento che propongo su ciascun articolo, nonché di visitare il portale <a href="https://www.medicinadelrespiro.it/?utm_source=PB&amp;utm_medium=banner&amp;utm_campaign=mdr-generico-boost-via-in-post-banner" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Medicina del Respiro</a>.</p>
<figure id="attachment_4866" aria-describedby="caption-attachment-4866" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.medicinadelrespiro.it/?utm_source=PB&amp;utm_medium=banner&amp;utm_campaign=mdr-generico-boost-via-in-post-banner" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4866 size-full" src="https://www.pneumologo-ballor.it/wp-content/uploads/2019/09/Blog-Post-Banner-800x450-Medicina-del-Respiro.jpg" alt="Medicina del Respiro: insieme per respirare meglio" width="800" height="450" /></a><figcaption id="caption-attachment-4866" class="wp-caption-text">Scopri Medicina del Respiro, il portale dedicato a chi vuole capire meglio il proprio modo di respirare</figcaption></figure>
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<p>Non ci sono problemi.</p>
<p>Se credi che il tuo problema abbia carattere di urgenza e debba ricevere una consulenza medica specialistica <strong><a href="/contatti/">puoi prenotare da qui una visita privata presso il mio studio</a></strong>.</p>
<h2>Hai apprezzato questo articolo?</h2>
<p>Realizzare questo sito e i suoi contenuti <strong>ha richiesto anni di lavoro</strong>.</p>
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</div>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nuovi Farmaci per Apnee del Sonno?</title>
		<link>https://www.pneumologo-ballor.it/faq/nuovi-farmaci-apnee-sonno/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=nuovi-farmaci-apnee-sonno</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott. Enrico Ballor]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Aug 2025 05:30:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lo Pneumologo Risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Terapie e Consigli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono nuovi farmaci per le apnee del sonno (OSAS)? Un paziente affetto da OSAS (sindrome delle apnee ostruttive del sonno) mi chiede se esiste qualche farmaco per questa malattia. E’ in effetti stato pubblicato di recente su CHEST, autorevole rivista internazionale che si occupa di malattie toraco &#8211; polmonari,...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><p>&#8220;<strong>Lo Pneumologo Risponde</strong>&#8221; è la nuova rubrica di questo sito dedicata alle curiosità dei lettori.</p>
<p>La domanda di questa uscita è:</p>

<h2>Ci sono nuovi farmaci per le apnee del sonno (OSAS)?</h2>
<p>Un paziente affetto da OSAS (sindrome delle apnee ostruttive del sonno) mi chiede se esiste qualche farmaco per questa malattia. <span id="more-10783"></span>E’ in effetti stato pubblicato di recente su CHEST, autorevole rivista internazionale che si occupa di malattie toraco &#8211; polmonari, un articolo che sembra confermare l’efficacia del pitolisant nel ridurre la sonnolenza diurna nei pazienti affetti da OSAS e in particolar modo in quei pazienti che rifiutano o che non tollerano la CPAP.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="RISVEGLIO DI NOTTE (con Respiro che Manca)" width="1400" height="788" src="https://www.youtube.com/embed/t9CULOvlghI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Ricordo come la CPAP rappresenti il migliore dei trattamenti della sindrome delle apnee del sonno specie nelle forme di gravità media e severa, mentre per alcune forme di entità medio-lieve o decisamente lieve buoni risultati sono offerti anche dal MAD, dispositivo di avanzamento mandibolare, da posizionare in bocca durante il riposo notturno.</p>
<p>Questa nuova indicazione terapeutica per il pitolisant integra ed amplia le possibilità terapeutiche di questo farmaco, già impiegato con successo da qualche anno nella terapia della narcolessia, sindrome clinica caratterizzata dalla comparsa improvvisa di accessi di sonnolenza irrefrenabile che comporta notevoli problemi di socializzazione e di sicurezza dei pazienti che ne sono colpiti.</p>
<h2>Approfondimenti</h2>
<p>Scopri di più su questo argomento leggendo anche:</p>
<ul>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/patologie-trattate/sindrome-apnee-sonno-russamento/">Sindrome delle apnee del sonno (SAS – OSAS) e russamento</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/terapie-consigli/polisonnografia-trattamento-apnee-sonno/">Polisonnografia e trattamento delle apnee del sonno</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/terapie-consigli/apnee-sonno-mad/">Sindrome delle apnee del sonno: lo pneumologo e il MAD (Dispositivo di Avanzamento Mandibolare)</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/terapie-consigli/apnee-sonno-russamento-obesita-dieta-cpap/">Apnee del sonno, russamento e obesità: meglio la dieta o la CPAP?</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/terapie-consigli/sindrome-apnee-sonno-patente/">Sindrome delle apnee del sonno ostruttiva (OSAS) e patente di guida</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/faq/sindrome-apnee-ostruttive-severa-osas-vino-vietato-sera/">Sindrome apnee ostruttive severa (OSAS grave): vino vietato alla sera?</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/faq/sonniferi-peggiorano-apnee-ostruttive/">Sonniferi peggiorano apnee ostruttive?</a></li>
</ul>
<div class="wpb-content-wrapper"><div class="wpb-content-wrapper"><div id="row-custom-546546" class="vc_row wpb_row vc_row_95359141 vc_row-fluid penci-pb-row wpb_animate_when_almost_visible wpb_fadeInRightBig fadeInRightBig"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8 penci-col-8"><div class="vc_column-inner wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8 penci-col-8 "><div class="wpb_wrapper">
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			<h2>Visita Pneumologica</h2>
<h4>Che cos&#8217;è (e come viene fatta)?</h4>
<p>Scopri<strong> tutte le fasi della visita specialistica</strong> e come il Dott. Enrico Ballor valuta il paziente per il disturbo che presenta.</p>
<a href='https://www.youtube.com/watch?v=MBO49jl1xyY' class='pencisc-button button pencisc-button__60839316 pencisc-align-left' target='_blank' style='background-color:#00aff0;border-color:#00aff0;'>Guarda il Video</a>

		</div>
	</div>
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<p>&nbsp;</p>
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</div>
<h2>Chiedi allo Pneumologo</h2>
<p>Se hai una domanda da porre al Dott. Ballor, compila ora il modulo qui sotto.</p>
<p>Le migliori domande che verranno giudicate più di interesse generale, troveranno risposta su questo sito nelle prossime settimane.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ossigenoterapia: Quanto Ossigeno Fare?</title>
		<link>https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/terapie-consigli/ossigenoterapia-quanto-ossigeno/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ossigenoterapia-quanto-ossigeno</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott. Enrico Ballor]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Oct 2024 23:40:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terapie e Consigli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per quanto siano oggi molti i pazienti affetti da insufficienza respiratoria conseguente ad una malattia respiratoria cronica aggravatasi nel tempo (vedi “Insufficienza respiratoria e ossigenoterapia”), obbligati per questo a seguire un programma di ossigenoterapia domiciliare (vedi “L’ossigenoterapia domiciliare spiegata dallo pneumologo”), ho avuto modo di rendermi conto, nel corso della...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><p>Per quanto siano oggi molti i pazienti affetti da insufficienza respiratoria conseguente ad una malattia respiratoria cronica aggravatasi nel tempo (vedi “<em>Insufficienza respiratoria e ossigenoterapia</em>”), obbligati per questo a seguire un programma di ossigenoterapia domiciliare (vedi “<em>L’ossigenoterapia domiciliare spiegata dallo pneumologo</em>”), ho avuto modo di rendermi conto, nel corso della mia attività professionale specialistica, quanto spesso siano per loro poco chiari non solamente i motivi di tale prescrizione, quanto in particolar modo i tempi di somministrazione, la quantità di flusso da mantenere e i rischi connessi alla somministrazione dell’ossigeno.</p>
<p>In questo articolo cercherò di rispondere in modo semplice ai quesiti che mi hanno rivolto i miei pazienti negli anni, non dimenticando che questo breve testo vuole avere un carattere esplicativo dedicato ai dubbi dei “<em>non addetti ai lavori</em>” e non già rappresentare la maggior complessità dei criteri di scelta terapeutica in tema di ossigenoterapia ai quali, invece, è chiamato lo specialista pneumologo.</p>
<ul>
<li><strong>Perché la terapia con l’ossigeno?</strong> L’ossigenoterapia non è da considerare diversamente da come si considererebbe una protesi in caso di deficit di una funzione. Se viene a mancare un arto, lo si sostituisce con un dispositivo meccanico che ne riproduca le fattezze e le funzioni. Se è l’udito a farsi problematico, lo si assiste con uno dei tanti gioiellini elettronici in grado di vicariare la funzione uditiva deficitaria. Se manca l’ossigeno in circolo, cioè se la sua quantità nel sangue diviene insufficiente (insufficienza respiratoria ipossiemica – vedi “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/sintomi-diagnostica/emogasanalisi-arteriosa/"><em>Emogasanalisi arteriosa</em></a>” – “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/asma/ossimetria-saturimetria/"><em>Ossimetria (Saturimetria)</em></a>”), si può somministrare una quota aggiuntiva di ossigeno proveniente da una fonte di ossigeno medicale, aggiungendola a quella già presente nell’aria atmosferica che respiriamo abitualmente.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Ossigeno gassoso compresso o ossigeno liquido?</strong> L’ossigeno è ossigeno! Punto! Quando si parla di ossigeno gassoso compresso contenuto nelle bombole o di ossigeno liquido contenuto negli “<em>stroller</em>”, sempre di ossigeno si parla. Da un punto di vista “chimico” l’uno vale l’altro ai fini della terapia. Ciò che cambia è semplicemente la presentazione fisica dell’ossigeno: gassoso fin da subito, quello compresso presente nelle bombole; gassoso solo dopo trasformazione da liquido a gassoso, quello “liquido”. Ma alla fine al paziente, sia nell’uno che nell’altro caso, sempre ossigeno gassoso arriva.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>E i “<em>concentratori d’ossigeno</em>”?</strong> Il concentratore di ossigeno non è altro se non un particolare setaccio chimico che è in grado di separare la miscela d’aria che respiriamo. Intendo dire che l’aria che immettiamo nelle vie aeree è composta solo per il 20% da ossigeno, mentre circa l’80% è rappresentato da azoto (l’anidride carbonica (CO<sub>2</sub>) è trascurabile).</li>
</ul>
<p>Il concentratore è in grado di “<em>filtrare</em>” fisicamente, come un vero e proprio setaccio molecolare, le sole molecole di ossigeno che vengono prima separate dall’azoto e successivamente raccolte all’interno di un contenitore dedicato atto a contenerle. L’operazione finale, quindi, consiste nel concentrare la sola componente di ossigeno dell’aria presente nell’ambiente, rendendola disponibile al paziente per l’ossigenoterapia.</p>
<p>La velocità di questo processo di separazione, tuttavia, non è eccessivamente elevata, ed è possibile utilizzare un concentratore di ossigeno a patto che le quantità di ossigeno richieste dal paziente non prevedano flussi di ossigeno o concentrazioni troppo elevate. In questo caso la “<em>purezza</em>” dell’ossigeno tenderà a ridursi progressivamente a causa di un’efficienza di produzione del dispositivo (concentratore) non elevata per consumi maggiori. Un livello di flusso pari a circa 2-3 l/min. è di solito sufficiente a garantire una concentrazione di ossigeno assolutamente adeguata.</p>
<p>Il maggior vantaggio del concentratore d’ossigeno rispetto all’ossigeno stoccato, necessitando semplicemente di una fonte di energia elettrica per funzionare, risiede nella possibilità di produrre ossigeno in percentuali di buona qualità anche durante i viaggi in auto (può essere alimentato attraverso la presa dell’accendisigari dell’autovettura) e di non richiede il trasporto delle bombole (ossigeno gassoso compresso e liquido) nei luoghi di villeggiatura, ma soprattutto di non dipendere per le forniture dalle consegne periodiche che spesso disturbano il paziente.</p>
<ul>
<li>Con gli “<em>occhialini</em>” (cannule nasali) o con la mascherina? E’ questa una scelta che certamente non compete al paziente ma allo pneumologo che segue il paziente. Con le cannuline nasali l’ossigeno arriva puro a livello del naso e delle fosse nasali dove, tuttavia, viene diluito dall’aria ambiente contemporaneamente respirata dal paziente. Con le cannule nasali, pertanto, non è mai possibile conoscere esattamente la concentrazione di ossigeno presente nella miscela che il paziente inala e che arriva agli alveoli polmonari.</li>
</ul>
<p>Nel caso in cui sia necessario conoscere esattamente questa quantità (concentrazione di ossigeno), come ad esempio nei pazienti che tendano all’ipercapnia nel corso dell’ossigenoterapia (aumentata concentrazione nel sangue dell’anidride carbonica – CO<sub>2</sub>) o nei pazienti che necessitino di ossigeno in concentrazioni elevate, l’uso della mascherina diviene indispensabile, essendo in grado di far giungere al paziente ossigeno a concentrazioni note (maschere di Venturi al 24% &#8211; 28% &#8211; 35% &#8211; 40% &#8211; 50% e <em>reservoir</em> al 100%).</p>
<ul>
<li>Quando può essere sospesa l’ossigenoterapia? L’ossigenoterapia è di solito indispensabile fintanto che perdura la condizione di insufficienza respiratoria. Che è come dire: continuerò, per camminare, a dover usare la protesi sostitutiva di un arto amputato, finché non me ne rispunterà uno nuovo! Diversamente potrò anche rimuovermi la protesi, ma mi scorderò di camminare! Detto ciò, quei tentativi infruttuosi spesso autogestiti da parte di alcuni pazienti di sospendersi l’erogazione dell’ossigeno per “<em>vedere come va</em>” (?) sono assolutamente da evitare e ogni variazione della somministrazione di flusso e durata della terapia è sempre da concordare con lo specialista pneumologo.</li>
</ul>
<ul>
<li>Quanto ossigeno si deve fare? Qual è il criterio che stabilisce quanto ossigeno debba essere somministrato al paziente? Anche in questo caso è lo pneumologo che stabilisce la posologia dell’ossigeno e i tempi di somministrazione nella giornata.</li>
</ul>
<p>In linea di massima vige la regola secondo la quale, in caso di patologie polmonari quali la <em>fibrosi polmonare</em> in fase non avanzata, in cui non si ponga il problema di un pericoloso aumento dell’anidride carbonica nel sangue (ipercapnia) ma sia presente solo ipossia (ridotta quantità di ossigeno nel sangue), è possibile e auspicabile somministrare ossigeno fino a portare il paziente ad un buon livello di saturazione dell’emoglobina.</p>
<p>Nel caso in cui, invece, esista un concreto rischio di ipercapnia durante l’ossigenoterapia (ad esempio in pazienti con <em>BPCO</em>), sarà preferibile magari perdere qualche punto percentuale di ossigeno in termini di saturazione (Sat%) dell’emoglobina rispetto all’ottimale teorico, fatto questo che sarà ampiamente compensato dal non rischiare un pericoloso incremento della CO<sub>2</sub> nel sangue durante la terapia.</p>
<ul>
<li>Dalla bombola o dal “portatile”? Altri dubbi nascono dall’uso dell’ossigeno liquido o di quello gassoso. Come detto prima il gassoso viene inalato dal paziente così come esce dalla bombola, dove è stato raccolto sotto forma di ossigeno compresso. Ma anche l’ossigeno liquido, stoccato nei silos di deposito in forma liquida e mantenuto a bassissima temperatura, dev’essere riconvertito in ossigeno gassoso prima di essere inalato dal paziente. All’atto pratico l’unica cosa che cambia è la maggior praticità dell’ossigeno liquido rispetto al gassoso compresso, che consente di limitare il volume del contenitore (ingombro in casa e peso da trasportare). Se infatti per trasferire al domicilio del paziente una quantità di ossigeno gassoso compresso pari a 32.000 litri occorrono 4 grosse bombole industriali da 8.000 litri alte circa metri 1,70, nel caso in cui lo stesso venga trasportato in forma liquida a bassa temperatura (ossigeno liquido), la stessa quantità può essere stoccata in un ben più pratico contenitore trasportabile su ruote, più basso e di diametro maggiore, ben meno ingombrante rispetto alle grosse bombole di O<sub>2</sub> gassoso di cui sopra.</li>
</ul>
<p>Altro vantaggio dell’ossigeno liquido è di rendere possibile la ricarica di dispositivi portatili impiegabili dal paziente durante la deambulazione anche all’esterno dello spazio domestico, usando il <em>silos</em> principale come serbatoio “<em>madre</em>”. Per evitare sprechi, è da sconsigliare la pratica abituale dell’ossigenoterapia impiegando tali <em>walker</em> ricaricabili (<em>stroller</em>) quando il paziente è fermo in casa, soprattutto per la breve durata della carica degli stessi (al massimo 3-4 ore a basso flusso) legata alla grande dispersione ambientale di ossigeno di tali dispositivi.</p>
<ul>
<li>Quali sono i rischi della terapia con l’ossigeno? L’ossigeno è un comburente, cioè in presenza di un combustibile consente lo sviluppo di una fiamma. A parte le tossicità specifiche neurologica e polmonare per l’ossigeno, che interessano i subacquei che s’immergono con le bombole ma che in pratica, ai normali flussi e percentuali di esercizio, non riguardano i pazienti in ossigenoterapia, i rischi che corrono i pazienti in terapia con l’ossigeno sono di due tipi:</li>
</ul>
<ul>
<li>Rischio ipercapnico: come già anticipato sopra, consiste nel rischio che il paziente corre di vedere incrementare pericolosamente nel sangue la quantità di anidride carbonica (CO<sub>2</sub>) in presenza di particolari malattie respiratorie (<em>broncopneumopatia cronica ostruttiva</em>) e condizioni fisiche (<em>obesità</em> e <em>sindrome da ipoventilazione cronica</em>). Tale rischio è scongiurabile rispettando l’eventuale prescrizione di una maschera di Venturi, quando necessaria, da parte dello specialista pneumologo.</li>
</ul>
<ul>
<li>Da incendio o esplosione: per quanto un paziente con insufficienza respiratoria in ossigenoterapia dovrebbe già ben sapere che l’ultima cosa da fare è insistere nell’abitudine al fumo di tabacco (vedi “<em>BPCO e fumo di sigaretta: il parere dello pneumologo</em>” – “<em>Quali sono le sigarette che fanno meno male? Il parere dello pneumologo</em>”), viste le già precarie condizioni respiratorie, esistono purtroppo pazienti che hanno difficoltà ad attenersi a tale prescrizione e continuano a fumare allegramente anche in corso di ossigenoterapia. In alcuni casi l’avvicinare la fiamma della sigaretta al flusso dell’ossigeno proveniente dalle cannuline nasali può produrre vistose ustioni del volto e delle fosse nasali, come si vede in quest’immagine la cui pubblicazione mi è stata concessa da uno dei miei pazienti, poi pentitosi per l’accaduto e obbligato ad assumere per qualche settimana l’ossigeno attraverso la bocca, per le voluminose lesioni crostose che ingombravano le cavità nasali.</li>
</ul>
<p>Si ricordi, in ogni caso, che anche per l’ossigenoterapia, come per qualunque altra terapia farmacologica, vale il principio secondo il quale la prescrizione, l’opportunità della sua prosecuzione nel tempo ma soprattutto le quantità somministrate, devo essere assolutamente controllate dal medico e dallo specialista pneumologo, astenendosi dalle lusinghe di un quanto mai pericoloso e inopportuno “<em>fai da te</em>” autogestito dal paziente.</p>
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			<h2>Visita Pneumologica</h2>
<h4>Che cos&#8217;è (e come viene fatta)?</h4>
<p>Scopri<strong> tutte le fasi della visita specialistica</strong> e come il Dott. Enrico Ballor valuta il paziente per il disturbo che presenta.</p>
<a href='https://www.youtube.com/watch?v=MBO49jl1xyY' class='pencisc-button button pencisc-button__44073420 pencisc-align-left' target='_blank' style='background-color:#00aff0;border-color:#00aff0;'>Guarda il Video</a>

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<p>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tromboembolia Polmonare Quanto Continuare Terapia Anticoagulante?</title>
		<link>https://www.pneumologo-ballor.it/faq/tromboembolia-polmonare-terapia-anticoagulante/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=tromboembolia-polmonare-terapia-anticoagulante</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott. Enrico Ballor]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2023 06:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lo Pneumologo Risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Terapie e Consigli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pneumologo-ballor.it/?p=9726</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo una tromboembolia polmonare quanto devo continuare la terapia anticoagulante? La tromboembolia polmonare corrisponde ad una patologia respiratoria che interessa il distretto arterioso dei polmoni e più precisamente quella parte del circolo polmonare deputata a portare agli alveoli il sangue da ossigenare. L’ostruzione embolica delle arterie polmonari impedisce al sangue...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><p>&#8220;<strong>Lo Pneumologo Risponde</strong>&#8221; è la nuova rubrica di questo sito dedicata alle curiosità dei lettori.</p>
<p>La domanda di questa uscita è:</p>

<h2>Dopo una tromboembolia polmonare quanto devo continuare la terapia anticoagulante?</h2>
<p>La tromboembolia polmonare corrisponde ad una patologia respiratoria che interessa il distretto arterioso dei polmoni e più precisamente quella parte del circolo polmonare deputata a portare agli alveoli il sangue da ossigenare.<span id="more-9726"></span> L’ostruzione embolica delle arterie polmonari impedisce al sangue di ossigenarsi, determinando in questo modo una grave sofferenza generale dell’intero organismo.</p>
<p>Esistono diversi gradi di ostruzione embolica delle arterie polmonari, alcune delle quali (per fortuna la maggior parte) di entità talmente lieve da sfuggire alla percezione dei soggetti che ne sono colpiti.</p>
<p>In altri casi, invece, l’embolia polmonare può ostruire massivamente una o più arterie polmonari o i suoi rami arteriosi, creando condizioni cliniche di insufficienza respiratoria acuta con comparsa di grave dispnea improvvisa, spesso incompatibili con la vita.</p>
<p>In mezzo esiste tutta un’infinita gamma di “grigi”, cioè di quelle condizioni cliniche assai diverse tra loro che vanno dai casi senza o con pochi sintomi, fino alle forme più gravi spesso improvvisamente fatali.</p>
<p>Le più subdole, tuttavia, sono rappresentate da quelle condizioni di micro-embolizzazione recidivante che interessano alcuni pazienti, molti dei quali, spesso in assenza di segni embolici acuti, possono iniziare anche dopo mesi ad accusare una dispnea da sforzo, come conseguenza di un’ipertensione arteriosa polmonare che si sviluppa successivamente ai ripetuti micro-emboli susseguitisi nel tempo.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="LA DISPNEA (Cosa si può Nascondere dietro una Difficoltà Respiratoria)" width="1400" height="788" src="https://www.youtube.com/embed/_ItKU_0bIlU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Tante sono le cause che possono facilitare la tromboembolia del distretto arterioso polmonare.</p>
<p>Alcuni trombi possono provenire dal distretto venoso degli arti inferiori, come ad esempio in caso di trombosi venosa profonda (allettamento e immobilità prolungata, specie in periodo post-operatorio, voli aerei di lunga percorrenza, associazione tra fumo di tabacco e assunzione di estro-progestinici nelle donne, insufficienza venosa e alterazioni varicose venose degli arti inferiori, ecc.), in altri casi possono formarsi localmente già nel circolo arterioso del polmone come conseguenza di stati di particolare facilità a formare trombi (trombofilia) più facili in pazienti con particolari condizioni genetiche (trombofilia ereditaria, deficit di fattori della coagulazione – V di Leiden, ecc.) o tumorale (trombofilia paraneoplastica).</p>
<p>In alcuni casi è un’eccessiva quantità di omocisteina (iperomocisteinemia) da deficit di acido folico a favorire il quadro trombofilico, in altri invece non è possibile, nonostante una serie di accurati esami diagnostici volti a individuarne l’origine, giungere ad una precisa diagnosi della causa dell’embolia.</p>
<p>Variabile è il tempo della prosecuzione della terapia anticoagulante dopo l’episodio acuto, trattamento che ormai si effettua solo più con gli anticoagulanti orali.</p>
<p>Lo schema della terapia è estremamente variabile da caso a caso e da paziente a paziente, in funzione di moltissime variabili che intervengono nella scelta del programma terapeutico.</p>
<p>Tra queste è fondamentale la causa dell’embolia, se essa sia secondaria a trombosi venosa profonda (TVP degli arti inferiori) nel periodo post-operatorio in chirurgia ortopedica o addominale, se siano presenti fattori o episodi trombofilici ereditari famigliari, l’età del paziente e i suoi eventuali rischi emorragici, la funzionalità renale.</p>
<p>In linea di massima la terapia anticoagulante nell’embolia polmonare deve protrarsi per non meno di 3 – 6 mesi nei casi ad eziologia nota, mentre, a giudizio dello specialista, essa può essere proseguita anche indefinitamente specie nei casi ad alto rischio di recidiva, tra i quali compaiono quelli a eziologia non nota (embolia polmonare idiopatica).</p>
<p>Per questo il consiglio è quello di valutare sempre molto bene con lo pneumologo, con l’internista o con l’ematologo il percorso di cura personalizzato e del monitoraggio post-embolico della situazione respiratoria ed emodinamica del paziente, al fine di impostare il trattamento più opportuno.</p>
<h2>Approfondimenti</h2>
<p>Scopri di più su questo argomento leggendo anche:</p>
<ul>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/patologie-trattate/dispnea-difficolta-respiratoria/">Dispnea (difficoltà respiratoria)</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/patologie-trattate/embolia-polmonare/">Embolia polmonare</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/sintomi-diagnostica/emogasanalisi-arteriosa/">Emogasanalisi arteriosa</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/patologie-trattate/insufficienza-respiratoria-ossigenoterapia/">Insufficienza respiratoria e ossigenoterapia</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/terapie-consigli/lossigenoterapia-domiciliare/">L’ossigenoterapia domiciliare spiegata dallo pneumologo</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/sintomi-diagnostica/dita-fredde/">Saturazione dell’ossigeno e dita fredde: lo pneumologo e il buon uso dell’ossimetro</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/sintomi-diagnostica/omocisteina-embolia-polmonare-iperomocisteinemia/">Omocisteina ed embolia polmonare: il punto dello pneumologo sulla iperomocisteinemia</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/terapie-consigli/donne-danni-fumo-sigaretta/">Donne e danni da fumo di sigaretta: il parere dello pneumologo</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/tumorali-professionali/sindromi-paraneoplastiche/">Tumore del polmone e sindromi paraneoplastiche: il parere dello pneumologo</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/terapie-consigli/nuova-terapia-embolia-polmonare/">Nuova terapia anticoagulante orale nell’embolia polmonare: il punto dello pneumologo sui NAO</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/patologie-trattate/ipertensione-polmonare-cuore-polmonare/">Ipertensione polmonare e cuore polmonare</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/sintomi-diagnostica/faccio-fatica-fare-scale-manca-fiato/">Faccio fatica a fare le scale e mi manca il fiato</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/sintomi-diagnostica/corro-manca-fiato/">Quando corro mi manca il fiato: il parere dello pneumologo</a></li>
</ul>
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			<h2>Visita Pneumologica</h2>
<h4>Che cos&#8217;è (e come viene fatta)?</h4>
<p>Scopri<strong> tutte le fasi della visita specialistica</strong> e come il Dott. Enrico Ballor valuta il paziente per il disturbo che presenta.</p>
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<p>&nbsp;</p>
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<p>Se hai una domanda da porre al Dott. Ballor, compila ora il modulo qui sotto.</p>
<p>Le migliori domande che verranno giudicate più di interesse generale, troveranno risposta su questo sito nelle prossime settimane.</p>
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		<title>Ossigenoterapia, Anidride Carbonica (CO2) e Coma: i Sintomi dell’Ipercapnia</title>
		<link>https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/terapie-consigli/ossigenoterapia-anidride-carbonica-coma-sintomi-ipercapnia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ossigenoterapia-anidride-carbonica-coma-sintomi-ipercapnia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott. Enrico Ballor]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Dec 2023 06:30:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terapie e Consigli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Dottore, è vero che se faccio troppo ossigeno vado in coma e rischio di morire? … per l’anidride carbonica? …. “. Anidride carbonica (CO2) e rischio di morte. Un gas presente in quantità minima nell’atmosfera che può, in certi casi, rendersi responsabile di situazioni pericolose. Quali? Esiste tutta una nutrita...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><p>“Dottore, è vero che se faccio troppo ossigeno vado in coma e rischio di morire? … per l’anidride carbonica? …. “.</p>
<p>Anidride carbonica (CO<sub>2</sub>) e rischio di morte.</p>
<p>Un gas presente in quantità minima nell’atmosfera che può, in certi casi, rendersi responsabile di situazioni pericolose.<span id="more-9700"></span></p>
<p>Quali?</p>
<p>Esiste tutta una nutrita schiera di malattie respiratorie, la maggior parte delle quali ad andamento cronico, che prevede tra le complicazioni delle fasi finali l’<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/patologie-trattate/insufficienza-respiratoria-ossigenoterapia/">insufficienza respiratoria</a>, situazione clinica a proposito della quale ho già scritto in diversi articoli pubblicati nel sito.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="L&#039;OSSIGENOTERAPIA DOMICILIARE (Spiegata dallo Pneumologo)" width="1400" height="788" src="https://www.youtube.com/embed/JGgGmN4dKrw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Ma che cosa lega la necessità di sottoporsi all’ossigenoterapia (vedi “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/terapie-consigli/lossigenoterapia-domiciliare/">L’ossigenoterapia domiciliare spiegata dallo pneumologo</a>”), in pazienti affetti da patologie respiratorie che rendano difficoltoso il normale trasferimento dell’ossigeno atmosferico al sangue, al rischio di andare incontro ad un pericoloso aumento dei valori della CO<sub>2</sub>?</p>
<p>E perché la quantità di questo gas può divenire tanto elevata nel sangue da determinare un vero e proprio pericolo per la vita?</p>
<p>Andiamo con ordine e cerchiamo di capire.</p>
<p>Ricordo rapidamente come la funzione dei polmoni e, più in generale, la funzione respiratoria (vedi “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/terapie-consigli/storia-respirazione/">Respiro, polmoni, globuli rossi ed emoglobina: lo pneumologo e la storia della respirazione</a>”), consista nel permettere all’ossigeno presente nell’aria di essere trasferito al sangue, raggiungendo in tal modo tutti quei tessuti e quegli organi che lo richiedano per i processi metabolici delle loro cellule, consentendo, al contempo, alla CO<sub>2</sub> prodotta dal metabolismo cellulare, quel percorso inverso (sangue → aria espirata) che le permette di liberarsi nell’ambiente esterno, evitando in questo modo il rischio di un pericoloso accumulo nel corpo.</p>
<p>Questa doppia funzione di scambio dei gas tra atmosfera e sangue (O<sub>2</sub> in un senso e CO<sub>2</sub> nel senso opposto) rappresenta la principale giustificazione biologica alla presenza dell’apparato respiratorio creato dall’evoluzione.</p>
<p>Date queste premesse, è possibile definire “insufficiente” la funzione respiratoria (insufficienza respiratoria), ogni qual volta una qualsiasi patologia impedisca all’organismo di approvvigionarsi della necessaria quantità di O<sub>2</sub> (insufficienza respiratoria ipossica o ipossiemica tipo I), o non consenta, altresì, di eliminare una sufficiente quantità di CO<sub>2</sub>, gap che in questo modo viene contemporaneamente a sommarsi al già presente deficit di ossigeno circolante (insufficienza respiratoria ipercapnica tipo II).</p>
<p>La CO<sub>2</sub> della quale si parla in questo caso, quindi, non è certo quella presente in minima quantità nell’atmosfera (meno dell’1%), ma è quella prodotta dal nostro stesso organismo, nel corso di quei processi biochimici indispensabili a consentirci la vita.</p>
<p>Tra le molte patologie respiratorie che, in molti casi, possono evolvere e aggravarsi fino a determinare una condizione di cronica insufficienza funzionale dei polmoni, ve ne sono alcune, tra le quali la <a href="https://www.pneumologo-ballor.it/patologie-trattate/bpco-broncopneumopatia-cronica-ostruttiva/">broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)</a>, nel corso delle quali è necessario prestare una grande attenzione alla quantità di ossigeno che viene somministrato al paziente affetto da insufficienza respiratoria, sia in termini di flusso d’ossigeno erogato dalla bombola, sia in termini di quantità di ore di trattamento.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="LA BPCO (Cos&#039;è, Cause, Sintomi e Come si Gestisce)" width="1400" height="788" src="https://www.youtube.com/embed/ZaspydaLGPU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Quale sia il motivo è presto spiegato.</p>
<p>Il nostro cervello possiede delle vere e proprie “centraline elettroniche” preposte al controllo delle diverse quantità di O<sub>2</sub> e CO<sub>2</sub> presenti nel sangue.</p>
<p>Esse sono in grado di monitorare costantemente il livello di questi due diversi gas, ma operano, come vedremo dopo, in modo differente nell’uno o nell’altro caso.</p>
<p>Intendo dire che diverso è il modo in cui il cervello valuta le due diverse quantità di O<sub>2</sub> e CO<sub>2</sub>, procedendo, più precisamente, nel seguente modo:</p>
<ul>
<li><strong>nel caso dell’ossigeno</strong>, esso è in grado di operare una valutazione “assoluta” della presenza di questo gas in circolo, misurandone in modo relativamente preciso la quantità presente nel sangue.<br />
In risposta ad una bassa quantità di ossigeno rilevato in circolo, esso diviene in grado di “ordinare” ai muscoli respiratori di incrementare la velocità degli atti respiratori al minuto (tachipnea) e la stessa maggiore o minore espansione dei polmoni (iperpnea), determinando, con un’adeguata combinazione della tachipnea e dell’iperpnea, quell’aumento della quantità globale di aria scambiata dai polmoni nell’arco di un minuto (polipnea) che tenta di correggere l’ipossia (scarsa quantità di O<sub>2</sub>).</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>nel caso dell’anidride carbonica</strong>, invece, il cervello non è in grado di rilevare la quantità assoluta di CO<sub>2 </sub>presente nel sangue, limitandosi ad “accorgersi” che il livello della stessa “sta salendo” o “sta scendendo”, apprezzando una differenza per “gradienti” nel tempo o “delta” (Δ).<br />
Per spiegare meglio questo concetto, posso riferirmi a ciò che è in grado di fare il cervello rispetto alla “luminosità”.<br />
Esso non è in grado di stimare in termini assoluti una certa quantità di luce, quantificandone con precisione il livello assoluto raggiunto, ma è invece in grado di accorgersi che la luminosità aumenta o diminuisce, a patto che tale variazione avvenga in tempi sufficientemente rapidi da far si che il fenomeno possa essere percepito.<br />
Il problema, tuttavia, di questo meccanismo di controllo meno “perfetto” e sofisticato rispetto al precedente, fa si che, come non posso definire che la scena è luminosa “10”, o “1000”, ma posso invece accorgermi che è più o meno luminosa rispetto ad un’intensità luminosa precedente o successiva, così per la CO<sub>2</sub> il cervello è in grado di apprezzare che la quantità di questo gas sta salendo o sta scendendo, a patto che tali variazioni avvengano in tempi abbastanza rapidi.<br />
In altre parole, se la quantità di CO<sub>2 </sub>inizia a salire molto lentamente, il limite di questo sistema di controllo fa sì che il paziente raggiunga valori molto elevati di CO<sub>2</sub>, senza che il cervello se ne accorga.<br />
In questo modo il livello di questo gas rischia di raggiungere quantità assolute anche molto elevate, tali da determinare il coma e la morte del paziente (coma ipercapnico), senza che il cervello sia in grado di rilevare la situazione di pericolo.</li>
</ul>
<p>Resta da capire, a questo punto, perché il livello di CO<sub>2</sub>, in un paziente in ossigenoterapia, debba ad un certo punto incominciare a salire, determinando il rischio di un coma ipercapnico.</p>
<p>Immaginiamo un paziente che presenti una condizione di insufficienza respiratoria ipossica di tipo I che, come detto, consiste nel solo deficit di O<sub>2</sub> in circolo.</p>
<p>In questo caso, la scarsità dell’ossigeno viene letta dal cervello in termini assoluti, determinando quell’immediata messa in atto del meccanismo di compenso visto prima (polipnea), in grado di aumentare la velocità degli atti respiratori e la maggiore espansione dei polmoni che corregge l’ipossia.</p>
<p>Ma immaginiamo, a questo punto, di iniziare a trattare il nostro paziente con l’ossigeno, somministrandone una quantità tale da consentirgli di uscire dalla situazione di insufficienza respiratoria nella quale si trova.</p>
<p>In questo caso, poiché il cervello “sente” che qualcosa è cambiato e che finalmente la quantità di ossigeno è tornata sufficiente, venendo meno la necessità di mantenere il meccanismo di compenso di cui si è detto prima (polipnea), da ordine ai muscoli respiratori di cessare di respirare a frequenza più elevata e con respiri più profondi, in quanto non più necessario.</p>
<p>Questa caduta della ventilazione polmonare, tuttavia, che in modo automatico porta il paziente a respirare “di meno”, diviene responsabile di una riduzione del ricambio d’aria all’interno dei polmoni (ipoventilazione alveolare) che, se non determina un calo dell’ossigeno nel sangue in quanto “artificialmente” aggiunto dall’esterno, causa invece un progressivo accumulo nei polmoni, e di conseguenza in circolo , di CO<sub>2</sub> non più smaltita in modo adeguato.</p>
<p>La lentezza, inoltre, con la quale i valori dell’anidride carbonica tendono a salire, per quanto detto prima a proposito delle capacità di controllo che il cervello ha sulla quantità di CO<sub>2 </sub>presente nel sangue, fa si che il livello complessivo di questo gas tenda progressivamente ad aumentare senza che il cervello ne venga informato, raggiungendo valori tali da determinare, in un primo tempo, sintomi caratteristici e, successivamente, una situazione di coma (coma ipercapnico) che può evolvere fino alla morte dell’individuo.</p>
<p>Si badi, quindi, sempre con molta attenzione, nel caso in cui il paziente sia in terapia con ossigeno per un’insufficienza respiratoria, all’eventuale comparsa dei sintomi premonitori che, in molto casi, possono annunciare il rischio di ipercapnia (aumento della CO<sub>2</sub>) e l’eventuale comparsa dello stato di coma. Tra questi:</p>
<ul>
<li><strong>cefalea</strong>: avente spesso un carattere “<strong>pulsante</strong>”, più frequente al risveglio per il progressivo incremento della CO<sub>2</sub> durante il riposo notturno, è riferita più frequentemente a sede <strong>occipitale</strong> e, meno spesso, a <strong>sede fronto-occipitale</strong> o <strong>bi-temporale</strong> .<br />
E’ forse il più comune e frequente sintomo, che deve fare sospettare la possibilità di un pericoloso aumento progressivo della CO<sub>2</sub> in circolo.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>arrossamento congiuntivale specie al risveglio</strong>: lo stesso effetto vasodilatatore della CO<sub>2</sub> responsabile della cefalea vista prima, può divenire responsabile anche di quest’altro sintomo altamente evocativo d’ipercapnia (<strong>congiuntivite ipercapnica</strong>).<br />
La vasodilatazione persistente, inoltre, può determinare, specie nei pazienti con ipercapnia cronica, addirittura un <strong>esoftalmo</strong> (sporgenza anteriore del globo oculare), legata alla durevole congestione e dilatazione dei vasi sanguigni dell’orbita provocata dalla CO<sub>2</sub>, con conseguente cronica imbibizione dei tessuti molli perioculari (edema orbitario).</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>sonnolenza</strong>: spesso questo sintomo è presente al risveglio, con persistenza fin dal mattino di uno <strong>stato soporoso</strong> e della percezione di un <strong>sonno non riposante</strong> o di un <strong>sensazione di “testa piena”</strong>.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>stato confusionale</strong> e <strong>rallentamento ideo-motorio</strong>: specie presenti al risveglio, con <strong>sedazione eccessiva</strong> (carbonarcosi o encefalopatia ipercapnica) e stato confusionale più o meno intenso, rappresentano segni altamente evocativi e mai da sottovalutare, che qualcosa non va sul fronte della CO<sub>2</sub>.<br />
In qualche caso, nelle situazioni più evolute, possono comparire veri e propri episodi di <strong>confusione temporo-spaziale</strong>, con evidente difficoltà del paziente a orientarsi nello spazio e a individuare luoghi (<strong>disorientamento spaziale</strong>), spesso associato a difficoltà ad orientarsi nel tempo (<strong>disorientamento temporale</strong>).</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>turbe neuro-psichiche</strong>: instabilità emotiva di recente comparsa e particolare irritabilità, possono spesso associarsi alla condizione ipercapnica, specie quando i valori della CO<sub>2</sub> nel sangue arterioso (emogasanalisi) superano i 70 mmHg di pressione parziale di gas disciolto.<br />
Tra i disturbi dell’umore di questa fase tendono a prevalere le forme depressive.<br />
Coesistono, spesso, un rapido deterioramento della capacità di mantenere l’attenzione e la concentrazione sui compiti da svolgere, oltre ad un progressivo deficit della memoria, specie di quella a breve termine.<br />
Si tenga presente che il coma ipercapnico (vedi sopra) tende a comparire per valori di CO<sub>2 </sub>compresi tra 75 e 100 mmHg, con un’ampia variabilità individuale di questo intervallo.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>inversione del ritmo sonno-veglia</strong> : specie se a rapida e recente comparsa, rappresenta un segno d’allarme di rischio ipercapnico, con una frequenza di riscontro pari alla cefalea. Spesso è difficilmente distinguibile, da un punto di vista clinico, dai <strong>disturbi del riposo notturno</strong> accompagnati da facilità alla <strong>sonnolenza diurna</strong>, propri dei russatori con sindrome delle apnee del sonno (vedi “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/patologie-trattate/sindrome-apnee-sonno-russamento/">Sindrome delle apnee del sonno (SAS-OSAS) e russamento</a>” – “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/terapie-consigli/polisonnografia-trattamento-apnee-sonno/">Polisonnografia e trattamento delle apnee del sonno</a>” – “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/terapie-consigli/apnee-sonno-mad/">Sindrome delle apnee del sonno: lo pneumologo e il MAD (Dispositivo di Avanzamento Mandibolare)</a>”).</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>movimenti involontari</strong>: consistono in piccole scosse muscolari spontanee e spesso ripetute, delle dita e degli arti (miocloni) o in tremori di ampiezza maggiore delle estremità, evocati nel corso del mantenimento degli arti superiori sollevati e mantenuti a dita estese in estensione dorsale, con comparsa di ampi tremori in flesso-estensione cosiddetti a “battito d’ali”, simili ai “flapping tremors” (asterixi o asterissi) delle condizioni di iperammoniemia degli epatopatici.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>disgrafia</strong>: corrisponde alla comparsa di una scrittura lenta e tremante, spesso tanto alterata nel segno grafico da divenire difficilmente leggibile.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>iperidrosi e ipersecrezione di secreti organici</strong>: consiste in un aumento talora marcato della sudorazione, della salivazione (<strong>scialorrea</strong>), della produzione di secreti bronchiali (<strong>broncorrea</strong> o ipersecrezione bronchiale) e delle secrezioni cloro-peptiche dello stomaco (ipersecrezione gastrica), con comparsa di <strong>pirosi</strong> (“bruciore di stomaco”) da <strong>reflusso gastro esofageo</strong> (vedi “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/bpco/riacutizzata-reflusso-gastro-esofageo/">BPCO e reflusso gastro-esofageo: i consigli dello pneumologo</a>” – “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/sintomi-diagnostica/tosse-catarro-reflusso/">Tosse, catarro e reflusso gastro esofageo: il parere dello pneumologo</a>”) e possibile patologia ulcerosa dello stomaco e del duodeno, talora causa di emorragie digestive favorite dal concomitante uso di cortisonici, spesso usati nella terapia di questi pazienti.<br />
Tutte le precedenti condizioni consistono in fenomeni riconducibili all’acidosi respiratoria che s’instaura in corso d’ipercapnia (aumento della CO<sub>2</sub>).</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>anoressia</strong>: la rapida comparsa di anoressia (mancanza dell’appetito), o di <strong>iporessia</strong> (diminuzione dell’appetito), si associa frequentemente ad un repentino peggioramento dell’insufficienza respiratoria, specie di quella ipercapnica.</li>
</ul>
<p>Al fine di evitare le situazioni di grave pericolo illustrate sopra, il consiglio è quello di valutare sempre con attenzione ogni più piccolo indicatore di evoluzione ipercapnica, segnalando allo pneumologo gli eventuali dubbi o il modificarsi della condizione clinica in divenire del paziente.</p>
<p>Senza volersi sostituire allo specialista, la possibilità di una tempestiva segnalazione di sintomi e di segni sospetti, può consentire allo pneumologo di attivare tutta una serie di strategie atte a evitare il peggio.</p>
<p>Tra queste, dopo un’attenta valutazione specialistica del paziente da parte del medico, che non si limiti solamente a misurare la saturazione dell’emoglobina con l’<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/asma/ossimetria-saturimetria/"><strong>ossimetro</strong></a> in grado di rilevare il deficit di ossigeno ma non i pericolosi aumenti della CO<sub>2</sub>, ma che preveda anche un’<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/sintomi-diagnostica/emogasanalisi-arteriosa/">emogasanalisi arteriosa</a>, unico esame in grado di individuare queste situazioni di pericolo, la possibilità di avviare precocemente il paziente alla ventilazione non invasiva (NIV) con apposito ventilatore domiciliare (vedi “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/terapie-consigli/c-pap-bi-pap-bi-level-niv/">C-PAP, Bi-PAP (Bi-Level), ventilazione non invasiva (NIV): dallo pneumologo un aiuto alla respirazione</a>”).</p>
<p>Si badi sempre, inoltre, nel corso delle misurazioni con l’ossimetro, a prestare fede ai limiti della metodica, previsti e impliciti in questo tipo di valutazione clinica (vedi “<a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/sintomi-diagnostica/dita-fredde/">Saturazione dell’ossigeno e dita fredde: lo pneumologo e il buon uso dell’ossimetro</a>”).</p>
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		<title>Asmatico con Polipi Nasali. Sindrome da Naso Vuoto Operandomi?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott. Enrico Ballor]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jun 2023 05:22:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lo Pneumologo Risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Terapie e Consigli]]></category>
		<category><![CDATA[Polipi nasali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono asmatico e ho i polipi nasali. Rischio la “sindrome del naso vuoto” se mi opero? Rispondo a questo paziente che, dovendosi sottoporre ad un intervento otorinolaringoiatrico di turbino-plastica per ipertrofia dei turbinati del naso e di asportazione di polipi nasali insorti negli anni come conseguenza della sua asma aspirinica,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><p>&#8220;<strong>Lo Pneumologo Risponde</strong>&#8221; è la nuova rubrica di questo sito dedicata alle curiosità dei lettori.</p>
<p>La domanda di questa uscita è:</p>

<h2>Sono asmatico e ho i polipi nasali. Rischio la “sindrome del naso vuoto” se mi opero?</h2>
<p>Rispondo a questo paziente che, dovendosi sottoporre ad un <strong>intervento otorinolaringoiatrico di turbino-plastica per ipertrofia dei turbinati del naso e di asportazione di polipi nasali</strong> insorti negli anni come conseguenza della sua <strong>asma aspirinica</strong>, teme di dover patire le conseguenze di un intervento chirurgico che ha letto poter portare alla cosiddetta “<strong>sindrome del naso vuoto</strong>”. <span id="more-9347"></span>Perché uno pneumologo possa essere chiamato a dare risposta ad un problema di natura squisitamente otorinolaringoiatrica è presto detto.</p>
<p>Esistono delle condizioni patologiche respiratorie di competenza pneumologica che possono condurre negli anni allo sviluppo di una poliposi nasale in soggetti sensibili.</p>
<p>Tra queste, le sindromi allergiche rino-congiuntivali e rino-sinusali spesso associate all’asma bronchiale, l’asma da Aspirina, la sindrome sinuso-bronchiale cronica con “post nasal drip”, la sindrome di Kartagener con sinusite cronica, le vasculiti di interesse pneumologico e più in generale le diverse sindromi eosinofile respiratorie asmatiche con presenza di infiammazione eosinofila che interessa, nel tempo, anche le fosse del naso, con possibile sviluppo di polipi nasali.</p>
<p>In questo caso a farmi la domanda è proprio <strong>un paziente affetto da asma da Aspirina</strong> che necessita di un <strong>intervento di turbinoplastica e di polipectomia chirurgica</strong> per la <strong>rimozione di polipi nasali</strong> insorti nel corso degli anni.</p>
<p>Premesso che la <strong>“sindrome del naso vuoto” (o Empty Nose Syndrome – ENS)</strong> rappresenta <strong>non una malattia in sè</strong>, quanto invece <strong>la conseguenza di una chirurgia nasale</strong> richiesta per risolvere un problema, bisogna chiarire il fatto che una cosa è demolire una <strong>ampia parte dei turbinati e delle fosse nasali per rimuovere magari del tessuto tumorale maligno</strong> e per salvare la vita del paziente, altra cosa <strong>è esagerare nel rimuovere chirurgicamente le stesse strutture anatomiche</strong> per un <strong>problema non tumorale</strong>, che può in seguito richiedere un successivo intervento chirurgico riparatore.</p>
<p>La piacevole sensazione che noi tutti proviamo nel respirare liberamente attraverso un naso “<strong>sano</strong>” deriva, prima di tutto, da una corretta umidificazione dell’aria inspirata e dalla sensazione dell’aria che “<strong>scorre</strong>” liberamente nel naso quando viene rispettato e mantenuto un corretto rapporto tra pareti del naso, resistenza al flusso aereo in entrata e “<strong>sensazione tattile percepita</strong>” dell’aria che scorre <strong>in inspirazione all’interno delle fosse nasali.</strong></p>
<p>Ogni modificazione o sovvertimento del rispetto di questi rapporti intercorrenti tra aria e strutture anatomiche nasali, porta inevitabilmente <strong>al modificarsi delle “sensazioni sentite” percepite dal paziente</strong> in relazione alla piacevolezza del sentir fluire l’aria attraverso il naso in modo fisiologico e funzionalmente appagante.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="SINDROME SINUSO BRONCHIALE (quando Raffreddore e Sinusite attaccano i Bronchi)" width="1400" height="788" src="https://www.youtube.com/embed/1Htatyqw_Ck?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Secchezza esagerata delle mucose</strong> dopo l’intervento e <strong>assenza della sensazione tattile del passaggio dell’aria</strong> nel naso durante la respirazione, con conseguente falsa percezione di ostruzione nasale derivata impropriamente dalla mancanza di “<strong>prove tattili concrete</strong>” al passaggio dell’aria stessa all’interno di <strong>fosse nasali rese troppo grandi dall’intervento chirurgico</strong>, sono i principali sintomi di questa sindrome.</p>
<p>La conseguenza di ciò opera spesso nel provocare a certi pazienti non solamente un disagio fisico, ma <strong>altresì disturbi di carattere psicologico e dell’umore</strong>.</p>
<p>Ciò premesso, l’invito che faccio a questo paziente è quello di rivolgersi ad <strong>un centro operatorio otorinolaringoiatrico di eccellenza</strong> che sicuramente sarà in grado di <strong>minimizzare gli eventuali rischi post-operatori in questo senso</strong>, tenuto in ogni caso conto che l’esito di un intervento chirurgico deve sempre inevitabilmente considerare il fatto che, qualche volta, la pur ottima competenza e abilità tecnica del chirurgo rischiano di incontrare situazioni personali del paziente che, in modo imponderabile, giocano a sfavore di un buon risultato operatorio, non dimenticando in ogni caso mai che <strong>il naso, in fondo, non è stato creato dalla natura per essere “demolito”!</strong></p>
<h2>Approfondimenti</h2>
<p>Scopri di più su questo argomento leggendo anche:</p>
<ul>
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<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/asma/fenotipi-diversi/">I “fenotipi dell’asma”: i diversi modi di presentarsi dell’asma bronchiale</a></li>
<li><a href="https://www.medicinadelrespiro.it/guide/asma-bronchiale/" target="_blank" rel="noopener">“GUIDA”: Asma Bronchiale: cause, sintomi, cura</a></li>
</ul>
<div class="wpb-content-wrapper"><div class="wpb-content-wrapper"><div id="row-custom-546546" class="vc_row wpb_row vc_row_54896076 vc_row-fluid penci-pb-row wpb_animate_when_almost_visible wpb_fadeInRightBig fadeInRightBig"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8 penci-col-8"><div class="vc_column-inner wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8 penci-col-8 "><div class="wpb_wrapper">
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			<h2>Visita Pneumologica</h2>
<h4>Che cos&#8217;è (e come viene fatta)?</h4>
<p>Scopri<strong> tutte le fasi della visita specialistica</strong> e come il Dott. Enrico Ballor valuta il paziente per il disturbo che presenta.</p>
<a href='https://www.youtube.com/watch?v=MBO49jl1xyY' class='pencisc-button button pencisc-button__51409808 pencisc-align-left' target='_blank' style='background-color:#00aff0;border-color:#00aff0;'>Guarda il Video</a>

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<p>&nbsp;</p>
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<h2>Chiedi allo Pneumologo</h2>
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			</item>
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		<title>Sonniferi Peggiorano Apnee Ostruttive?</title>
		<link>https://www.pneumologo-ballor.it/faq/sonniferi-peggiorano-apnee-ostruttive/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sonniferi-peggiorano-apnee-ostruttive</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott. Enrico Ballor]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 May 2022 20:52:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lo Pneumologo Risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Terapie e Consigli]]></category>
		<category><![CDATA[OSAS]]></category>
		<category><![CDATA[Russamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I sonniferi possono peggiorare l’OSAS? La sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS), spesso associata al russamento (roncopatia), consiste in un disturbo respiratorio che classicamente insorge nel corso del riposo notturno.  E’ in tale periodo, infatti, che soggetti con determinate caratteristiche anatomiche e funzionali delle vie aeree, con sovrappeso e...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><p>&#8220;<strong>Lo Pneumologo Risponde</strong>&#8221; è la nuova rubrica di questo sito dedicata alle curiosità dei lettori.</p>
<p>La domanda di questa uscita è:</p>

<h2>I sonniferi possono peggiorare l’OSAS?</h2>
<p>La <strong>sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS)</strong>, spesso associata al russamento (roncopatia), consiste in un <strong>disturbo respiratorio</strong> che classicamente insorge nel corso del <strong>riposo notturno</strong>.  <span id="more-8607"></span>E’ in tale periodo, infatti, che soggetti con <strong>determinate caratteristiche anatomiche e funzionali</strong> delle vie aeree, con <strong>sovrappeso</strong> e con particolari <strong>abitudini di vita</strong>, vanno più facilmente incontro a <strong>episodi di apnea</strong>, con conseguente riduzione, in certi casi <strong>anche grave</strong>, della quantità di <strong>ossigeno presente nel sangue arterioso</strong>.</p>
<p>Ciò può determinare tutta una serie di <strong>conseguenze</strong> anche di non poco conto che, nel loro insieme, possono facilitare l’insorgenza di <strong>disturbi del ritmo cardiaco</strong>, di <strong>ipertensione arteriosa</strong> e, più in generale, di <strong>disturbi cardiovascolari</strong> gravi tra i <strong>quali l’ictus e l’infarto miocardico</strong>.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="RISVEGLIO DI NOTTE (con Respiro che Manca)" width="1400" height="788" src="https://www.youtube.com/embed/t9CULOvlghI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Come ho già avuto occasione di spiegare in una mia precedente risposta ad un paziente che mi chiedeva  perché fosse auspicabile l’<strong>astensione dagli alcolici</strong>, specie alla sera, nei <strong>pazienti affetti da OSAS</strong>, confermo come anche in questo caso la somministrazione di <strong><em>ipnoinducenti</em> (sonniferi)</strong> prima di dormire rischi di provocare quegli <strong>stessi effetti negativi</strong> di riduzione del tono muscolare della <strong>muscolatura oro-farigea già imputabili all’alcol</strong>, con conseguente maggior facilità a quella <strong>chiusura delle vie aeree sopra-glottiche</strong> che, durante il sonno, <strong>genera le apnee</strong>.</p>
<h2>Approfondimenti</h2>
<p>Scopri di più su questo argomento leggendo anche:</p>
<ul>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/patologie-trattate/sindrome-apnee-sonno-russamento/">Sindrome delle apnee del sonno (SAS – OSAS) e russamento</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/bpco/tranquillanti-ansiolitici-sonniferi-osas-insufficienza-respiratoria/">Tranquillanti, ansiolitici e sonniferi nella BPCO, nell’OSAS e nell’ Insufficienza respiratoria</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/terapie-consigli/sindrome-apnee-sonno-patente/">Sindrome delle apnee del sonno ostruttiva (OSAS) e patente di guida</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/terapie-consigli/apnee-sonno-russamento-obesita-dieta-cpap/">Apnee del sonno, russamento e obesità: meglio la dieta o la CPAP?</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/terapie-consigli/apnee-sonno-mad/">Sindrome delle apnee del sonno: lo pneumologo e il MAD (Dispositivo di Avanzamento Mandibolare)</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/terapie-consigli/polisonnografia-trattamento-apnee-sonno/">Polisonnografia e trattamento delle apnee del sonno</a></li>
</ul>
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			<h2>Visita Pneumologica</h2>
<h4>Che cos&#8217;è (e come viene fatta)?</h4>
<p>Scopri<strong> tutte le fasi della visita specialistica</strong> e come il Dott. Enrico Ballor valuta il paziente per il disturbo che presenta.</p>
<a href='https://www.youtube.com/watch?v=MBO49jl1xyY' class='pencisc-button button pencisc-button__69995851 pencisc-align-left' target='_blank' style='background-color:#00aff0;border-color:#00aff0;'>Guarda il Video</a>

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<p>&nbsp;</p>
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</div>
<h2>Chiedi allo Pneumologo</h2>
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<p>Le migliori domande che verranno giudicate più di interesse generale, troveranno risposta su questo sito nelle prossime settimane.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nonno con Polmoniti da Disfagia Grave. Consigli?</title>
		<link>https://www.pneumologo-ballor.it/faq/nonno-polmoniti-disfagia-grave/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=nonno-polmoniti-disfagia-grave</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott. Enrico Ballor]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2022 06:49:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lo Pneumologo Risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Sintomi e Diagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[Terapie e Consigli]]></category>
		<category><![CDATA[Disfagia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pneumologo-ballor.it/?p=8572</guid>

					<description><![CDATA[<p>Mio nonno ha una disfagia grave e ha già fatto 3 polmoniti in 2 mesi. Cosa consiglia? La disfagia consiste nell’incapacità di compiere correttamente l’atto della deglutizione. Ciò può essere la conseguenza di malattie neurologiche acute o di patologie neuro-muscolari progressive e ingravescenti che contemplino un deficit funzionale del sistema...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><p>&#8220;<strong>Lo Pneumologo Risponde</strong>&#8221; è la nuova rubrica di questo sito dedicata alle curiosità dei lettori.</p>
<p>La domanda di questa uscita è:</p>

<h2>Mio nonno ha una disfagia grave e ha già fatto 3 polmoniti in 2 mesi. Cosa consiglia?</h2>
<p>La disfagia consiste nell’incapacità di compiere correttamente l’atto della deglutizione. <span id="more-8572"></span>Ciò può essere la conseguenza di <strong>malattie neurologiche acute</strong> o di <strong>patologie neuro-muscolari</strong> progressive e ingravescenti che contemplino un <strong>deficit funzionale del sistema neuro-muscolare preposto alla deglutizione</strong>.</p>
<p>La conseguenza più immediata e frequente di tale condizione patologica è la possibilità che <strong>il cibo (solidi) e i liquidi ingeriti</strong> possano <strong>penetrare</strong> impropriamente all’interno delle <strong>vie aeree</strong> (laringe e trachea), anziché essere correttamente sospinti nell’esofago per raggiungere lo stomaco.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="POLMONITE CHE SI RIPETE (Cause e Consigli)" width="1400" height="788" src="https://www.youtube.com/embed/9sFE2NPCkC0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Ciò comporta tutta una serie di problemi, primo fra tutti la possibilità della comparsa di <strong>polmoniti</strong> cosiddette “<strong><em>ab ingestis</em></strong>”, che assumono spesso un comportamento ripetitivo.</p>
<p>Oltre alla disfagia esiste poi tutta una serie di <strong>patologie broncopolmonari</strong> che può giustificare la <strong>comparsa ripetuta di eventi polmonitici</strong> e che ho trattato nel primo degli articoli citati di seguito.</p>
<p>La prima cosa da fare è affidare il paziente ad un esperto del <strong>disturbo disfagico</strong> (otorinolaringoiatra, logopedista, dietologo clinico, ecc.), per valutare la possibilità di <strong>nutrire il paziente per via alternativa alla via orale</strong>, non senza prima aver tentato, specie se inizialmente il disturbo è lieve, semplici accorgimenti quali la <strong>deglutizione a capo flesso</strong> <strong>in avanti</strong> e la parziale <strong>solidificazione degli ingesti</strong> (liquidi e semi-liquidi) con <strong>sostanze gelificanti</strong> in grado di aumentarne la consistenza e di renderne meno probabile l’immissione nel tratto respiratorio inferiore.</p>
<h2>Approfondimenti</h2>
<p>Scopri di più su questo argomento leggendo anche:</p>
<ul>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/infettive-infiammatorie-allergiche/polmonite-guarisce-ripete/">Polmonite che non guarisce e polmonite che si ripete: i consigli dello pneumologo</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/patologie-trattate/polmonite-broncopolmonite/">Polmonite e broncopolmonite</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/faq/cosa-significa-polmonite-ab-ingestis/">Ricovero dopo sincope e vomito. Cosa significa polmonite ab-ingestis?</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/infettive-infiammatorie-allergiche/polmonite-estate/">Polmonite in estate: la malattia che allarma</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/bpco/batteri-virus-responsabili-polmoniti/">Batteri e virus responsabili delle polmoniti: il parere dello pneumologo</a></li>
</ul>
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<h4>Che cos&#8217;è (e come viene fatta)?</h4>
<p>Scopri<strong> tutte le fasi della visita specialistica</strong> e come il Dott. Enrico Ballor valuta il paziente per il disturbo che presenta.</p>
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<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sindrome Apnee Ostruttive Severa (OSAS Grave): Vino Vietato alla Sera?</title>
		<link>https://www.pneumologo-ballor.it/faq/sindrome-apnee-ostruttive-severa-osas-vino-vietato-sera/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sindrome-apnee-ostruttive-severa-osas-vino-vietato-sera</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott. Enrico Ballor]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2022 14:51:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lo Pneumologo Risponde]]></category>
		<category><![CDATA[Terapie e Consigli]]></category>
		<category><![CDATA[OSAS]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pneumologo-ballor.it/?p=8548</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ho una sindrome della apnee ostruttive severa (OSAS grave). Perché lo pneumologo mi ha vietato il vino alla sera? La sindrome delle apnee ostruttive (OSAS) consiste in un disturbo del sonno con evidenti implicazioni respiratorie, che vanno da un semplice russamento notturno occasionale e incostante, nei casi più lievi, fino...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><p>&#8220;<strong>Lo Pneumologo Risponde</strong>&#8221; è la nuova rubrica di questo sito dedicata alle curiosità dei lettori.</p>
<p>La domanda di questa uscita è:</p>

<h2>Ho una sindrome della apnee ostruttive severa (OSAS grave). Perché lo pneumologo mi ha vietato il vino alla sera?</h2>
<p>La <strong>sindrome delle apnee ostruttive (OSAS)</strong> consiste in un disturbo del sonno con evidenti implicazioni respiratorie, che vanno da un <strong>semplice russamento notturno</strong> occasionale e incostante, nei casi più lievi, fino ad una vera e propria <strong>sindrome complessa</strong>, nei casi più gravi, che comprende la possibilità di <strong>importanti conseguenze a livello cerebrale, neurologico e cardiovascolare</strong>. <span id="more-8548"></span>Esistono diversi fattori che possono <strong>aggravare</strong> la tendenza a <strong>chiudersi delle vie aeree durante il riposo notturno</strong> e tra questi:</p>
<ul>
<li>gli induttori del sonno (sonniferi) assunti alla sera all’atto di coricarsi;</li>
<li>il sovrappeso;</li>
<li>il consumo di alcolici alla sera (spesso anche solo il classico ½ o 1 bicchiere di vino a cena).</li>
</ul>
<p>L’alcol, infatti, provocando <strong>un’ipotonia muscolare dei muscoli faringei</strong> (corrispondono ai muscoli della “<em>gola</em>”), può favorire la chiusura dello <strong>spazio aereo del primo tratto respiratorio</strong> sito al di sopra della laringe causata dalla <strong>caduta della base della lingua</strong>, che può giungere fino ad <strong>appoggiarsi alla parete posteriore del faringe</strong>.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="RISVEGLIO DI NOTTE (con Respiro che Manca)" width="1400" height="788" src="https://www.youtube.com/embed/t9CULOvlghI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>In tal modo <strong>il flusso dell’aria</strong>, trovando grande difficoltà a passare nell’”<em>imbuto</em>” faringeo, <strong>non riesce più</strong> ad essere correttamente immesso <strong>nelle vie aeree inferiori</strong> (trachea, bronchi e polmoni) durante gli atti respiratori, <strong>arrestando</strong> nel corso della notte <strong>la normale ossigenazione del sangue</strong> e provocando <strong>i classici sintomi dell’OSAS</strong> (vedi gli articoli consigliati di seguito).</p>
<p>Ecco <strong>spiegato il divieto del vino alla sera</strong> consigliatole dal suo pneumologo.</p>
<h2>Approfondimenti</h2>
<p>Scopri di più su questo argomento leggendo anche:</p>
<ul>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/patologie-trattate/sindrome-apnee-sonno-russamento/">Sindrome delle apnee del sonno (SAS – OSAS) e russamento</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/bpco/tranquillanti-ansiolitici-sonniferi-osas-insufficienza-respiratoria/">Tranquillanti, ansiolitici e sonniferi nella BPCO, nell’OSAS e nell’ Insufficienza respiratoria</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/terapie-consigli/sindrome-apnee-sonno-patente/">Sindrome delle apnee del sonno ostruttiva (OSAS) e patente di guida</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/terapie-consigli/apnee-sonno-russamento-obesita-dieta-cpap/">Apnee del sonno, russamento e obesità: meglio la dieta o la CPAP?</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/terapie-consigli/apnee-sonno-mad/">Sindrome delle apnee del sonno: lo pneumologo e il MAD (Dispositivo di Avanzamento Mandibolare)</a></li>
<li><a href="https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/terapie-consigli/polisonnografia-trattamento-apnee-sonno/">Polisonnografia e trattamento delle apnee del sonno</a></li>
</ul>
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<h4>Che cos&#8217;è (e come viene fatta)?</h4>
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<p>&nbsp;</p>
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